Il mondo agricolo trevigiano unito per la solidarietà, Polegato: "Un’idea nata da tutte le realtà e associazioni”

  • Treviso
  • - 29 Marzo 2020

Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, racconta l’idea del mondo agricolo trevigiano di unirsi per dare un segnale della propria vicinanza alla comunità e soprattutto per acquistare un'unità di terapia intensiva per il Ca’ Foncello di Treviso.

“Direi che l’idea era nel cuore di tutti i presidenti che hanno aderito all’iniziativa - aggiunge Polegato - Ogni associazione coinvolta ha sempre dimostrato generosità e solidarietà e anche in questo momento era già pronta a dare del suo. La cosa bella è che, invece, di farlo singolarmente lo abbiamo fatto tutti insieme”.

Così Cia, Coldiretti e Confragricoltura Treviso, Confcooperative Treviso e Belluno, Condifesa TVB e Consorzio agrario di Treviso e Belluno si sono strette attorno al comune intento di dare il proprio aiuto.

Insieme hanno anche firmato un messaggio al Governatore del Veneto, impegnato nel duro ed estenuante compito di governare e sconfiggere questa emergenza: “Si vuole esprimere unitariamente il più profondo ringraziamento a Lei ed a tutta la sanità regionale per lo strenuo e coraggioso impegno quotidiano profuso a tutela della salute dei cittadini Veneti e non solo - scrivono al presidente Zaia - Abbiamo provveduto a versare una somma sul conto corrente della Regione del Veneto per consentire l’acquisto di una unità di Terapia Intensiva. Certi che con il coraggio e la determinazione che contraddistingue il nostro popolo Veneto usciremo da questa situazione ancora più uniti e forti per riprendere in mano con fiducia le nostre vite e le nostre imprese. Ciò che è certo è che rimarremo al tuo fianco per tutto ciò che potremmo fare”.

La lettera come detto firmata dai presidenti: Giorgio Polegato, Presidente Coldiretti/Consorzio agrario TV BL, Giuseppe Facchin, Presidente Cia, Giangiacomo Bonaldi, Presidente Confagricoltura Treviso, Valerio Cescon, Presidente Confcooperative e Valerio Nadal, Presidente Condifesa TVB.

(Fonte: Coldiretti Treviso).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Treviso, Mobilità di Marca sulla questione dei rimborsi: "Situazione gravissima, dettate le priorità"

  • Treviso
  • - 29 Marzo 2020

Risale alla giornata di venerdì 27 marzo la notizia secondo cui non sono al momento previste forme di rimborso per i tanti studenti che usufruiscono delle corriere dell'azienda Mobilità di Marca (MoM).

Giovanissimi che, a causa della chiusura delle scuole dallo scorso 24 febbraio per il Covid-19, non hanno potuto usufruire degli abbonamenti mensili appena rinnovati o degli annuali validi fino al prossimo 31 agosto (qui l'articolo).

L'azienda aveva comunicato di non avere la "facoltà di modificare la validità degli abbonamenti", ma di rendersi disponibile, nel caso di un protrarsi della chiusura delle scuole, a "recepire dagli enti competenti le indicazioni che verranno date per eventuali azioni da attuare".

Novità per cui non è stato necessario attendere la reazione sul web delle famiglie e degli studenti stessi, tutti concordi nella necessità di vedersi restituite le somme pagate, considerata la situazione di emergenza che ha costretto a rendere non più usufruibili gli abbonamenti già pagati.

A tal proposito, il presidente di MoM Giacomo Colladon ha dichiarato: "La situazione emergenziale, in questo momento per noi gravissima, detta le priorità".

"Abbiamo firmato un accordo per la cassa integrazione dei dipendenti, - prosegue Colladon - perso oltre l'80 percento della clientela e incassi quasi azzerati. Risulta evidente che queste, oggi, sono le priorità da gestire".

"L'azienda, che anche nel momento emergenziale continua ad erogare i servizi di trasporto, - conclude il presidente di Mom - non può sostenere da sola i costi di eventuali rimborsi. Nessuno vuole liquidare la questione sollevata che, tuttavia, sarà affrontata al momento opportuno e nelle sedi opportune: Ente di Governo per la mobilità nella Marca trevigiana e Regione del Veneto che sono gli enti concedenti il trasporto pubblico locale".

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Sanzione amministrativa per chi si allontana da casa senza valido motivo. L’avvocato Furlan: “Lascerà impuniti i ricconi”

  • Treviso
  • - 28 Marzo 2020

Grazie all’avvocato trevigiano Marco Furlan, sono arrivati dei chiarimenti sul tema delle sanzioni per chi si allontana da casa senza valido motivo.

L’argomento ha creato delle tensioni tra i cittadini italiani, esacerbati per le diverse informazioni e interpretazioni giunte da più parti.

Il Governo ha ritenuto di punire con una sanzione pecuniaria amministrativa i fatti che fino al 25 marzo costituivano un reato - spiega l’avvocato - Se si viola l’ordine di non uscire dall’abitazione (se non per i noti motivi di lavoro, necessità ecc.), ora si rischia di pagare una “multa” da 400 euro a 3000 euro. Se la violazione è commessa alla guida di un veicolo, invece, la sanzione è aumentata fino ad un terzo (e, quindi, fino a 4000 euro). Tali somme sono poi raddoppiate nel caso di recidiva. Vi è la possibilità di pagamento in misura ridotta pari al minimo, ma solo entro cinque giorni dall’accertamento della violazione”.

Non è chiaro - prosegue -, tuttavia, come si possa stabilire il minimo nel caso in cui si sia sorpresi alla guida di un veicolo, in quanto l’aumento “fino ad un terzo” non prevede una cifra determinata. Se non si paga in forma ridotta, l’entità della sanzione sarà stabilita dal Prefetto e nel frattempo si avrà la possibilità di presentare degli scritti difensivi entro 30 giorni dall’inizio del procedimento. Il Prefetto, quindi, ha due strade: o ritiene che non vi fossero i presupposti per contestare la violazione, ed archivia il procedimento, o, al contrario, emana un’Ordinanza Ingiunzione nella quale specificherà l’importo che sarà da pagare entro 60 giorni. Contro tale provvedimento è ammesso ricorso al Giudice di Pace (alla pari di quanto avviene per le normali “multe”), entro 30 giorni dalla notifica. Se non si paga la sanzione nei termini e non si è presentato ricorso, il Prefetto provvederà ad iscrivere a ruolo per il recupero coattivo della somma (maggiorata di interessi e spese di riscossione)”.

Se la trasgressione è compiuta con un veicolo - precisa l’avvocato Furlan - la sanzione subirà un aumento fino ad un terzo, ma in tal caso diventa responsabile in solido del pagamento anche il proprietario del veicolo, se è persona diversa dal conducente e se non prova che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà (ad esempio perché il veicolo gli è stato rubato)".

"Il sequestro e la confisca di auto e moto non sono più previsti come sanzioni accessorie. - sottolinea - Un trattamento molto più severo è riservato a coloro che, consapevoli di esser positivi al virus (e quindi con obbligo assoluto di non uscire di casa), “evadono” dalla quarantena, poiché in tal caso scatta il reato di cui all’articolo 260 del regio decreto numero 1265 del 27 luglio 1934 (inosservanza dell’ordine di impedire la diffusione di malattie infettive), punito con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000, o di cui all’articolo 452 del codice penale (delitto colposo contro la salute pubblica) con pena della reclusione da 1 a 5 anni, e relativo procedimento penale”.

Il Decreto termina prevedendo la retroattività delle sue disposizioni - conclude -, il che significa che queste sanzioni amministrative saranno applicabili anche ai fatti precedenti l’entrata in vigore delle nuove norme. In questo caso, però, le sanzioni saranno ridotte alla metà del minimo. Questo, nel caso di violazione a piedi, significa 200 euro, ma non è chiaro a quanto corrisponda se si è colti alla guida di un veicolo per l’indeterminatezza dell’aumento “fino” ad un terzo. Le migliaia di persone che sono state fermate fino al 26 marzo non subiranno, pertanto, un processo penale ma dovranno pagare “solo” la sanzione ridotta. Questo provvedimento, a mio parere, avrà da un lato il pregio di evitare ai tribunali migliaia di procedimenti penali ma, purtroppo, dall’altro lascerà impuniti i “nullatenenti” ed i “ricconi” (e non avrà, quindi, la forza di farli desistere dal farsi un giretto)”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Avvocato Marco Furlan).
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Vignetta solidale nel periodo di emergenza, Fsp: "La squadra "vincente", gioca una partita difficile ma vinceremo"

  • Treviso
  • - 28 Marzo 2020

In queste dure giornate di emergenza, l’idea di creare un’immagine che “fotografi” la situazione immaginando una Squadra che di fatto si è formata .... una Squadra vincente che ci porterà fuori da questo incubo ...! Per questo si è pensato a questa vignetta, distribuita in tutti gli uffici ed ai cittadini, affinchè in futuro, quando tutto sarà finito, la politica ed i cittadini stessi si ricordino della Squadra vincente, una squadra di 11 campioni che hanno lavorato in prima linea per tutta la collettività.”

Così ha dichiarato Mauro Armelao, Segretario Regionale Generale dell’Fsp Polizia di Stato del Veneto, a proposito della allegata immagine che si propone come analisi ed augurio per questo delicato momento di crisi e sacrifici a causa della pandemia di coronavirus.

Per questo la Squadra è formata da tre attaccanti con al centro un Medico e con ai 2 lati Personale sanitario in prima linea negli ospedali, Infermieri e Oss.; a centrocampo tre categorie che hanno lavorato tanto, i Commessi dei negozi alimentari/supermercati, i Farmacisti ed i Camionisti che hanno garantito gli approvvigionamenti; in difesa.... non potevano mancare la Polizia Locale, i Carabinieri, l’Esercito e la Guardia di Finanza; in porta la Polizia di Stato, il portiere che deve parare tutte le “rogne” legate all’Ordine pubblico” - illustra il Segretario dell’FSP Polizia.

Fuori campo sulla sinistra un allenatore con la divisa della Protezione Civile che distribuisce le mascherine ed in campo insieme a tutti i giocatori... il Governatore del Veneto Luca Zaia che funge da arbitro, colui che si interpone tra le scelte del Governo ed i cittadini. Si riconosce bene .... anche perchè in tasca ha la bandiera del Veneto!” - continua nell’illustrare Mauro Armelao.

Davanti a questa emergenza mondiale, la vignetta serve a far capire che si vince grazie al lavoro di tutti, grazie alla Squadra e l’importanza dell’illustrazione si marca con la visione, sullo sfondo, dei palazzi con tutta la gente in casa che guarda la difficile partita che si sta giocando sul campo di tutte le città.... con esposto il nostro amato Tricolore”. “La partita si gioca quasi al buio.... di notte con la luna..... perchè adesso è notte ma domani verrà il giorno e nessun fenomeno al mondo potrà impedire al sole di risorgere! Andrà tutto bene. Io Resto a Casa!” - conclude con cauto ma sincero entusiasmo il Segretario Mauro Armelao.

(Fonte e foto: FSP Polizia di Stato).
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Coldiretti Treviso plaude al via libera per la vendita di piante e fiori: "Appello per promuoverne l'attività"

  • Treviso
  • - 28 Marzo 2020

“Vicini ai nostri produttori di fiori e di piante in un momento in cui le loro aziende sarebbero state il serbatoio verde per le famiglie e non solo”.

Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, interviene a sostegno delle 300 realtà florovivaistiche della Marca trevigiana all’indomani del chiarimento del Governo sul via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai.

Coldiretti era intervenuta nei confronti del premier Giuseppe Conte per ottenere la precisazione che “la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita.

Nella nota - sottolinea la Coldiretti - si precisa che “l’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020 ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc".

"Peraltro - continua il testo - tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso Dpcm “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice Ateco “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione".

"Deve conseguentemente considerarsi ammessa - si conclude - l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore”.

“Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti affinchè promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy” - afferma il presidente della Coldiretti di Treviso, Giorgio Polegato - nell’invitare i cittadini a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi come segno benaugurante della primavera che segna il momento del risveglio con la mobilitazione #balconifioriti.

(Fonte: Coldiretti Treviso).
(Foto: web).
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