Difficile un Natale nelle piste da sci ma il Veneto prepara comunque le linee guida. Domani nuova ordinanza

Più di trecento terapie intensive dovute al Covid nella Regione Veneto che continua a combattere contro la pandemia in questa nuova fase dell’emergenza sanitaria.

Il governatore Zaia ha spiegato che è stato superato il numero di ricoverati in area non critica della prima fase del Coronavirus, mentre le terapie intensive non crescono con la stessa velocità.

Domani il presidente della Regione Veneto presenterà una nuova ordinanza nella stessa giornata in cui scade l’altro provvedimento che riguarda i medici di base.

Il Veneto, che chiede un coordinamento europeo per lo sport invernale, ha elaborato le linee guida per l’eventuale apertura delle piste da sci, anche se nel prossimo provvedimento governativo sembra che per questo settore non ci siano grandi speranze di poter riprendere l’attività nella stagione invernale.

Il presidente Zaia ha spiegato che una stagione senza sci, con gli altri Paesi che magari permettono di sciare nei loro impianti sciistici, rappresenterebbe un danno molto pesante per tutti i titolari di impianti di risalita e per l’indotto legato al mondo dello sci.

Il governatore del Veneto è tornato anche sul riconoscimento di ristori per chi ha adottato misure restrittive autonome come previsto dall’ultimo decreto.

È arrivata anche la precisazione che tutte le ordinanze delle Regioni hanno rispettato i provvedimenti del governo ma per Zaia, che ha sottolineato che “se si aiuta l’economia del Veneto si aiuta quella dell’Italia”, il fatto che la sua Regione sia in zona gialla non vuol dire che non siano necessari ristori per chi ha adottato le misure restrittive.

Il governatore Zaia ha spiegato che la Regione Veneto ha potuto mettere in posizioni apicali alcuni suoi professionisti, come il professor Giorgio Palù, perché ha sempre investito molto nel settore della sanità, facendo valere il suo ruolo politico e superando le riflessioni che un tempo vedevano nel Veneto una delle locomotive d’Italia che però non aveva peso specifico dal punto di vista politico.

Questi i dati di oggi, lunedì 23 novembre 2020, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 2.683.388 tamponi molecolari, 775.211 test rapidi, 125.222 positivi dall’inizio dell’emergenza (2.540 positivi in più nelle ultime 24 ore), 2.395 ricoverati in area non critica (67 in più nelle ultime 24 ore), 306 terapie intensive (9 terapie intensive in più di ieri), 37.920 persone in isolamento (1.131 persone sono uscite dall’isolamento nelle ultime 24 ore), 3.258 morti in totale (37 persone in più nelle ultime 24 ore) e 6.388 dimessi (36 persone sono state dimesse nelle ultime 24 ore).

Nella conferenza stampa di oggi, Zaia ha commentato alcuni dati statistici come quelli che indicano che un morto su due per Covid in Veneto non è deceduto in terapia intensiva ma in area non critica.


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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