Ieri sera, martedì 4 dicembre 2018, Toni Capuozzo, giornalista e scrittore di fama nazionale, ha regalato ai lettori di Qdpnews.it un'occasione in più per riflettere su temi molto importanti come il futuro del giornalismo d'inchiesta, la minaccia del terrorismo di matrice islamica e le opportunità legate al possibile riconoscimento delle colline di Valdobbiadene come Patrimonio Unesco. Capuozzo si trovava nella cittadina del Prosecco Superiore per presentare, nella suggestiva cornice di Villa dei Cedri, il suo nuovo libro: "Andare per i luoghi del '68".

"Mi è stato chiesto dall'editore "Il Mulino" di Bologna di scrivere questo libro - racconta l'autore - in occasione del cinquantennale del 1968. La prima domanda che gli ho fatto è stata: "Perché lo avete chiesto a me?" Ho fatto il '68 perché ho compiuto vent'anni alla fine del 1968 e all'epoca ero un qualunque studente medio. Ho provato a raccontare, con affettuoso distacco, quei fatti di cinquanta anni fa visti oggi, sapendo che è passato davvero tanto tempo e questo Paese è cambiato moltissimo. Dobbiamo tenere presente che nel 1968 erano passati cinquant'anni dalla fine della Prima guerra mondiale: allora sembrava una cosa lontanissima e la stessa sensazione si può provare nel parlare del '68 oggi".

Gli auguri di Toni Capuozzo ai lettori di Qdpnews.it

Spazio anche per il tema del giornalismo d'inchiesta
, dove Capuzzo ha costruito la sua fama grazie alla presenza nei principali teatri di guerra in Somalia, Medio Oriente, Afghanistan, Iraq e nei Balcani. "Temo che il giornalismo d'inchiesta non renda più in Italia - racconta Capuozzo - Nel giornalismo è successo quello che è successo nella distribuzione. Oggi gli ipermercati sono comodi perché vai, parcheggi e puoi trovare le scarpe per tuo figlio, le batterie e le arance: trovi di tutto e puoi anche fermarti a mangiare velocemente. Nell'informazione è successo proprio questo, perché è diventato un grande bazar di notizie che si affollano a tutte le ore, in tutti i momenti e molto velocemente. La qualità, però, è un po' calata. Tutti noi, se ci dobbiamo comprare delle salsicce molto buone sappiamo che c'è un macellaio che per tradizione le fa bene. Se vogliamo un lavoro di falegnameria fatto bene, sappiamo che c'è un vecchio artigiano che ti fa la cosa su misura. Purtroppo è venuto a mancare l'aspetto artigianale del lavoro. Però questi sono i tempi e c'è da dire che il lettore e il telespettatore non possono non essere un po' confusi. E' un po' come al supermercato dove hai dieci tipi di patate e se non sei proprio una casalinga provetta dici: "Quale devo prendere se mi serve per fare gli gnocchi?". Così hai moltissime notizie a tutte le ore e hai molto meno la spiegazione del perché un fatto avvenga e l'analisi che ti aiuti a capire che cosa avverrà dopo".

Non poteva non essere trattato il tema del terrorismo, materia di studio e di attenta riflessione dei progetti editoriali e delle trasmissioni condotte da Toni Capuozzo. Notizia di questi giorni è la crudele campagna del terrore dell'Isis che si manifesta nella diffusione di immagini, che girano in rete, con la bandiera nera dello "Stato Islamico" sopra la chiesa della Madonna della Salute a Venezia.


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"L'Italia - spiega Capuozzo - per fortuna non è mai stata colpita direttamente. Pensiamo al nome di Valeria Solesin, in Veneto la ricordano tutti, e ai pensionati uccisi nel museo del Bardo di Tunisi. Nessuno può escludere per principio che non verremo mai colpiti. Nello stesso tempo c'è da dire che l'Isis nella sua propaganda ama essere provocatorio. Spesso ha fatto immagini come il Colosseo, che conoscono in tutto il mondo, con la bandiera nera. Piazza San Pietro, simbolo del cristianesimo e monumento conosciuto in tutto il mondo, con la bandiera nera e la stessa cosa con Venezia. Non c'è chi nel mondo non sia stato a Venezia o non sogni di andarci prima o poi e loro diffondono le foto di Venezia con la bandiera nera, ritoccate proprio per seminare terrore. Questo non è un programma d'azione. Loro spesso, quando preparano un attentato, non ne parlano prima e non lo propagandano prima. Questo fa parte della campagna per seminare paura e inquietudine. In una discussione fra turisti uno può proporre di passare il fine settimana a Venezia e l'altro, dopo aver visto le immagini diffuse dall'Isis, può rispondere che è un posto pericoloso. Ovunque ci sia folla, ormai, c'è un rischio ma non credo che parlarne così pubblicamente faccia parte di una strategia operativa. Fa parte, invece, di una strategia per seminare la paura".

L'intervista esclusiva a Toni Capuozzo si è conclusa parlando della candidatura delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio dell'umanità. "Credo che il riconoscimento Unesco sia naturalmente una cosa importante. Io nella mia carriera giornalistica ho vinto molti premi, per i quali ho sempre ringraziato, che sono arrivati quando non ne avevo più bisogno. I riconoscimenti non arrivano solitamente quando sei giovane e devi batterti per farti un nome. Arrivano a fatto compiuto. Ben venga ovviamente questo riconoscimento per un territorio disegnato dall'uomo. Quello che secondo me conta, però, è non trasformare queste aree in un museo vivente, ma dare opportunità ai giovani imprenditori di poter restare a fare quel lavoro duro, che dà anche molte soddisfazioni, che è quello del vignaiolo. Che non diventi un posto bellissimo, ma per il fine settimana di chi viene dalla città. Creare un futuro è più importante ancora che premiare il passato".

Non sono mancati gli auguri di Natale a tutti i lettori con la speranza di poter ospitare ancora Capuozzo nell'Alta Marca Trevigiana, per parlare di tanti temi di attualità grazie all'esperienza di chi ha trasformato il mestiere del giornalista in un paziente e meticoloso lavoro artigianale di qualità.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
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