Vazzola, 500 chilometri in bici per consegnare grandi classici agli studenti: il tour del professore Fabio Vettorello

  • Vazzola
  • - 31 Luglio 2020

11 tappe, 20 giorni e 500 chilometri percorsi in bicicletta: sono questi i “numeri” di Fabio Vettorello, professore di lettere del liceo Marconi di Conegliano che, appena è stato possibile, ha raggiunto i suoi 86 studenti per consegnare a ciascuno di loro un libro.

Una storia che dimostra come il rapporto tra professori e studenti non si sia fermato nonostante la didattica a distanza e di quanto importante sia il rapporto umano nell’insegnamento.

L’iniziativa è iniziata nel pomeriggio del 5 giugno quando il professore, residente a Vazzola, ha deciso di raggiungere i 17 comuni dove vivono i suoi studenti tra cui anche Miane, il più  lontano: 35 chilometri in cui il professore in sella alla sua bicicletta ha potuto apprezzare il territorio che solamente l’anno scorso è divenuto patrimonio Unesco.

“Le reazioni degli studenti sono state naturalmente varie - spiega il professore - dall’imbarazzo alla sorpresa, alla gioia, ma tutti felici di essersi sentiti pensati e cercati, non tanto perché ero io ma perché in questo periodo ai ragazzi è mancata molto la scuola”.

kinesiostudio nuovo

“Ciò che è stato difficile - continua il professore - non è stato raggiungere gli studenti, ma la scelta dei libri da consegnare, che per la maggior parte sono stati grandi classici della letteratura tra cui Pirandello, Svevo, Terenzio e Dante attinenti con il programma scolastico del prossimo anno senza però dimenticare la personalità e i gusti di lettura di ogni singolo alunno”.

L’iniziativa è stata apprezzata, oltre che dagli studenti e dai loro genitori, anche dagli altri insegnanti del Liceo coneglianese: “I miei colleghi - conclude Fabio Vettorello - si sono complimentati e mi hanno ringraziato per aver dato, con questo gesto, un messaggio di speranza e di fiducia nei confronti della scuola”.

Una bella storia che sicuramente ha dato un segnale forte ai suoi studenti che ricorderanno per molto tempo e che dimostra come l’insegnamento non si pratichi solamente all’interno delle mura scolastiche, ma anche il gesto concreto di portare dei libri in bicicletta diventa parte della didattica.

 

(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
(Foto: per concessione di Fabio Vettorello).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

Vazzola, questa sera messa in suffragio della volontaria Stefania Freschi, scomparsa a soli 50 anni nel 2016

  • Vazzola
  • - 27 Luglio 2020

Verrà celebrata alle 19 di questa sera, lunedì 27 luglio, nella chiesa parrocchiale di Vazzola la messa in suffragio della giovane volontaria Stefania Lot Freschi (nella foto), scomparsa a soli cinquant'anni nel 2016.

Originaria di Codognè, si era trasferita a Vazzola dopo aver sposato Giuseppe e si era subito integrata nell'ambito parrocchiale e nell'organizzazione di varie manifestazioni legate al gruppo podistico, alle Due Torri e a numerose altre iniziative.

kinesiostudio nuovo

Solare e positiva, era sempre pronta ad aiutare, dare coraggio e sdrammatizzare con un sorriso qualsiasi situazione. Da molti anni accoglieva in estate una ragazza bielorussa, Eugenia, assieme al marito.

Terzogenita di Giovanna e Marcello Lot, ha lasciato il fratello Piero e la sorella Roselena, con la quale condivideva uno salone di parrucchiera a Codognè.

Gli amici, in occasione dell'anniversario di oggi, hanno preparato un piccolo libretto in ricordo di Stefania.


(Fonte: Pio Dal Cin © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione della famiglia).

#Qdpnews.it 

Print Friendly, PDF & Email

Al via i centri estivi anche a Vazzola, grazie al contributo del Comune per i ragazzi residenti

  • Vazzola
  • - 03 Luglio 2020

Anche quest’anno il comune di Vazzola in collaborazione con la Cooperativa Csa organizza i centri estivi per i ragazzi dai 6 ai 14 anni, raggiungendo due importanti obiettivi: sostenere le famiglie riducendo la retta che aveva subito un aumento rispetto all’anno precedente a causa delle nuove normative per la prevenzione del contagio del virus e coinvolgere come animatori direttamente i ragazzi maggiorenni del comune.

L’amministrazione comunale, proprio per fronteggiare l’aumento dei costi dovuta all’emergenza, ha deciso di sostenere anche le famiglie con figli dai 3 ai 14 anni che iscrivono i propri figli ad altri centri estivi, purchè svolti nel territorio comunale.

kinesiostudio nuovo

Per quelli organizzati dal Comune con la Cooperativa Csa e per quelli parrocchiali organizzati presso le scuole materne del Comune, l’amministrazione ha convenuto di intervenire con un contributo economico che ha permesso di contenere i maggiori costi dovuti all’emergenza sanitaria e pertanto i prezzi esposti alle famiglie tengono già conto del contributo.

Per i centri estivi organizzati dalle altre associazioni del Comune, il contributo sarà invece erogato direttamente alle associazioni. Quest’ultime lo utilizzeranno per rimborsare parte della retta a carico delle famiglie che ne faranno richiesta.

"Il Comune di Vazzola ha sempre cercato di offrire un servizio nel periodo estivo che fosse accessibile a tutte le famiglie e quest’anno, a causa degli elevati costi e restrizioni, le incertezze erano tante. Tuttavia come amministrazione abbiamo comunque voluto offrire il servizio e, contestualmente, dare un aiuto concreto alle famiglie abbattendo parzialmente gli aumenti delle rette" fa sapere l'assessore Elisabetta Vazzoleretto.

 

(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpenws.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

Vazzola, un uomo semplice che ha avuto la fortuna di nascere in un borgo “magnetico”: la storia di Angelo Dal Col

  • Vazzola
  • - 21 Luglio 2020

I personaggi che riteniamo interessanti a volte lo sono per svariate ragioni che spaziano dalla vita affascinante di un imprenditore, un artista o una persona che si è distinta nella vita sociale.

Angelo Dal Col, la persona di cui parliamo oggi, non appartiene a nessuna di queste “categorie”. È un uomo semplice, che ha vissuto una vita semplice. La sua grande fortuna è quella di essere nato 85 anni fa, in un piccolo borgo della nostra provincia: Borgo Malanotte.

Quest’ultimo, secondo Angelo, è il posto più bello del mondo; ciò è confermato dal fatto che da qui non si è mai spostato, anzi, ha messo su famiglia, e le sue figlie vivono con le loro famiglie accanto alla sua casa.

Sembra che chiunque abbia avuto il privilegio di nascere a Borgo Malanotte in qualche modo non se ne sia mai andato; questo luogo così particolare e pittoresco esercita nei suoi abitanti un magnetismo da cui è difficile liberarsi, perché un figlio, un nipote, o qualcuno della famiglia rimane sempre.

kinesiostudio nuovo

D'altronde basta fare due passi tra le case allineate alla perfezione sul selciato di pietra e osservare i particolari che compongono questo puzzle, che profuma di storia. Vecchi attrezzi appesi al muro, roseti che colorano vecchi muri di rosso, porticati, balconi fioriti e qualche gatto che sonnecchia sornione sull’uscio di casa.

Ma è di Angelo che vale la pena parlare oggi. Racconta volentieri la sua storia, seduto fuori dalla casa dove è nato: “Eravamo poveri ma felici, tutti gli abitanti del Borgo erano mezzadri. Quando eravamo bambini c’era tanta vita e tanta gioia. Si lavorava dall’alba al tramonto e poi ci si trovava nella stalla, a turno per il filo. Tutti avevano una o due mucche, alcuni di più. C’era un clima solidale e amichevole, eravamo sereni. Ci si spostava a piedi o in bicicletta. In bicicletta ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie. Abitava a Fontanellette, e da qui andavo sempre con la bici a casa sua. Quando ci siamo sposati eravamo poveri, ricordo che per comprare la camera matrimoniale ho dovuto fare delle cambiali: costava 150 lire”.

Oggi le sue tre figlie hanno tutte casa nel Borgo: ci abitano circa 25 famiglie e ognuna ha qualcuno che è un diretto discendente del nucleo originale. “Il Leone di Vetro” è stato girato in questo bellissimo luogo: ogni estate infatti ci sono manifestazioni e sagre, purtroppo annullate quest’anno a causa del Covid-19. Angelo rimarrà comunque qui, non vorrebbe vivere da nessun’altra parte. “È il posto più bello e unico del mondo” dice.

 

(Fonte e foto: Pio Dal Cin © Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email

Le cantine di Vazzola e del Terraglio si fondono e danno vita alla nuova Cantina Produttori Piave Sile

  • Vazzola
  • - 01 Luglio 2020

Le cooperative Cantina Sociale di Vazzola (Vazzola, Treviso) e Società Cooperativa Agricola Cantina del Terraglio (Mogliano Veneto, Treviso) diventeranno nel prossimo futuro un’unica realtà: la Cantina Produttori Piave Sile.

La fusione, che è stata votata a larghissima maggioranza e sarà formalizzata a breve di fronte al notaio, segue la scia aperta da altre cantine negli ultimi anni, quella di coinvolgere cooperative trevigiane (che si sono legate talvolta a realtà di regioni limitrofe), adottando logiche di economia di scala e di coesione per raggiungere obiettivi comuni.

Ciò a conferma di quanto era stato rilevato anche dalle Confcooperative Belluno e Treviso, che, già in occasione della presentazione della propria annuale ricerca agroalimentare territoriale, a metà giugno, avevano evidenziato l’esigenza di individuare strategie per fare in modo che le cooperative diventassero ancor di più punti di riferimento per il sistema agricolo (ed in generale economico) locale e, al tempo stesso, riuscissero ad imporsi come player determinanti all’interno delle rispettive filiere, che assumono ormai rilevanza internazionale.

291c182f 16f2 4407 b78b 0b692ef3109d

Si uniscono, dunque, due realtà: la Società Cooperativa Agricola Cantina del Terraglio, presieduta da Carlo Rivaben, nata nel 1964, che conta oggi 203 soci e si occupa della produzione di Prosecco Doc, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Franc, Manzoni, Verduzzo, Raboso, Rosato, Merlot, con 38 mila quintali di conferimenti e un fatturato di 3,5 milioni di euro (2019); e la Cantina Sociale di Vazzola, presieduta da Claudio Venturin, fondata nel 1959, che riunisce 346 soci e conta 173 mila quintali di conferimenti, per un fatturato di quasi 15 milioni di euro (2019).

È evidente, perciò, il grande impatto economico del sistema cooperativo trevigiano nel settore vitivinicolo: dal quasi 50% delle uve destinate a Prosecco Doc a oltre il 60% per il Pinot Grigio delle Venezie Doc.

È un sistema ancora in crescita e potenzialmente in grado di influenzare le strategie dell’intera area centro orientale della nostra regione e, soprattutto, è in grado di influire sull’andamento di tre delle più grandi denominazioni d’origine a livello nazionale, sia in termini di superfici che di valore.

Considerando il peso del Veneto nella produzione e nell’export dell’intero Paese, che, a sua volta, è uno dei maggiori player a livello mondiale, si comprende come la cooperazione vitivinicola trevigiana (composta da 16 imprese con oltre diecimila soci produttori) si trovi di fronte alla necessità (e alla responsabilità) di assumere pienamente il ruolo di traino del settore.


(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: web).
#Qdpnews.it 

Print Friendly, PDF & Email

// Storie di Sport