Omicidio stradale, positivo alla cocaina. La moglie del defunto di Valdobbiadene: "Quanti Ferrante dovranno ancora morire?”

 

Lo scorso 18 ottobre si sono concluse, con esito davvero inaspettato, le indagini preliminari condotte dalla Procura di Treviso sul drammatico incidente del 23 maggio 2017 in cui perse la vita il 52enne Ferrante Battistin (nella foto),  dipendente edile della Vanin di Bigolino, che risiedeva da poco a Vidor insieme alla moglie valdobbiadenese Vittoriana Nardi.

Alle ore 6.50 di quel terribile 23 maggio Battistin era alla guida di un camion aziendale sulla strada provinciale 34, provenendo da Vidor diretto in un cantiere a Sarmede. All’improvviso sopraggiunse davanti ai suoi occhi un furgone-frigo di colore rosso guidato dal vittoriese L.L. (classe 1965), che, provenendo dalla direzione opposta, invase la corsia di marcia di Battistin e del suo collega G.T. Il violentissimo impatto spense per sempre il sorriso contagioso del 52enne nato a San Stino di Livenza, valdobbiadenese d’adozione.

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Dalle prime ricostruzioni delle forze dell’ordine fu presto evidente la dinamica dell’incidente, più difficile capirne le cause; ciò nonostante il vittoriese L.L. fu subito iscritto nel registro degli indagati. In questi ultimi cinque mesi la maggior parte dell’opinione pubblica si era convinta che il dramma fosse stato provocato da un colpo di sonno o da un improvviso malore. Invece, gli esiti delle indagini preliminari, coordinate dal sostituto procuratore Mara De Donà, hanno fatto emergere le gravi responsabilità del vittoriese alla guida del furgone-frigo. Infatti, gli esami del sangue effettuati ai conducenti dei due mezzi hanno dimostrato che la mattina del 23 maggio scorso, mentre Ferrante Battistin era perfettamente in regola, L.L. stava guidando sotto l’effetto di cocaina.

Ciò non bastasse, quella mattina il 51enne vittoriese non avrebbe nemmeno dovuto trovarsi sulla Sp 34, visto che il 16 dicembre 2016 gli era stata revocata la patente di guida per due anni. Quali furono le cause della revoca? Il 10 settembre 2016 L.L. era stato fermato dalla Polizia stradale di Belluno e trovato in possesso di una patente con i punti esauriti da almeno nove mesi. Il 51enne vittoriese, insomma, aveva continuato a guidare come se nulla fosse, non sottoponendosi agli esami obbligatori disposti dalla Motorizzazione Civile già il 27 gennaio 2016.

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Tutto questo ha aggiunto molta rabbia al dolore già immenso di Vittoriana Nardi, moglie di Battistin dal 1994, e di tutti i familiari, colleghi di lavoro e amici, incapaci di colmare il vuoto lasciato improvvisamente da Ferrante. Vittoriana, con poche parole, ha espresso tutto il suo immenso dolore: “Quanti Ferrante dovranno ancora morire sulla strada, in pieno giorno, per colpa di persone irresponsabili che girano indisturbate e senza alcuno scrupolo per la vita altrui? Quante altre famiglie saranno costrette a piangere davanti ad una tomba? Quante volte ancora dovrò sentirmi ripetere che poteva accadere a chiunque perché le strade sono pericolose? Ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni, i casi di omicidi stradali, ormai, fanno parte del nostro quotidiano. Tuttavia, mentre certi incidenti sono imprevedibili, quello di mio marito Ferrante, come molti altri casi, poteva essere evitato”.

Vittoriana, infine, ha fatto un accenno al processo: “Ora che sono state concluse le indagini preliminari, inizierà – speriamo a breve – il processo, siamo in attesa di un giusto giudizio, ma ricordiamoci che nulla restituirà la vita a Ferrante”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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