Cibo straniero, mai più segreti per i consumatori trevigiani: l'84 per cento degli allarmi arriva da prodotti importati

"Non più prosciutto generico scambiato per nostrano oppure latte straniero senza indicazione di provenienza. Non più cibo con il veto sulla propria provenienza. Finalmente i consumatori avranno la trasparenza che meritano".

Interviene così Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, sull'attesa notizia che ha visto finalmente cadere il "segreto di Stato" sui cibi stranieri che arrivano in Italia.

Sarà, infatti, finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall'estero dai quali dipende ben l'84% degli allarmi sanitari scattati in Italia nel 2019. Lo storico risultato è contenuto nel decreto Semplificazioni sul quale il Governo ha posto la fiducia alla Camera.

"Nel provvedimento è infatti inserita una norma fortemente sostenuta dalla Coldiretti che finalmente assicura la massima trasparenza sui flussi agroalimentari. Il decreto - sottolinea Polegato - prevede che il Ministero della Salute renda disponibili, ogni sei mesi, attraverso la pubblicazione sul sito internet nella sezione "Amministrazione trasparente" tutti i dati relativi ad alimenti, mangimi e animali destinati al consumo in arrivo dalla Unione e dai Paesi extracomunitari. Inoltre, saranno resi noti anche i dati identificativi "degli operatori che abbiano effettuato le operazioni di entrata, uscita e deposito dei suddetti prodotti".

Per tutti i cittadini sarà dunque possibile accedere alle informazioni relative alla reale origine dei prodotti che portano in tavola. Si tratta - spiega la Coldiretti - di un risultato storico raggiunto grazie alla battaglia della trasparenza che la principale Organizzazione agricola europea sta portando avanti da anni per consentire ai consumatori di disporre di informazione corrette su quello che mangiano".

"Una misura - conclude la Coldiretti - finalizzata a distinguere il vero made in Italy e a garantire scelte di acquisto consapevoli".


(Fonte: Coldiretti Treviso).
(Foto: web).
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