Guerra fredda tra Cina e Stati Uniti. Màdaro: “Presto o tardi si farà. Il tronco del Coronavirus? È in California”

  • Treviso
  • - 31 Maggio 2020

 

Una voce fuori dal coro, quella del sinologo trevigiano Adriano Màdaro, che non ha paura quando parla di una vera e propria “guerra fredda” in corso tra la Cina e gli Stati Uniti e di una “comunicazione occidentale unilaterale” che sta danneggiando l’immagine internazionale della Cina.

Dopo le accuse alla Cina di essere la responsabile della diffusione del Covid-19, ora a far paura è l’intromissione degli Usa nelle questioni interne della Cina, in particolare per la vicenda di Hong Kong.

Màdaro non usa giri di parole e, anche se ha voluto precisare che la guerra non è nel Dna della Cina, il grande colosso asiatico è pronto a schierare uno degli eserciti più potenti del mondo con milioni di militari che potranno disporre di tecnologie belliche all’avanguardia.

L’Europa sembra incapace di prendere una posizione netta sull’argomento ma gli equilibri mondiali sono in serio pericolo dopo l’emergenza epidemiologica, le crisi economiche e finanziarie degli ultimi anni e una politica estera che sembra aver dimenticato come i passi falsi della diplomazia internazionale siano capaci di far scoppiare dei focolai di insofferenza in grado di sfociare in un conflitto armato con effetti devastanti.

Presto o tardi questa guerra si farà - ha dichiarato il sinologo Màdaro - Io spero di no ovviamente ma mi pare che tutto stia andando verso quella deriva. Secondo la mia interpretazione, la colpa è proprio degli Stati Uniti d’America che vogliono intromettersi negli affari interni della Cina, ciò che la Cina non fa con loro. La politica statunitense sta interferendo in modo molto pesante nella vicenda di Hong Kong perché ha addirittura minacciato un Paese sovrano sulla sovranità di un suo territorio. Invece di avere l’orgoglio di trasformare Hong Kong nella pista di lancio anche di una futura democrazia in Cina, c’è chi si sta opponendo alla madrepatria incendiando le bandiere, spaccando e rompendo tutto quello che si può per la strada (auto, vetrine e metropolitane): sono atti di terrorismo e atti vandalici che vanno puniti in qualsiasi Paese civile”.

Hong Kong è stata una colonia britannica dal 1842 al 1997 e ha cessato di essere colonia dell’Union Jack il 30 giugno 1997.

La restituzione alla Cina e la transizione pacifica è avvenuta a seguito della firma di un accordo registrato all’Onu avvenuto a Pechino il 19 dicembre 1984 tra la Repubblica Popolare Cinese (Deng Xiaoping) e il Regno Unito (Margaret Thatcher). L’accordo è stato ratificato con l’approvazione e la sottoscrizione della cosiddetta “Basic Law” che regola lo status di Hong Kong e funge da legge di riferimento nei rapporti bilaterali Cina-Regno Unito-Hong Kong.

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Oltre alla garanzia del mantenimento dello statu quo per 50 anni (fino al 2047), l’articolo 23 della “Basic Law” proibisce qualsiasi atto di tradimento e sovversione della madrepatria, con pretese separatiste e qualsiasi azione di sobillazione interna ed esterna o intromissione straniera negli affari interni di Hong Kong, che appartiene a tutti gli effetti alla giurisdizione della Cina Popolare la quale ne detiene la sovranità.

Per colpire la criminalità presente ad Hong Kong, lo scorso anno il governo centrale di Pechino ha proposto un emendamento all’articolo 23 istituendo una legge che consentisse alle autorità giudiziarie cinesi l’estradizione dei criminali: da questo è nata una forte resistenza da parte soprattutto dei giovani hongkonghesi organizzati nel cosiddetto “Movimento degli ombrelli”.

La Cina ha la pace nel suo Dna - prosegue il sinologo Màdaro - ma ora può disporre di una quantità enorme di uomini e donne molto ben allenati. Ci sono circa quattro milioni di effettivi, parlo di soldati nelle caserme, ma in realtà in ogni territorio della Repubblica Popolare Cinese sono organizzate le milizie popolari, anche nelle fabbriche. Con questo si pensa siano almeno 50-60 milioni: cioè la popolazione dell’Italia tutta armata. A livello tecnologico la Cina è molto avanti perché ovviamente ha capito che presto o tardi un confronto armato con qualcuno lo avrebbe fatto, volendo diventare una grande potenza deve anche essere una grande potenza militare che si difende”.

La Cina dispone di un armamento che è paritetico a quello americano - aggiunge -. L’America è più forte nella marina perché ha più navi ma i cinesi fanno osservare che oggi valgono le navi spaziali perché quelle di acqua sono troppo lente. Se volessero colpire, loro in 27 minuti arriverebbero da Pechino a Washington ma lungi dalla Cina di pensare a questo. Un popolo con centinaia e centinaia di milioni di donne e di bambini che aspirano alla pace da sempre”.

In merito al Coronavirus, Màdaro ha affermato: “Il tronco del Coronavirus è in California ed è attivo pare da più di due anni e comunque certamente dall’agosto dell’anno scorso. Lo ha dichiarato il direttore della sanità americana, Robert Redfield, che è stato chiamato a deporre su questa cosa, appena nel mese di marzo scorso, dai deputati della House of Representatives di Washington e lui ingenuamente ha ammesso. Ha detto che erano già morte 20 mila persone in America: già dal mese di agosto circolava una anomala influenza in America, soprattutto nell’Ovest, e poi hanno potuto accertare che la gran parte di quei 20 mila morti erano morti da Coronavirus”.

“Da questo tronco del Coronavirus che è in America - precisa - abbiamo un ramo del Coronavirus che è esploso a Wuhan. Perché lì? A Wuhan c’è un laboratorio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), costruito dai cinesi insieme ai francesi. Poi sono intervenuti successivamente gli americani che lo hanno finanziato per dieci milioni di dollari. Nel momento in cui è accaduto questo fatto, gli americani erano all’interno di questo laboratorio, insieme ai francesi e ai cinesi. Quindi non può essere accaduto lì perché sarebbero stati i primi ad essere infettati e poi è possibile che gli americani abbiano fatto un’azione contro l’America?”.

Trump è pazzo e un folle - prosegue il sinologo Adriano Màdaro - e lo hanno detto i suoi, tutti quelli che lui ha liquidato e anche i medici della Casa Bianca. Tra l’altro è in un Paese dove si parla di democrazia ma la democrazia completata non è, forse è in via di preparazione. Quindi vedremo tra la Cina e l’America chi raggiungerà prima la democrazia vera. Non è possibile che un potere così immenso sia nelle mani di un uomo solo perché in Cina non è Xi Jinping ad avere questo potere che ha attraverso tremila deputati dell’Assemblea Popolare”.

“La Cia - conclude -, il controspionaggio americano, ha scelto Hong Kong come sede per il Pan-Pacifico, per tutta l’area del Pacifico dal Giappone all’Australia. La sede della Cia nell’Asia Orientale è ad Hong Kong ma questo è un affronto enorme alla Cina. Tu metti il tuo controspionaggio, che adoperi soprattutto contro questo Paese, in un suo territorio approfittando che è un territorio ancora in via di assorbimento da parte della Cina. La Cina non ha mai avuto colonie ma ha sempre avuto Paesi tributari che hanno riconosciuto la sua superiorità. Ha conquistato i popoli con la sua civiltà, con la cultura e con la storia, altrimenti come si può spiegare che nel XVIII secolo Voltaire abbia tessuto l’elogio della Cina perché aveva il sistema mandarinale (il potere politico non si trasmetteva secondo le regole dell’ereditarietà ma c’erano gli esami imperiali: i più colti governavano)?

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Treviso, confermati i saldi del 1° agosto, ma possibilità di vendite straordinarie dal 1° luglio

  • Treviso
  • - 31 Maggio 2020

Era stato deciso lo scorso 7 maggio, nel corso della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, lo spostamento dei saldi estivi al 1° agosto: la seduta era stata presieduta dal governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il quale aveva richiesto che ci fosse un'applicazione omogenea di questo dato su tutto il territorio nazionale.

Ora, però, saranno possibili delle vendite straordinarie a partire dal 1° luglio: a deciderlo è stata la giunta regionale del Veneto, nel corso della seduta di martedì 26 maggio.

A renderlo noto,è stata Confcommercio unitamente al gruppo provinciale di Treviso di Federmoda, i quali hanno specificato in un documento come sia consentito "in via straordinaria" lo svolgimento delle vendite promozionali nei "trenta giorni antecedenti alle vendite di fine stagione".

L'annuncio dello spostamento dei periodo dei saldi estivi non aveva riscosso una reazione unanime. A Conegliano, ad esempio, Patrizia Loberto, presidente dell'associazione di commercianti Conegliano In Cima, aveva sottolineato come fosse necessario partire subito con la scontistica per sostenere il settore.

D'altro canto, il presidente di Ascom Conegliano Maurizio Gibin aveva definito la scelta come "un'operazione corretta", ma "dal punto di vista pratico un'incognita, perché si dovrà vedere come il mercato funzionerà".

Nel caso del centro commerciale Coné, il direttore Alessandro Cerato aveva spiegato come non fosse ancora stata affrontata la questione dei saldi, ma che già alcuni negozi avevano iniziato ad applicare delle promozioni e delle scontistiche.

Solo nei prossimi mesi, quindi, si potrà davvero tirare le somme sulle novità in fatto di periodi promozionali.


(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Treviso, Volontarinsieme contro il bando per assistenti civici: "Il volontariato è una scelta spontanea, no a ordinanze"

  • Treviso
  • - 30 Maggio 2020

Anche il presidente di Volontarinsieme - CSV Treviso si schiera contro la proposta del Ministro Boccia di assoldare, attraverso un bando specifico, 60mila “assistenti civici” che potranno essere impiegati dai sindaci per lo svolgimento di attività sociali, durante la cosiddetta “fase 2” del covid-19.

La scelta di istituire un bando per reclutare i cosiddetti assistenti civici, dimostra improvvisazione e poca conoscenza del mondo del volontariato - tuona Franceschini – Se proprio si vogliono impegnare le persone in lavori socialmente utili, le norme esistono già e basta applicarle. Mi riferisco, ad esempio, ai destinatari del reddito di cittadinanza. Se poi gli amministratori locali vogliono costruirsi un loro “parco volontari”, questa è una ghiotta occasione. Ma noi, da sempre, sosteniamo la collaborazione tra Istituzioni e Terzo Settore, la stessa riforma indica in questa co-progettazione, lo strumento principale per valorizzare il volontariato nel territorio”.

L’assistenzialismo mascherato da Terzo Settore non può proprio funzionare, secondo Franceschini: Non vorrei che così facendo si gettasse un colpo di spugna sul concetto di sussidiarietà, e passasse il messaggio che al Terzo Settore non servano professionalità e coordinamento di rete. Si prosegua, piuttosto, nel solco tracciato dalla riforma, assegnando a tutti gli enti il ruolo da protagonisti che gli spetta nella definizione di un nuovo modello di welfare e inclusione sociale.”

“In questi tre mesi di quarantena, abbiamo assistito a scelte che non abbiamo compreso, come l’istituzione di Coc comunali senza coinvolgere le associazioni, vere antenne sul territorio, o la chiusura delle sedi comunali utilizzate dalle organizzazioni di volontariato, che di conseguenza hanno dovuto fermare il loro servizio. Ecco - prosegue il presidente di Volontarinsieme - crediamo che in questa fase il volontariato andasse valorizzato e non ostacolato”.

I volontari non hanno mai smesso di dare il loro contributo, nonostante le molte difficoltà, compiendo una scelta di libertà individuale, che non può e non deve essere subordinata ad un'ordinanza. Nel nostro territorio il volontariato organizzato conta oltre 640 realtà. Solo CSV ne rappresenta 350, con 90mila volontari. Ripartiamo da qui, con una collaborazione tra enti, per il bene vero delle nostre comunità” conclude Franceschini.

 

(Fonte e foto: Volontarinsieme Csv Treviso).
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Treviso, nelle casse dei Comuni trevigiani la prima parte del finanziamento statale: ora si monitora il restante 70 percento

  • Treviso
  • - 30 Maggio 2020

"Il Governo è stato di parola e va riconosciuto: ieri, nei tempi annunciati dal sottosegretario Achille Variati, è arrivato, nei conti correnti dei Comuni trevigiani, il 30 per cento dei 3 miliardi stanziati dallo Stato per i Comuni per far fronte alle minori entrate dovute all’emergenza Covid-19 e aiutarli a chiudere i bilanci. Vigileremo ora sui criteri di riparto del restante 70 per cento".

Lo afferma Mariarosa Barazza, presidente dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana.

Il gruppo finanza locale del centro studi dell’associazione Comuni della Marca Trevigiana sta ora elaborando un documento da inviare alla Commissione tecnica ministeriale incaricata di individuare i criteri di riparto del restante 70% dello stanziamento.

"La proposta che stiamo elaborando è volta a soddisfare il principio di “giustizia territoriale” ovvero a fare in modo che ci sia equità nella distribuzione delle risorse tra le diverse aree del Paese. Vogliamo poter dire la nostra sui criteri di riparto in modo che non vengano penalizzati i nostro enti locali, come accaduto in passato" continua Barazza.

A preoccupare i sindaci trevigiani è la formulazione finale inserita nel decreto Rilancio in cui si dice che il fondo dovrà essere ripartito sulla base degli effetti dell'emergenza Covid-19 “sui fabbisogni di spesa e sulle minori entrate, al netto delle minori spese”.

È l’espressione “fabbisogni di spesa” ad aver messo in allarme i sindaci della Marca. Tanto più che nella prima stesura del decreto le “minori entrate” erano state collocate al primo posto.

Positivo, per l’associazione Comuni della Marca Trevigiana, anche l’annuncio, da parte del Governo, di ulteriori 3 miliardi oltre ai 3,5 già stanziati per compensare le minori entrate degli enti locali.

 

(Fonte: associazione Comuni della Marca Trevigiana).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Dal 3 giugno tutti gli undici punti Contarina aperti su appuntamento per garantire la massima sicurezza

  • Treviso
  • - 30 Maggio 2020

Da mercoledì 3 giugno Contarina riapre le porte degli 11 Punti Contarina situati ad Asolo, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Giavera del Montello, Montebelluna, Paese, Pederobba, Preganziol, San Biagio di Callalta, Treviso, Villorba e lo fa in totale sicurezza.

Per evitare assembramenti e garantire la distanza di sicurezza, come accade per tutti i locali pubblici, l’accesso agli uffici è solo su appuntamento per le sole pratiche che non possono essere gestite telefonicamente o in via telematica.

Inoltre, l’azienda ha messo in atto una serie di misure per tutelare la salute dei cittadini: schermature in plexiglass in ogni postazione, gel disinfettante per le mani a disposizione del pubblico, specifiche indicazioni per le sale d’attesa e l’accesso agli uffici, riepilogate nel vademecum allegato disponibile anche sul sito www.contarina.it.

Si ricorda che i cittadini possono gestire le pratiche comodamente da casa: tramite lo sportello online accessibile all’indirizzo sportellonline.servizicontarina.it, contattando gli uffici di Contarina tramite mail scrivendo a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. oppure chiamando il numero verde 800.07.66.11 da telefono fisso o il numero 0422.916500 da cellulare.

Le linee telefoniche, prese letteralmente d’assalto in questi ultimi giorni, sono state potenziate.

In caso di difficoltà nel prendere contatto con gli operatori, si invitano i cittadini a richiamare in una fascia oraria diversa, considerando che il servizio telefonico è attivo dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 8.30 alle 18 e il sabato mattina dalle 8.30 alle 13.

 

(Fonte e foto: Contarina Spa).
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