Treviso, tutti pazzi per le cucine etniche: anche in Provincia spopolano i piatti dal mondo

Onigiri, tandoori chicken, ramen, kebab, enjera e burritos non sono assolutamente dei nomi sconosciuti ai trevigiani che, lo dimostrano le numerose e continue aperture di locali etnici, sono letteralmente impazziti per i cibi dal mondo.

Senza disdegnare l’ottima cucina italiana e veneta, di cui l’Alta Marca Trevigiana è una degna rappresentante per le indiscusse eccellenze ristorative, soprattutto le nuove generazioni sono attratte dalle proposte culinarie che permettono di intraprendere un viaggio immaginario nelle culture di provenienza dei diversi piatti.

Se a spopolare sembra essere principalmente la cucina giapponese, celebre per sushi e sashimi, anche altre cucine etniche stanno riscontrando il gradimento dei trevigiani.

Sono sempre meno, invece, i ristoranti che propongono la sola cucina cinese, soppiantati dai ben più celebri “all you can eat”, dove, pagando un fisso, si può mangiare fino a scoppiare.

Cresce l’interesse per la cucina indo-pakistana, con i suoi piatti dai gusti forti per i palati che non temono le leggendarie spezie del subcontinente indiano.

Tiene bene il “messicano” che, spesso, propone piatti che appartengono alla cultura culinaria di tutto il continente americano, resi famosi da film, serie televisive e pubblicità.

A Treviso, dopo tanti anni di assenza, è tornata perfino la cucina tipica dell’Eritrea ma non è solo il capoluogo ad ospitare ristoranti, trattorie e fast-food etnici.

Numerosi piccoli e grandi comuni della Provincia di Treviso, infatti, hanno almeno un ristorante o un locale etnico, per un’offerta gastronomica che non ha nulla da invidiare alle grandi città.

Figli di tradizioni culinarie di assoluto rispetto, e fedeli alla storia della cucina veneta, i trevigiani dimostrano curiosità e interesse anche per i piatti dal mondo, senza perdere l'identità e l'attaccamento alla propria terra.

Un viaggio nelle cucine di paesi lontani, inoltre, può essere uno strumento utile per favorire l’integrazione reciproca, abbattendo i muri e i pregiudizi che spesso nascono dalla non conoscenza del “diverso da noi”.

(Fonte.Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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