Chiusura uffici postali. Cgil (Spi): domani un'assemblea aperta in piazza della Vittoria a Treviso

  • Treviso
  • - 08 Aprile 2015

Valmareno barbiero cgilPer dare valore provinciale e regionale alla mobilitazione promossa dal sindacato dei pensionati della Cgil di Treviso e dai sindaci contro la chiusura di 15 uffici postali nella Marca, domani, giovedì 9 aprile, alle ore 11.30, si terrà un'assemblea aperta in piazza della Vittoria di fronte alla sede centrale delle Poste, a Treviso.

Sarà presente anche il segretario generale della CGIL di Treviso, Giacomo Vendrame, e la presidente Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello.


All'appuntamento pubblico con i sindaci, il sindacato ha invitato anche gli amministratori e i consiglieri comunali dei comuni coinvolti nelle chiusure degli uffici postali e di tutto il territorio.

"La strategia al ribasso e alla depauperazione dei servizi di prossimità avanzata da Poste riguarda tutta la nostra comunità - spiega Paolino Barbiero (nella foto), segretario generale Spi Cgil di Treviso - non possiamo permetterci che ci vengano sottratti servizi che compiono una rilevante funzione sociale. L'attività di Poste, invece, andrebbe rilanciata e implementata nella continuità delle aperture al pubblico e nella qualità dell'offerta. Un ufficio che lavora bene, oltre essere punto di riferimento per i cittadini, in particolare per la popolazione anziana, genera, infatti, economie locali".

"Non ci basta la nota stampa con la quale Poste dichiara la sospensione del provvedimento di chiusura - aggiunge Barbiero - chiediamo che la questione venga affrontata seriamente in un tavolo di confronto tra Poste e le Istituzioni regionali e provinciali. Per questo abbiamo invitato all'assemblea aperta anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, e l'assessore regionale, Roberto Ciambetti, così che possa ascoltare direttamente il disagio e le preoccupazioni delle nostre comunità locali e chiedere un intervento diretto di Poste".

(Fonte: Spi Cgil Treviso).
(Foto: archivio Qdpnews.it).

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Silea: ex Chiari e Forti a fuoco. Incendio doloso ? (video)

  • Treviso
  • - 08 Aprile 2015

Treviso Incendio chiariforti1A fuoco, nel tardo pomeriggio di ieri, la ex Chiari e Forti di Silea, complesso industriale simbolo nella Marca, sede dell'omonima azienda leader nel settore alimentare.

Dopo il fallimento, la struttura era dismessa da anni, priva di qualsiasi allacciamento alla rete elettrica. Per questo motivo, a pochi giorni dalla sua vendita previa asta, il sospetto è che l'incedio sia di origine dolosa.

Le fiamme sono divampate intorno alle ore 19. A lanciare l'allarme ai Vigili del Fuoco, i passanti e i residenti del posto che, notata la densa colonna di fumo nero alta decine di metri, hanno preso letteralmente d'assolto il centralino del 115.

Sul posto, intorno alle ore 22, saranno 18 le squadre dei Vigili del Fuoco impegnate, provenienti da tutta la Provincia con l'ulteriore supporto degli uomini di Mestre e Arpav.

Treviso incendio chiariforti2

Per spegnere l'incendio e mettere in sicurezza tutta l'area, i pompieri hanno lavorato per tutta la notte, riuscendo a domare le fiamme anche grazie all'utilizzo di un mezzo antincendio aeroportuale di grosse dimensioni.

Incredule numerose famiglie del posto, per anni dipendenti nel complesso soprannominato "Stuckyno", in riva al fiume Sile. Parte del fabbricato è crollato, insieme ad un pezzo di storia del Nordest industriale.

Incendio alla Ex Chiari e Forti di Silea


(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto e video: Vigili del Fuoco).

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Muraro: senza progetto Vi.So.Re, il Governo può pure dimettersi

  • Treviso
  • - 08 Aprile 2015

Treviso Leonardo Muraro 2015Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro (nella foto), lancia un appello per lo sblocco dei fondi in ambito di sicurezza.

"Ci troviamo ormai all'assurdo - spiega il presidente della Provincia di Treviso - il Ministero concede al Comune di Gorgo al Monticano il cofinanziamento della parte del progetto Vi.So.Re. di cui è capofila e questi non può spenderli per problemi legati al Patto di Stabilità".

"Nel frattempo però, il progetto di videosorveglianza che prevede 89 telecamere in 27 Comuni stabilite assieme a Prefettura, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie Locali e Vigili del Fuoco, va avanti", prosegue Muraro.

"Sinora è stata la Provincia di Treviso ad anticipare i pagamenti all'impresa aggiudicataria Infracom, somme per oltre due milioni e trecentomila euro, quasi la metà del costo totale del progetto, co-finanziato da Regione del Veneto e Ministero dell'Interno, che ammonta a circa 5 milioni di euro".

"La data di fine lavori è prevista per il 30 aprile 2015. E' bene però che il Governo si dia una mossa e sblocchi questa situazione surreale, perchè al momento i fondi sono in cassa del Comune di Gorgo al Monticano ma è impossibile utilizzarli. Se questo Governo vuole rendere inutilizzabili soldi che ha già speso, tanto vale che si dimetta. Sbloccare dal Patto i fondi per la Sicurezza", ha concluso il presidente Muraro.

(Fonte: Provincia di Treviso).
(Foto: archivio Qdpnews.it).

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Falsi tecnici del servizio idrico in azione. Ats: occhio alle truffe

  • Treviso
  • - 08 Aprile 2015

Alto Trevigiano ServiziLa scorsa settimana, Alto Trevigiano Servizi ha fatto sapere di alcuni casi riferiti a falsi addetti del servizio idrico, all'opera chiedendo di entrare nelle case per la lettura del contatore o per verificare la potabilità dell'acqua.

Le segnalazioni, riferisce la nota, sono arrivate da Povegliano, Montebelluna e Cornuda. La società raccomanda di diffidare da chi si presenta chiedendo di effettuare un sopralluogo nelle abitazioni, in quanto la maggior parte dei contatori sono posti all'esterno delle stesse. Il controllo dell'acqua, infatti, si effettua direttamente sull'acquedotto e non nei singoli rubinetti.

Per sapere se l'addetto sia effettivamente un operatore di ATS, l'invito è quello di chiamare il servizio clienti al numero 800 800 882 e di chiedere se siano in corso delle letture dei contatori nella zona di residenza.

Alto Trevigiano Servizi ribadisce la massima disponibilità per qualsiasi informazione e ringrazia tutti coloro che segnaleranno eventuali problemi o situazioni sospette sia all'azienda, sia alle forze dell'ordine.

(Fonte: www.altotrevigianoservizi.it).

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Vendrame (Cgil): occupazione crescente e ... tutele calanti

  • Treviso
  • - 05 Aprile 2015

CGIL Giacomo Vendrame 1Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Giacomo Vendrame (nella foto a sinistra), segretario generale Cgil Trevso:

Cari lavoratori,

vista la mutata disciplina dei licenziamenti, è possibile affermare che il cosiddetto contratto a tutele crescenti cambia sostanzialmente la natura del rapporto di lavoro, andando nella direzione di minor garanzie per i lavoratori neoassunti, ma in realtà potenzialmente per tutti. Nel caso in cui il licenziamento sia illegittimo, la nuova normativa prevede solo un riconoscimento economico che si sostanzia nell'indennizzo di 2 mensilità per ogni anno di anzianità lavorativa, da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità.

La Cgil ha portato avanti una mobilitazione per arrestare questa deriva, un'iniziativa che non si ferma neppure all'indomani dell'approvazione della legge. Anzi, è ancora più necessario mettere in campo tutte le azioni possibili per tutelare i lavoratori. Nonostante il Jobs Act, infatti, nessun deve essere lasciato solo, questo è il messaggio della Cgil. E a maggior ragione, vista la riduzione di tutele in caso di licenziamento illegittimo, c'è più bisogno di sindacato.

L'azione sindacale dovrà svilupparsi a 360°: legale, dove serve, sperimentando anche cause pilota che portino a ragionare di incostituzionalità o provando a dimostrare che a norma di legge alcuni licenziamenti sono discriminatori - data la tutela in questo caso del reintegro - o, ancora, contrattuale - in primis partendo dai contratti nazionali - in presenza di rapporti di forza e relazioni industriali che lo permettono.

Anche se sembra passare in secondo piano, è bene ricordare che il nodo della questione sono i licenziamenti illegittimi, ovvero quelli che non hanno motivo d'essere. In Italia, infatti, già da prima del Jobs Act, se c'è un motivo si può licenziare, come dimostrano le tante crisi aziendali del territorio della Marca. Allora, invece di procedere con una riduzione dei diritti così incisiva e non necessaria sarebbe stato il caso, ad esempio, di intervenire sui tempi della giustizia (anche 6 anni per una causa di lavoro nella nostra provincia) che rappresentano un vero motivo di scarsa competitività del sistema, oltre che di incertezza del diritto.

La possibile ripresa dell'occupazione è data oggi da fattori esterni (euro debole, costo del petrolio basso, politiche monetarie della BCE) e dai forti incentivi alle assunzioni previsti nella legge di stabilità. In quest'ultimo caso, tra l'altro, saremo in campo per garantire che si creino buoni nuovi posti di lavoro. Non è possibile legare, come vorrebbe il Governo, la cosiddetta "semplificazione" del Jobs Act alla ripresa economica e occupazionale. Non si esce dalla crisi svalorizzando il lavoro.

Il sindacato è invece fermamente convinto che solo investendo nel lavoro si possa creare reale sviluppo: la questione vera per l'occupazione rimane la condizione economica generale. E a questa, non c'è ombra di dubbio, solo delle buone politiche industriali, nazionali e territoriali, possono offrire una prospettiva di rilancio della produzione.

(Fonte: Cgil Treviso).

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