Ulss 2, respinta ogni accusa del Pd. Benazzi: "Fornite cifre scorrette, nessun fenomeno di privatizzazione della sanità"

Decisa la risposta del direttore generale dell'Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi al  Partito Democratico della provincia di Treviso che si era inserito nel dibattito sulla privatizzazione della sanità veneta. "Stiamo lavorando a un dossier che valuti lo stato di salute della sanità trevigiana con la nascita dell’Ulss unica provinciale - avevano spiegato il segretario provinciale Giovanni Zorzi e il responsabile sanità provinciale Nicolò Rocco - e ci ritroviamo in molti dei dati evidenziati dalle forze civiche che hanno segnalato l’aumento del peso delle strutture private nell’erogazione dei servizi"

"I dati utilizzati da Benazzi - hanno affermato ulteriormente - danno solo una versione parziale del processo di privatizzazione in atto. Innanzitutto i dati andrebbero analizzati dal 2010 e non dal 2013, ovvero da prima che venisse approvato il precedente piano socio sanitario. Per quanto la privatizzazione ci sembri del tutto chiara dalle stesse delibere della Regione Veneto, esistono modi più subdoli per favorire il privato e non riguardano solo il budget".

E anche sulle liste di attesa hanno affermato i responsabili provinciali dem "Non è mai stato realmente affrontato, se non con soluzioni mediatiche come le visite notturne che hanno rappresentato lo 0,002% di tutte le visite specialistiche effettuate in Veneto".

“Sul tema rapporto con i privati in sanità  - ha ribadito oggi seccamente il direttore generale Benazzi -  la sensazione è che non si voglia prendere atto dei dati. Lo abbiamo detto, e lo ripetiamo: le cifre che abbiamo fornito, assolutamente esaustive, forniscono la conferma inequivocabile che la sanità trevigiana, così come quella veneta, è pubblica e che il ruolo del privato è esclusivamente di supporto”. 

Fornisco nuovamente,  tutte le cifre (nella foto) che confermano che non è in atto, a livello trevigiano così come a livello veneto, alcun fenomeno di privatizzazione della sanità. Faccio presente che i dati del 2010 relativi alle prestazioni ambulatoriali non fanno altro che confermare il progressivo aumento del pubblico a scapito del privato". Benazzi ha voluto fare chiarezza anche sulle liste d’attesa e sulle visite notturne.

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"E’ falso e offensivo nei confronti di tutto il personale - sottolinea Benazzi - affermare che non si sta facendo nulla per affrontare il problema delle liste d’attesa: sono state messe in atto diverse azioni al fine di abbattere le “galleggianti”, per anni utilizzate come strategia di gestione dei tempi d’attesa. Stiamo già vedendo i risultati e nell’arco di alcuni mesi, grazie all’impegno di tutti, contiamo di azzerarle, nonostante la grave e conosciuta carenza di specialisti, non certo imputabile all’Azienda Sanitaria o alla Regione bensì agli errori di programmazione a livello nazionale".

"Per quanto riguarda, invece, il tema delle visite notturne nell’Ulss 2 - aggiunge Benazzi - va ricordato che non tutte le prestazioni sanitarie possono essere effettuate in orario serale, e, dunque, lo 0.002% calcolato sul totale delle visite specialistiche è assolutamente scorretto. Il dato va calcolato per singole specialità. Nel 2019 nell’Ulss 2 sono state eseguite in orario notturno e festivo il 3% delle prestazioni in ambito radiologico e il 4,1% delle prestazioni in ambito ginecologico, dati nettamente superiori rispetto a quelli forniti dal Pd".

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio e Ulss 2 Marca Trevigiana).
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