Il Veneto non medita il lockdown. Zaia sulla prossima ordinanza: “Nulla di traumatico per chi lavora”

Il Veneto non vuole un nuovo lockdown e il presidente Luca Zaia attende eventuali nuove misure del governo, che saranno annunciate con buona probabilità dopo un confronto con i governatori, prima di emanare un'ulteriore ordinanza.

“Ogni Regione ha una storia a sé e in Veneto non stiamo meditando il lockdown o azioni pesanti - ha affermato Zaia - Ho pronta un’ordinanza che ritengo sostenibile e praticabile però, per evitare sovrapposizioni con eventuali provvedimenti del governo, non la anticipo. Nulla di traumatico per le imprese e per chi lavora ma aspetti di sanità pubblica che riteniamo fondamentali”.

Il governatore Zaia ha confrontato anche oggi il numero degli attuali positivi al Covid con quelli dello scorso mese di marzo, sottolineando la grande differenza di tamponi che si fanno in questo momento rispetto alla scorsa primavera.

“Ai cittadini vorrei dire una sola cosa: portate i dispositivi e le mascherine perché l’emergenza Coronavirus per noi si chiama emergenza ospedaliera - continua Zaia - È fondamentale capire che noi questa battaglia la facciamo per tenere aperti gli ospedali. I nostri ospedali hanno 7.500 posti letto e un totale di un migliaio di terapie intensive: se non fermiamo questa emorragia tra i sani e i malati che finiscono in ospedale, noi possiamo dire con certezza che dovremo cominciare a chiudere servizi ospedalieri ordinari e ospedali per dedicarli totalmente a pazienti Covid”.

Per il presidente della Regione Veneto la criticità ospedaliera è il vero problema che sta interessando tutte le sanità del mondo e che preoccupa anche le autorità sanitarie venete.

Rispetto ai medici, in Veneto oggi c’è una percentuale dello 0,7% di infettati tra il personale sanitario (ogni 7 giorni viene fatto il tampone a chi lavora con il virus e ogni 20 giorni a tutto il resto dell’ospedale).

Questi i dati di oggi sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 2.226.292 tamponi molecolari (17.461 in più di ieri), oltre un milione e mezzo di test rapidi, 42.869 positivi dall’inizio dell’emergenza (1.729 positivi in più di ieri), 15.621 persone positive al Covid in questo momento (1.587 in più), 14.958 persone in isolamento, 631 ricoverati in area non critica (83 di loro sono negativi), 73 pazienti in terapia intensiva (5 negativi), 2.317 morti in totale (9 in più di ieri) e 4.486 dimessi (27 persone dimesse nelle ultime 24 ore).

I sintomatici a domicilio sono 469 su 15.005 positivi (3,12%): la percentuale dei positivi asintomatici è quindi molto alta.

In questa fase si abbassa l’età media del positivo al Covid (40-45 anni) e ci sono giovani con una carica alta di virus.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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