Azzardo, solo 4,5% dei giocatori patologici viene seguito: in Parlamento il disegno di legge dalla Marca Trevigiana

Gioco d’azzardo patologico, viene dalla provincia di Treviso la richiesta di una legge nazionale che metta un argine a questo fenomeno, definito "una piaga sociale del nostro tempo".

Si tratta di un disegno di legge presentato lo scorso 18 febbraio in Senato e che ricalca il regolamento scritto dall'avvocato Gigliola Osti del centro studi dell’Anci trevigiano, dopo le richieste ricevute dai municipi della Marca, preoccupati dalla crescita dei giocatori patologici nei propri territori.

Il disegno di legge è stato sottoscritto da 51 senatori e ha come prima firmataria la senatrice Sonia Fregolent, sindaco di Sernaglia della Battaglia e presidente della conferenza dei sindaci del distretto Ulss 2 di Pieve di Soligo.

“Un giocatore d’azzardo patologico rovina se stesso e il tessuto famigliare: il fenomeno è in espansione e va fermato - dichiara la senatrice Fregolent - È una battaglia che ho fatto sul territorio e che ora mi è stato chiesto di portare in Parlamento: perché venga approvato in tempi breve servirà un forte sostegno di tutta la comunità trevigiana”.

“La presentazione di un progetto di legge nazionale fa parte di un percorso che abbiamo intrapreso per mettere in campo tutto ciò che è possibile a contrasto del fenomeno della ludopatia - afferma Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana - Va al più presta sanata la ferita che vede lo Stato italiano basare una parte consistente del proprio bilancio sugli introiti derivanti dal gioco d’azzardo legale. Diciamo basta alle speculazioni di Stato sulla pelle dei più deboli”.

Ludopatie 01

Come spiegato dalla dottoressa Amelia Fiorin, referente per il Gioco d’azzardo patologico per i Serd dell’Ulss 2, “dal 2015 al 2018 il numero dei pazienti presi in carico è cresciuto, passando da 310 a 354. Basandoci sugli studi effettuati, i dipartimenti per le dipendenze tratterebbero solo il 4,5% del bisogno potenziale di un territorio. Ciò vuol dire che per il Veneto, rispetto ai 1.831 giocatori presi incarico, esisterebbe oltre 32 mila giocatori patologici che non vengono seguiti”.

Sempre i numeri accertano come la dipendenza più diffusa tra le ludopatie sia quella da slot-machine e videlottery: velocità, frequenza e basso costo delle giocate rendono questi apparecchi i più pericolosi, tanto che su 354 pazienti seguiti nel 2018 dal Serd 271 erano in cura per questo tipo di giochi.

Il disegno di legge e il regolamento da cui è tratto, del resto, vanno proprio nella direzione di porre dei limiti alle sale slot e ai locali che ospitano le cosiddette macchinette. Dunque distanze minime da luoghi sensibili come le scuole oppure da bancomat e "compro oro", limiti negli orari di apertura e l’imposizione di non coprire e lasciare trasparenti le vetrine di questi esercizi.

A testimoniare come già queste disposizioni costituiscano un buono strumento per arginare il diffondersi delle ludopatie, Francesco Granzotto, assessore al sociale del Comune di San Fior, tra i primi enti ad introdurlo, una scelta che costrinse l'amministrazione comunale a difendersi dal ricorso di un privato, proprietario di una sala slot, di fronte al Tar del Veneto.

Il giudice ha dato pienamente ragione al Comune (qui l'articolo) e la vicenda ha dimostrato non solo la validità giuridica delle norme approvate, ma anche come il rispetto poche e semplici misure costituisca già un valido argine al dilagare della dipendenza dal gioco d'azzardo.

Ludopatie 02
(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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