Le Province venete “dimenticate” dal Decreto Rilancio. Zaia: “Il Veneto vuole la sua parte, facciano quello che vogliono”

Contagi in discesa nella Regione Veneto ma ancora molta prudenza da parte delle autorità sanitarie anche in questa fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Confortanti i dati di oggi, venerdì 22 maggio 2020, sull’emergenza Coronavirus in Veneto: 560.868 tamponi (12.025 tamponi in più rispetto alla giornata di ieri), 19.059 positivi (21 in più di ieri), 3.132 isolamenti (altre 78 persone uscite dall’isolamento), 541 ricoverati (25 in meno di ieri), 40 terapie intensive (12 positivi e 28 negativi e sei terapie intensive in meno di ieri), 3.254 dimessi (25 dimessi in più di ieri), i morti in ospedale sono 1.342 (5 in più di ieri e 1.854 in totale) mentre i nati nelle ultime 24 ore sono 82.

“Il contagio zero - ha dichiarato la dottoressa Francesca Russo, direttore della Direzione Prevenzione e Sanità pubblica della Regione Veneto - si può dire se aggiungiamo davanti “per oggi”, per questo momento o, meglio, nella reportistica del pomeriggio, ma questo non rappresenta un trend o l’andamento di una malattia nell’ambito di una Regione e neanche di un’azienda. Io due giorni fa ho mandato una lettera a tutte le aziende Ulss per rafforzare la sorveglianza. Abbiamo esteso il periodo di isolamento per i soggetti sintomatici da 14 a 21 giorni”.

“Abbiamo detto che tutti - prosegue -, anche i soggetti asintomatici con contatti occasionali, dovrebbero valutare di fare il tampone. Questo non è il momento di allentare ma è piuttosto il momento di stringere perché, se noi allentiamo in questo momento, il rischio è di tornare nella fase 1 e noi non vogliamo più tornare ai ricoveri, alle morti e alle sofferenze delle persone. Non fisserei nessuna data e manterrei molto alta l’attenzione, e lo dico soprattutto agli operatori che seguono le nostre indicazioni: quindi massima allerta”.

“Il comportamento della popolazione - aggiunge la dottoressa Russo -, come ha detto tutti i giorni e in tutti i momenti il presidente, non è disgiunto da questo tipo di misure. La maggior parte dei focolai sono focolai piccoli. Un focolaio viene considerato alla presenza di due casi positivi correlati fra di loro che geograficamente si trovano nello stesso posto”.

“In questo momento - conclude - il maggior numero dei focolai, piccoli per fortuna, ce li abbiamo in alcune case di riposo e qualche contagio intrafamiliare. Siamo in diminuzione nel numero dei focolai e in molti di questi i soggetti sono guariti e ne rimane solo uno o due. Significa che si stanno spegnendo, che sono localizzati e noi abbiamo la possibilità di seguirli ed evitare che possano estendersi”.

La Regione Veneto, se dovesse essere comparata alle Regioni che hanno avuto maggiori contagi da Coronavirus in Italia, può essere considerata una Regione virtuosa nella quale i miglioramenti sono evidenti e sicuramente tra le Regioni migliori.

Continua a far discutere la dichiarazione del presidente Zaia sul “Decreto Legge Rilancio”: “Se non lo modificano d’ufficio, lo farò modificare io a un tribunale perché ho intenzione di impugnare questo decreto”.

Nel dl Rilancio, infatti, è “sparito” il Veneto in qualità di zona rossa nonostante il significativo numero di morti e ricoverati.

“È impresentabile quel decreto - aggiunge Zaia -, non è mai successo nella storia della Repubblica Italiana che una legge bollinata venga modificata con un comunicato. Ci sono 200 milioni di euro, il Veneto vuole la sua parte, facciano quello che vogliono. Io considero tutto il Veneto: io ho tre Province in area rossa per trenta giorni, si sono dimenticati di toglierle. Dall’8 marzo noi abbiamo avuto la dichiarazione di tre Province, Treviso, Padova e Venezia. Ce lo ricordiamo?”.

Sul tema delle elezioni, il presidente Zaia ha detto che non votare a luglio sarebbe “una sospensione della democrazia” perché ritiene che ci sarebbero tutti i presupposti per andare a votare.

Sul tema dei trasporti l’assessore regionale Elisa De Berti ha dichiarato: “I trasporti dovranno essere tutti rimodulati perché comunque le abitudini delle persone cambieranno inevitabilmente. Con l’ultima ordinanza firmata dal presidente lunedì, è stata data la possibilità alle aziende di trasporto, nel momento in cui non ci sia un posizionamento faccia a faccia dei passeggeri, di ridurre il metro di distanza di sicurezza. Questo permette alle aziende di trasporto di caricare più persone”.

Per l’assessore De Berti, nell’organizzazione della scuola, che sarà fondamentale definire velocemente, dove necessario sarà importante anche l’apporto delle imprese private per la partita del trasporto.



(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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