Asolo protegge la biodiversità, quattro incontri a inaugurare la spinta Unesco. Dalla Rosa: “Verso un futuro migliore”

Si rinnova da subito l’impegno della Città di Asolo nella missione di tutela e di valorizzazione del territorio: partendo dall’esperienza delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, l’importanza di assicurare la diversità culturale di un borgo si è rivelato uno dei requisiti fondamentali per raggiungere l’equilibrio tra offerta turistica e bellezza paesaggistica.

L’amministrazione comunale di Asolo e in particolare l’assessorato all’agricoltura propone un appuntamento settimanale, dal 16 gennaio al 6 febbraio, sempre al giovedì, nella sala consigliare alle ore 20.30, che vedrà come protagoniste le prime tappe di questo impegnativo percorso di responsabilizzazione: l’apprendimento dell’etica del paesaggio, delle coltivazioni, dei prodotti tipici e le regole di un rapporto bilanciato tra produzione e risorse.

Nelle serate verranno approfonditi uno alla volta alcuni degli elementi naturali, la biodiversità che fa di Asolo la portavoce di riconoscimenti come Città dell’Olio, Città del Vino e Città del Miele.

In particolare, il vice sindaco Franco Dalla Rosa, assessore delegato anche all’agricoltura e promotore dell’iniziativa, dichiara: “È un discorso che non parte oggi ma qualcosa in cui la nostra amministrazione crede da tempo. Ogni anno vengono riprese delle conferenze con temi specifici di approfondimento per una valenza territoriale legata alla salvaguardia della biodiversità, per la lotta e difesa delle piante già esistenti e per una corretta applicazione di tecniche agronomiche meno invasive, rispetto alle sostanze inquinanti”.

Il dettaglio delle serate va ad approfondire già nella serata del 16 gennaio un tema molto attuale per il borgo: in collaborazione con Coldiretti Treviso e la Federazione Apicoltori Italiani (Apat), nella sua sezione Veneto, il mondo del miele e dell’apicultura verrà raccontato in tutta la sua complessità.

“Vorremmo raccontare che non esiste soltanto il miele dolce e trasparente, ma che quello delle api è un mondo straordinario, caratterizzato da una grande varietà di colori, profumi e gusti” commenta il presidente dell’Apat Veneto, Stefano Dal Colle.

Alla teoria, infatti, seguirà con l’intervento del vice presidente Apat Igor Gatto, chimico specializzato nel settore, un momento di assaggio e di confronto tra le varie tipologie di prodotto, rimarcando quelle caratteristiche che rendono il miele asolano unico nella sua genetica e nella sua produzione.

Seguirà, giovedì 23 gennaio, un approfondimento delle tecniche colturali con il dottor Stefano Soligo, che racconterà dalle radici alle fronde un altro importante elemento del panorama asolano: il nocciolo, che oltre a una prospettiva ecologica può essere valorizzato come risorsa economica.

A seguire, il 30 gennaio, il dottor Giovanni Alberton svilupperà un discorso sulle predisposizioni genetiche dell’olivo e su come tutelarle da rischi naturali o artificiali.

Discorso che l’esperto proseguirà il 6 febbraio con un riassunto focalizzato sulla definizione di biodiversità nel suo senso più generale, con l’intervento della dottoressa Debora Zanella.

A conclusione di questo capitolo, ma non di questo percorso di sensibilizzazione che dovrà interessare a breve anche l’aspetto urbanistico, storico e culturale, un incontro “sul campo" che l’assessorato all’agricoltura dichiara di voler organizzare per permettere ai cittadini partecipanti di passare alla seconda fase, ossia la messa in pratica delle conoscenze di salvaguarda del paesaggio e di tutela della biodiversità che potrebbe contribuire a rendere Asolo Patrimonio dell’Umanità.


(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
Qdpnews.it

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