Regolamentazione della chiusura dei locali notturni, Bortolotto: “Tante vite innocenti potrebbero essere salvate”

  • Treviso
  • - 26 Maggio 2020

Il Covid-19 ha avuto delle ripercussioni sulle abitudini di ciascuna persona. Se da un lato, prendere familiarità con le restrizioni attuate dal Governo Conte per contrastare la pandemia non è stato semplice, dall’altro è ben chiaro che le stesse hanno evitate tragedie sulle strade italiane.

Il calo di morti, riscontrato ampiamente nella comparazione delle statistiche inerenti marzo e aprile degli anni 2019 e 2020, è un segnale chiaro di come si può davvero intervenire per salvare vite.

Tra le attività chiuse in questa fase anche i locali notturni, lì dove lo sballo e la stanchezza derivante dall’utilizzo di sostanze stupefacenti ed alcool si tramuta in omicidi stradali e dolore straziante per le famiglie.

La responsabile della sede di Treviso dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Paola Conte Bortolotto, ha lanciato un appello forte alle istituzioni, pienamente condiviso dal presidente Alberto Pallotti: “Mi rivolgo al Governo centrale ed al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. In questo periodo di cambiamenti nelle nostre vite, nelle nostre attività, nella nostra quotidianità, abbiamo avuto modo di riflettere. Ci siamo, per forza di cose, fermati e abbiamo capito che è possibile vivere con meno fretta, che le cose importanti sono la cura e il rispetto del diritto alla vita di ognuno di noi".

"La chiusura delle discoteche - conclude -  ha, inevitabilmente, ridotto il numero di casi di morti sulle strade e tale constatazione ci porta a rivolgere un imperativo a chi ci governa: regolamentare gli orari di chiusura dei locali di pubblico intrattenimento. Una misura che chiediamo a gran voce, specie in previsione della riapertura di tutte le attività. I morti sulle strade non sono morti di serie B”.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it 

Print Friendly, PDF & Email

Continua la battaglia dei Comuni contro lo Stato per il fondo di solidarietà 2019, il Tar rigetta il ricorso

  • Treviso
  • - 25 Maggio 2020

"Quando si perde un round, si perde un round, non la guerra. Quindi non è detto che i soldi del Fondo di Solidarietà per il 2019 che richiediamo indietro dallo Stato siano perduti. Ci appelleremo contro il rigetto da parte del Tar del Lazio e continueremo la nostra battaglia. Abbiamo vinto quella relativa al Fondo del 2015, creando un precedente storico: sono fiduciosa che andrà bene anche questa".

Lo afferma Mariarosa Barazza (nella foto), presidente dell’Associazioni Comuni della Marca Trevigiana che sta coordinando le iniziative legali dei Comuni trevigiani, commentando la sentenza del Tar del Lazio, pubblicata venerdì 22 maggio, che rigetta il ricorso presentato nel 2019 da 42 Comuni trevigiani contro il silenzio dello Stato in merito ai criteri di riparto del Fondo di solidarietà 2019.

L’anno scorso infatti lo Stato non ha emanato il solito Dpcm e il ricorso dei Comuni trevigiani era volto a chiedere l’emanazione del provvedimento. Il Tar ha rigettato il ricorso perché, a suo dire, lo Stato avrebbe “regolarmente istruito il provvedimento” e lo avrebbe “trasfuso in una norma della legge di stabilità”, “ritenendo pertanto non necessario procedere con l’emanazione del Dpcm”.

Nelle motivazioni della sentenza il Tar del Lazio obbietta che non sta a lui decidere della costituzionalità o meno di un provvedimento. Tutto sommato - è la deduzione del Tribunale amministrativo - un provvedimento è comunque stato assunto.

Una deduzione che, secondo i Comuni trevigiani, non tiene affatto. Ed essi ricorreranno in appello. Hanno tempo per farlo fino al 23 dicembre 2020.

"Lo Stato italiano, evidentemente per sottrarsi ai nostri ricorsi, ha pensato di inserire i criteri di riparto in una legge dello Stato invece che in un provvedimento amministrativo, e questo fatto viola la cosiddetta “riserva di amministrazione” in base alla quale provvedimenti la cui emanazione spetta al Governo non possono essere emanati dal Parlamento - spiega Barazza -. Mi sembra un modo di procedere molto grave sia sotto il profilo del diritto che della leale dialettica le tra diverse articolazioni dello Stato".

La battaglia dunque rimane aperta e i Comuni trevigiani ora imposteranno una nuova strategia. Sempre in punta di diritto.

Nel frattempo i Comuni trevigiani stanno attendendo la fissazione dell'udienza da parte del Consiglio di Stato nel ricorso di ottemperanza da loro promosso per dare esecuzione alla sentenza definitiva relativa al Fondo del 2015 rimasta però ancora inattuata da parte dello Stato. Una battaglia, quest’ultima, che era stata vinta da Comuni trevigiani che stanno ora attendendo la restituzione dei 24 milioni di euro che spettano loro.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

Decreto rilancio, i sindaci trevigiani danno battaglia sui criteri di ripartizione del fondo Comuni

  • Treviso
  • - 24 Maggio 2020

I criteri di ripartizione dei 3,5 miliardi di euro stanziati dal Governo con il Decreto rilancio per Comuni, province e città metrapolitane (di cui 3 miliardi per i Comuni e 500 milioni di euro per le province e le città metropolitane) non dovranno penalizzare gli enti locali virtuosi della Marca Trevigiana.

L’emergenza Covid-19 ha drasticamente ridotto le entrare dei Comuni che ora rischiano di non riuscire a far quadrare i conti e a chiudere i bilanci.

Da qui l’iniezione di liquidità da parte del Governo.

L’Associazione Comuni, in un video-incontro del suo Gruppo finanza locale che si è tenuto lo scorso venerdì 22 maggio, ha messo sotto la lente il provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 maggio scorso ed è pronta a dare battaglia affinché lo stanziamento, che serve a dare un po’ di ossigeno ai Comuni, non finisca per la gran parte nelle tasche degli enti meno virtuosi.

"Stiamo elaborando una proposta, da far arrivare alla Commissione istituita per decidere i criteri di riparto. - spiega Mariarosa Barazza (nella foto), presidente dell’Associazione Comuni - Lo stanziamento a favore dei Comuni è poderoso, ma temiamo non basti. E, soprattutto, vogliamo poter dire la nostra sui criteri di riparto, in modo che non vengano penalizzati i nostro enti locali, come accaduto in passato".

A preoccupare i sindaci trevigiani è la formulazione finale inserita nel decreto, in cui si dice che il fondo dovrà essere ripartito sulla base degli effetti dell'emergenza Covid-19, "sui fabbisogni di spesa e sulle minori entrate, al netto delle minori spese”.

È l’espressione “fabbisogni di spesa” ad aver messo in allarme i sindaci della Marca. Tanto più che, nella prima stesura del decreto, le “minori entrate” erano state collocate al primo posto.

"Si tratta appunto di capire qual è l’entità reale di quello che arriverà ai nostri Comuni, - afferma il sindaco di Montebelluna Marzio Favero - ci auguriamo che non si riproponga il giochetto delle 'capacità fiscali standard', come avviene per il Fondo di solidarietà comunale. Del tutto negativa appare, invece, la norma per la rinegoziazione dei mutui, per via della maggiorazione dei tassi: per avere un vantaggio di cassa, quest’anno i Comuni che aderiscono rischiano di dover pagare interessi alti per i prossimi vent’anni. Va fatta poi una considerazione più generale: ci troviamo di fronte, come al solito, a misure tampone e non a un disegno organico per una nuova finanza locale".

A indispettire i Comuni trevigiani è stato, infine, lo stralcio della nostra provincia dalla lista di Comuni beneficiari dell’ulteriore fondo di 200 milioni di euro, stanziato in favore dei Comuni più colpiti dall’emergenza Coronavirus.

Di questo fondo potranno beneficiare solo i Comuni delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza.

"Francamente ci sembra una cosa incomprensibile, dal momento che la provincia di Treviso è stata una delle prime a essere dichiarata zona rossa", commenta Silvano Piazza, vicesindaco di Silea.


(Fonte: Associazione Comuni Marca trevigiana).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

Ulss2, Palaverde, PalaMazzalovo e Zoppas Arena consentiranno di vaccinare 15mila ragazzi in un mese

  • Treviso
  • - 25 Maggio 2020

Concluso con successo il maxi screening sierologico al Palaverde di Villorba, che ha visto coinvolte 12.000 persone, inizia oggi un secondo tour de force, stavolta in ambito vaccinale, che vedrà coinvolti 15mila ragazzi di 12 e 14 anni nell’arco di un mese.

L’operazione, resa possibile dall’utilizzo di tre maxistrutture dislocate in altrettanti punti strategici dei rispettivi Distretti, consentirà di recuperare i cicli vaccinali sospesi durante l’emergenza Covid: in poco più di 4 settimane saranno interamente garantiti la vaccinazione Hpv (Papilloma virus), il richiamo diferite-tetano-pertosse- polio e la vaccinazione contro il meningococco A,C,W,Y agli adolescenti (femmine e maschi) delle classi di nascita 2006 e 2008.

Le operazioni di vaccinazione si svolgeranno con il seguente calendario: dal 25 maggio al 3 giugno al Palaverde di Villorba per il Distretto Treviso, dal 8 giugno al 18 giugno al PalaMazzalovo di Montebelluna per il Distretto Asolo e dal 23 giugno al 30 giugno alla Zoppas Arena di Conegliano per il Distretto Pieve di Soligo.

Nelle tre strutture saranno attivi, complessivamente, oltre cinquanta operatori del Servizio Igiene e Sanità Pubblica, supportati dalla Protezione Civile e dal Suem 118 provinciale. La polizia locale dei Comuni di Villorba, Montebelluna e Conegliano garantirà la regolare viabilità con massimo distanziamento fin dalle operazioni di parcheggio.

Schermata 2020 05 25 alle 10.04.50

Alla luce dell’esperienza condotta con il maxiscreening sierologico, al Palaverde e negli altri due palasport saranno attive 8-10 postazioni di lavoro, adeguatamente distanziate, consentendo quindi il regolare accesso dei ragazzi accompagnati da un solo genitore: saranno sottoposti a vaccinazione circa 800-1000 ragazzi al giorno.

Questa nuova massiccia operazione di sanità pubblica, condotta su grandi numeri di adolescenti - sottolinea Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 – segna un passo avanti importante nell’ambito della ripresa delle nostre normali attività, anche nell’ambito della prevenzione. Ringrazio i Sindaci e tutti gli operatori che hanno garantito, come di consueto, sostegno e disponibilità per questa innovativa quanto impegnativa modalità di esecuzione delle vaccinazioni, che ci consentirà un recupero in tempi brevissimi delle vaccinazioni sospese nel periodo del picco epidemico”.

“I dati di copertura vaccinale, registrati nei bambini nati nel 2018 per i quali l’immunizzazione è proseguita anche in fase epidemica - spiega Anna Pupo, responsabile dell’attività vaccinale dell’Ulss 2 - sono buoni, con coperture prossime al 94% sia per l’esavalente che per morbillo-parotite-rosolia-varicella. Il nostro ringraziamento va ai genitori di questi bambini che hanno scelto, anche in un momento difficile, di proteggere i loro figli con le vaccinazioni prescritte. Con l’intervento nei tre Palasport mettiamo in campo un grande sforzo per l’immunizzazione anche dei ragazzi”.

 

(Fonte e foto: Ulss 2 MArca Trevigiana).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

“Dl Liquidità”, contributi da Regioni e Camere di Commercio. Baratto: “Approvate le proposte di Forza Italia”

  • Treviso
  • - 22 Maggio 2020

L’onorevole Raffaele Baratto (nella foto) ha voluto commentare l’approvazione, da parte delle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, di un pacchetto di emendamenti al “Decreto Liquidità” con le proposte di Forza Italia.

Secondo il parlamentare di origine pederobbese, tutto questo darà il via libera a numerose e importanti novità per i prestiti alle piccole e medie imprese garantiti al 100% dallo Stato.

“Abbiamo svolto un lavoro importante in commissione - ha affermato Raffaele Baratto, deputato in Commissione Finanze e primo firmatario di due proposte di modifica al “Dl Liquidità” varato dal governo -, difendendo gli interessi delle categorie e delle piccole e medie imprese più duramente colpite da questa crisi. Pur nelle differenze che ci separano da questo governo, il lavoro in commissione è stato costruttivo e ha consentito di modificare e migliorare un testo altrimenti irricevibile”.

Si tratta di due proposte - precisa Baratto - rivolte ad aumentare la possibilità di accesso al credito per imprese, commercianti e professionisti. Con la prima, per i cosiddetti mini-prestiti, l’importo massimo aumenta da 25 mila a 30 mila euro, con possibilità di restituire quanto ricevuto in 10 anni, anziché in 6. Ora è necessario che le procedure di erogazione siano rapide per consentire alle imprese di ripartire.”

La seconda proposta, invece, riguarda il territorio e potrà interessare da subito anche la provincia di Treviso.

È stato infatti approvato l’emendamento che Baratto ha presentato in qualità di primo firmatario e che consente alle Regioni e alle Camere di commercio di erogare contributi alle Pmi in difficoltà a valere sui costi per l’accesso alle garanzie del Fondo centrale.

Una norma con la quale si rende più semplice l’accesso al credito per le imprese - conclude il parlamentare originario di Pederobba - consentendo anche alle Camere di Commercio di costituire appositi fondi per l’erogazione di contributi in conto commissioni di garanzia su operazioni finanziarie ammesse alla riassicurazione del Fondo centrale di garanzia".


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it 

Print Friendly, PDF & Email

// Storie di Sport