Gli psicologi dell’Ulss2 non si fermano: con telemedicina e telefono la psicologia ospedaliera resta vicina ai pazienti

  • Treviso
  • - 01 Aprile 2020

Il servizio di psicologia ospedaliera dell’Ulss 2 Marca trevigiana, diretta dal dottor Massimo Pior, non si ferma e sta vicino ai suoi pazienti con la telemedicina.

Il servizio in questione, in linea con le direttive della Regione Veneto, per il contenimento della propagazione del Coronavirus, grazie alla collaborazione del personale medico ed infermieristico di degenza e quello tecnico, ha voluto garantire continuità alle attività di consultazione e il colloquio richiesti dai reparti ospedalieri attivando sia dei canali telematici che quelli telefonici di consultazione.

“Le stesse attività di aiuto digitale o telefonico è stato, inoltre, attivato anche per i familiari dei pazienti ricoverati. Con i medesimi modi e mezzi è stata offerta continuità all'attività clinica, sia individuale che di gruppo, a tutti i pazienti che sono in carico o vengono per la prima volta segnalati e che attualmente si trovano a casa nella contingente impossibilità di raggiungere la sede del servizio. Rimanere assieme è possibile se insieme si continua a condividere e costruire”.

Come immediata risposta alla sospensione delle visite presso il servizio era stato inviato del materiale informativo e psicoeducativo ai pazienti. La prima settimana di telemedicina del servizio di psicologia ospedaliera ha visto la conduzione di 55 colloqui con altrettanti pazienti e familiari.

L'accesso al servizio è possibile previa segnalazione del reparto o servizio specialistico ospedaliero. In settimana è prevista la conduzione di 3 gruppi di pazienti (complessivamente una ventina di persone) che avranno la continuità del servizio.

 

(Fonte: Ulss2 Marca Trevigiana).
(Foto: web).
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Nei social è “Tiramisù mania”, una spolverata di leggerezza in attesa della Tiramisù World Cup 2020

  • Treviso
  • - 31 Marzo 2020

L’emergenza Coronavirus non ferma la creatività degli iscritti alla prossima edizione della Tiramisù World Cup, che stanno approfittando dell’isolamento domiciliare per allenarsi in vista della competizione più golosa della Marca Trevigiana, capace di coinvolgere appassionati di tiramisù da tutto il mondo.

Da Valdobbiadene a Pieve di Soligo, senza dimenticare i cittadini di Treviso e di altre località della provincia trevigiana, non mancano le sperimentazioni per ricette sempre più creative e tentavi di presentare un tiramisù, nel rispetto della ricetta originale, come solo le nonne sanno fare.

Grazie ai social diventa tutto più semplice, con condivisioni di foto e di ricette nei profili Facebook o Instagram personali o in gruppi creati appositamente per questa occasione.

FOTO TIRAMISU 2

Per la Tiramisù World Cup, infatti, si creano dei veri e propri team, anche con concorrenti provenienti da diverse regioni, con agguerritissimi coach che studiano le strategie migliori per far sì che i componenti della loro squadra possano raggiungere traguardi sempre più importanti.

In questo momento difficile per la nazione, con continue notizie negative che rimbalzano da una televisione all’altra, senza dimenticare i social, il web e le radio, c’è tanto bisogno di leggerezza e di positività e un dolce come il tiramisù è capace di regalare qualche attimo di spensieratezza.

Gli organizzatori della Tiramisù World Cup, inoltre, sono al lavoro per l’edizione 2020 che, anche grazie alle proposte social, sta creando ancora tanto interesse per un dolce e per un’iniziativa che hanno conquistato il cuore e il palato di tanti appassionati.

FOTO TIRAMISU 3

“Nonostante questa emergenza che coinvolge tutti noi, abbiamo continuato l’organizzazione della Tiramisù World Cup 2020 e già molti sono gli iscritti che si stanno allenando in vista delle selezioni - racconta Francesco Redi, fondatore di Twissen e organizzatore della rassegna -. Ovviamente, la parte del leone spetta ancora ai concorrenti trevigiani, che non vogliono certo far mancare la loro presenza nel Gran Final, magari riportando il titolo di Campioni nella Marca”.

“Con discrezione - prosegue Redi -, intanto, abbiamo lanciato le iniziative nei nostri social-network a cui in moltissimi hanno risposto, forse perchè proprio le circostanze spingono a cercare qualcosa di spensierato, di dolce, mentre si resta in casa. Abbiamo da poco concluso il contest su Instagram in cui abbiamo premiato “il tiramisù più fotogenico”. Gli autori dei tre migliori tiramisù postati saranno nella giuria della prossima edizione della Tiramisù World Cup”.

“Siamo quotidianamente in contatto con la nostra community e i nostri campioni - conclude - In particolare, siamo vicini a Sara Arrigoni (Campionessa della Tiramisù World Cup 2019, ricetta creativa) della zona di Bergamo: a lei e a tutte le zone maggiormente colpite dall’epidemia va l’“in bocca al lupo” da parte dell’intero staff di Twissen. Sono sicuro che ne usciremo più forti di prima, con una grande voglia di ripartire e con l’entusiasmo di rimetterci ancora in gioco”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Coronavirus: per i fumatori aumenta il rischio di finire in terapia intensiva, sono il 22% dei trevigiani

  • Treviso
  • - 31 Marzo 2020

È ormai risaputo che il fumo di tabacco attivo e passivo nuoce gravemente alla salute, favorendo le infezioni respiratorie.

Non stupisce il fatto che recentissimi studi relativi al Covid-19 abbiano evidenziato un rischio di malattia più severa tra i fumatori.

Come ha spiegato Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e Doping dell'Istituto superiore di sanità (Iss), dopo ricerche epidemiologiche condotte in Cina, risulta che un terzo in più dei fumatori positivi al Coronavirus presentava all’atto del ricovero una situazione clinica più grave dei non fumatori e che per loro il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica è più che doppio.

Quindi, attenzione al fumo di sigaretta. Fumare nuoce gravemente alla salute, ma ancor di più in tempi di Covid-19. 

In Italia i fumatori sono 11,6 milioni, il 22% della popolazione di età superiore ai 15 anni. Gli uomini che fumano sono oltre 7 milioni e le donne 4,5 milioni. Tra gli studenti di età compresa tra 14 e 17 anni fumano abitualmente 11,1% e occasionalmente il 13,4%. 

Inoltre, si registrano tra i 70 e gli 80.000 decessi l'anno per patologie cronico-degenerative correlate alle sigarette.

In provincia di Treviso muoiono prematuramente a causa del fumo circa 350 persone ogni anno (dati 2019).

Stando alle statistiche dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d’Argento, attualmente nella Marca e nall'Alta Marca trevigiana fuma il 22% della popolazione adulta (circa 140mila persone).

Smettere di fumare è perciò imperativo; soprattutto in questi tempi di emergenza sanitaria sia regionale che nazionale.

(Fonte: Luca Collatuzzo © Qdpnews.it).
(Foto: web).
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Il minuto di silenzio dei sindaci dei Comuni di Qdpnews.it, onorate le vittime del Coronavirus e gli operatori sanitari

  • Treviso
  • - 31 Marzo 2020


Anche i sindaci dell’Alta Marca Trevigiana hanno partecipato al minuto di silenzio che si è tenuto questa mattina, martedì 31 marzo 2020, per ricordare tutte le vittime dell’epidemia che ha sconvolto la vita degli italiani e per onorare gli operatori sanitari impegnati nelle corsie degli ospedali per assicurare le cure ai malati.

Un momento solenne, promosso dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) affinché le singole comunità possano darsi reciproco sostegno, guardando al futuro con speranza.

I sindaci dei Comuni seguiti da Qdpnews.it hanno aderito all’iniziativa del minuto di silenzio, con la bandiera italiana a mezz’asta nei loro municipi o in altri luoghi simbolo dei paesi, da soli o alla presenza di altri amministratori, volontari della protezione civile o rappresentanti delle forze dell’ordine.

A Sernaglia della Battaglia, il sindaco Mirco Villanova ha voluto con sé anche il sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, un bel gesto per coinvolgere le nuove generazioni in un momento così importante per le varie comunità.

A Pieve di Soligo, cuore del Quartier del Piave e Comune che ospita la redazione di Qdpnews.it, al minuto di silenzio hanno partecipato il sindaco Stefano Soldan, il consigliere regionale Alberto Villanova e alcuni rappresentati degli alpini e degli artiglieri pievigini, insieme ai carabinieri, alla polizia municipale e ai volontari della protezione civile.

In alcuni Comuni, inoltre, non è mancato " Il Silenzio” intonato con la tromba, per rendere ancora più toccante un momento che tutti gli italiani non potranno dimenticare.

A Maser, per esempio, il sindaco Claudia Benedos ha voluto la presenza del corpo bandieristico parrocchiale e i volontari della Protezione Civile, questi ultimi protagonisti del grande impegno civile di questi giorni in paese.

Un gesto simbolico, quello del minuto di silenzio, che non potrà certamente alleviare la sofferenza delle persone che, in queste difficili settimane, hanno perso i loro parenti o amici, non potendo neanche ricordare i defunti con una cerimonia funebre, a causa del rischio legato ai contagi.

Anche il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero ha voluto presenziare, dopo essersi questa mattina personalmente recato all’Ospedale San Valentino per ringraziare medici, infermieri e operatori della Protezione Civile.

I sindaci della Marca Trevigiana, insieme ai loro colleghi italiani, si sono fatti trovare pronti, rappresentando in quel momento tutti i loro cittadini mentre, con lo sguardo rivolto al Tricolore, hanno fatto volare un pensiero a chi non c’è più ma anche a chi è ancora qui e merita di essere tutelato, in particolare gli anziani, le persone più fragili in questa lotta al Coronavirus, i malati e chi ha ancora bisogno di aiuto.



(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it)
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Task force dell'Ulss2 in soccorso delle case di riposo: fino ad ora tamponi a 366 ospiti e 703 operatori

  • Treviso
  • - 31 Marzo 2020

Si è costituita una task force diretta dall'Ulss2 in soccorso delle case di riposo: è quanto annunciato oggi, martedì 31 marzo, dal direttore generale Francesco Benazzi, nel corso di una conferenza stampa rilasciata in diretta Facebook.

Al momento sono in tutto 1.069 i tamponi eseguiti nelle strutture per anziani, ovvero 366 agli ospiti e 703 agli operatori: dai test è emersa la positività del 42 percento degli ospiti stessi e del 7 percento del personale.

Risulta essere al vaglio la possibilità di iniziare a misurare la temperatura corporea degli operatori, prima dell'entrata in struttura.

Nel frattempo, nelle case di riposo si è liberato il 5,9 percento dei posti: per gli anziani che avessero la stretta necessità di entrare in una struttura, verrà predisposto prima il tampone e, qualora l'esito risulti negativo, dopo un periodo di quarantena pari a 14 giorni, potrà entrare definitivamente nella struttura stessa.

La task force, diretta dal dottor Moretto e composta da geriatri e infermieri, è operativa da circa tre settimane, ma ha visto l'intensificarsi della propria attività negli ultimi 15 giorni, per dare un supporto nella valutazione delle condizioni di salute dei pazienti e dei lavoratori: in caso di positività di qualcuno nelle strutture, infatti, i medici si recheranno in loco per stilare, assieme ai direttori, un programma volto a separare positivi dai negativi.

Inoltre, è stata assicurata la reperibilità telefonica di un geriatra nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, per fornire un supporto pratico in riferimento a determinate patologie.

Tra le strutture dove sono stati eseguiti i tamponi, rientrano anche il Cesana Malanotti di Vittorio Veneto, l'Opera Immacolata di Lourdes di Valdobbiadene e Casa Fenzi di Conegliano.

"L'importante - ha spiegato Benazzi - è che ci sia una sinergia con le case di riposo, per evitare che i pazienti debbano andare in ospedale, ormai un luogo dove c'è una certa possibilità di contrarre delle infezioni".

"Bisogna evitare l'entrata degli ospiti in ospedale - ha ribadito il direttore generale - considerato che le case di riposo sono dei luoghi che accolgono delle persone con delle complessità sanitarie importanti. Secondo alcuni studi, infatti, una persona che presenta già due patologie, risulta essere più a rischio di contrarre l'infezione".

Per quanto riguarda il personale di servizio delle case di riposo, saranno messi a disposizione dei video per indicare il comportamento da adottare in determinate situazioni, mentre procede il sistema della videochiamata per garantire il contatto, in maniera sicura, tra gli ospiti e le famiglie.

Medici e infermieri dell'Ulss avranno la possibilità di valutare di andare a lavorare nelle case di riposo, mentre alcune cooperative si sono offerte di inviare del personale a supporto di quello già presente.

Sul fronte dei farmaci da utilizzare, Benazzi ha chiarito che si sta proseguendo nel somministrare dei farmaci antireumatici, la cui associazione sta evidenziando una certa efficacia dal punto di vista antinfiammatorio.

In generale, la Regione Veneto è riuscita a procurarsi un certo quantitativo di test rapidi in seguito ai quali, se dovessero risultare positivi, verrà fatto anche il tampone, per cui l'esito richiede una tempistica compresa tra le 8 e le 12 ore.

Tamponi, nel frattempo, eseguiti anche su un totale di 553 medici di Medicina generale, tra cui soltanto 9 medici, ovvero l'1,6 percento, sono risultati positivi.

Al vaglio della Regione Veneto, inoltre, la possibilità di valutare la disponibilità di alcune strutture alberghiere dove accogliere i pazienti che si trovano in regime di isolamento domiciliare, riducendo il rischio di contagio dei propri parenti.

Tra i 57 ricoverati nelle Terapie intensive dell'Ulss2, solo una risulta avere un'età inferiore ai 50 anni, mentre tra i 303 casi nelle aree non critiche sono 23 i pazienti che non superano tale età. Di seguito il link con i casi di Coronavirus in Regione: (qui il link).

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Ulss 2 Marca Trevigiana).
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