Treviso, rinnovato il contratto di lavoro area metalmeccanica: nella Marca interessate 2.500 imprese e 13.500 lavoratori artigiani

Firmato nei giorni scorsi da Confartigianato unitamente alle altre associazioni artigiane e alle tre sigle sindacali di settore (Fiom,Fim,Uilm), il contratto collettivo regionale della metalmeccanica artigiana che si applica ai datori di lavoro dei settori meccanica di produzione, autoriparazione e installatori di impianti.

Nella Marca Trevigiana il contratto è applicato da 2.500 imprese e interessa 13.500 lavoratori. Di questi il 62% sono operai, il 18% impiegati e il 20% apprendisti la cui età media è pari a 42 anni. La percentuale femminile si attesta al 20% .

Il 90% degli addetti è italiano e il restante 10% è rappresentato da stranieri. Le nazionalità prevalenti sono rumena, albanese, marocchina e ghanese.

Il rinnovo conferma, senza introdurre costi a carico delle imprese, l’elemento retributivo veneto (Ert) pari nella media spettante ai diversi livelli a 45 euro da valorizzare sopra al salario base nazionale e alle imprese assicura la possibilità di utilizzare, a condizioni semplificate, strumenti di flessibilità d’orario, come ad esempio la banca ore e l'orario multiperiodale utili a gestire in modo efficiente, sotto il profilo del costo del lavoro, i picchi e flessi, sempre più frequenti, dell’attività produttiva.

Per i dipendenti delle aziende del settore il contratto regionale garantisce soluzioni welfare tramite le innumerevoli e variegate prestazioni dell’ente bilaterale Ebav (tutte rinnovate) e i rimborsi del fondo sanitario regionale, Saninveneto.

Ai titolari sono state riservate oltre venti prestazioni di Ebav che spaziano dai rimborsi dei costi sostenuti per i corsi sicurezza sul lavoro a quelli per le visite sanitarie, includendo anche le spese per le certificazioni Iso, i contributi per gli investimenti per nuovi impianti, attrezzature, brevetti e la possibilità di iscriversi, estesa a collaboratori e familiari, a Saninveneto.

Applicando il complesso negoziale previsto dai contratti nazionale e regionale di settore, le imprese artigiane trevigiane dell’area meccanica garantiscono il salario minimo dovuto ai loro dipendenti.

"Il rinnovo conferma ancora una volta - afferma Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - il valore delle relazioni sindacali dell’artigianato, che sono state capaci negli anni di rendere attrattivo ogni posto di lavoro nel settore sia sotto il profilo del salario d’ingresso sia per quanto attiene alle soluzioni di welfare offerte. Non era assolutamente scontato che ogni ditta artigiana della meccanica, con una media di addetti inferiore a sei, potesse garantire condizioni lavorative di assoluto valore fondate su certezze delle regole che scongiurino inutili conflitti; attenzione alla sicurezza sul lavoro; risposte concrete per evitare licenziamenti in caso di crisi; premi per chi assume giovani con l’apprendistato o dialoga con le scuole del territorio perché i giovani se li vogliamo al lavoro nelle nostre imprese oggi, dobbiamo cercarli, presentarci, renderci loro attrattivi".

"Le regole negoziate - conclude il presidente Sartor - anche in questo rinnovo, sono fatte su misura per imprese della nostra taglia e per le specificità del nostro territorio. Sono la riprova dell’inutilità di introdurre nuove norme sul lavoro a taglia unica come quella ventilata sul salario minimo."

(Fonte e foto: Confartigianato Imprese Marca trevigiana).
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