Nuova ordinanza per il Veneto: giro di vite per le regole sulle code e il numero massimo di clienti nei locali

Nel giorno della presentazione della nuova ordinanza, le autorità sanitarie della Regione Veneto non nascondono la pressione sugli ospedali veneti che registrano il numero di circa 2.800 persone tra ricoverati in area non critica e pazienti in terapia intensiva.

Con questa ordinanza, che dura fino al prossimo 4 dicembre (il 3 dicembre ci sarà il nuovo Dpcm), il Veneto ha introdotto delle misure che guardano soprattutto al tema degli assembramenti.

Nell’ordinanza si ribadisce l’obbligatorietà della mascherina da indossare al di fuori della propria abitazione (ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina nonché per coloro che, per interagire con queste persone, dovessero versare nella stessa incompatibilità).

L’abbassamento momentaneo della mascherina, per la regolare consumazione di cibo o bevande e per il consumo di tabacchi, deve in ogni caso essere rigorosamente limitata temporalmente alla consumazione e deve comunque avvenire nel rispetto della distanza di un metro sia seduti che, quando ammesso, in piedi, salvo quanto disposto dai protocolli vigenti o da specifiche previsioni maggiormente restrittive.

È consentito svolgere attività sportiva, motoria e passeggiate all’aperto in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, ove accessibili, purchè comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri.

Rimane la misura in cui si richiede di evitare di creare affollamenti andando a camminare in centri storici e località turistiche (mare, montagna e laghi).

L’accesso agli esercizi di vendita di generi alimentari è consentito a una persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone non autosufficienti, con difficoltà motorie o minori con età inferiore a 14 anni.

È fatto divieto di esercizio dell’attività di commercio nella forma del mercato all’aperto, su area pubblica o privata, se non nei Comuni nei quali sia stato adottato dai sindaci un apposito piano consegnato ai commercianti che prevede la perimetrazione o altra forma di delimitazione, un unico accesso, un’unica uscita e controlli sulle presenze e sugli eventuali assembramenti.

Resta la regola che raccomanda agli esercenti di riservare l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie dimensioni ai soggetti con almeno 65 anni nelle prime due ore di apertura.

Dalle ore 15 e fino alla chiusura dell’esercizio, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar e ristoranti) si svolge esclusivamente con consumazione da seduti, sia all’interno che all’esterno.

È vietata la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che sulle sedute degli esercizi (per esempio posso sedermi, mantenendo le distanze, sulla panchina davanti alla gelateria per consumare il gelato).

Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti) devono rispettare le linee guida del Dpcm, assicurando in ogni caso che il menù sia offerto su supporto digitale o supporto usa e getta cartaceo (il menù non può essere distribuito nei tavoli).

Inoltre, non deve essere attuata nessuna forma di buffet nei ristoranti nei quali si deve rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro.

In ciascun tavolo del locale, inoltre, non possono sedersi più di quattro persone tra loro non conviventi e la mascherina va utilizzata in tutti gli spostamenti all’interno del locale.

Il liquido igienizzante deve essere disponibile all’entrata del locale, sui tavoli e nei bagni.

In tutti gli esercizi di commercio al dettaglio, singoli o inseriti in centri commerciali o parchi commerciali, si applicano i seguenti indici massimi di compresenza dei clienti: negli esercizi commerciali fino ai 40 metri quadrati di superficie di vendita ci può stare un cliente alla volta, fino a 250 metri quadrati ci può stare un cliente ogni 20 metri quadrati, sopra i 250 metri quadrati un cliente ogni 30 metri quadrati.

Nelle eventuali code di attesa va rigorosamente rispettato il distanziamento interpersonale di almeno un metro (il gestore è responsabile del rispetto della regola).

Il gestore è obbligato da apporre all’ingresso degli esercizi commerciali, dei centri o parchi commerciali degli appositi strumenti o apparecchi che indichino il numero massimo di presenze consentite rispetto alla misura precedente.

Inoltre, il gestore deve garantire, tramite strumento elettronico contapersone o personale di vigilanza, i parametri previsti in precedenza altrimenti viene disposta la chiusura immediata dell’esercizio.

La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita e fortemente raccomandata e sono confermate le chiusure dei negozi il sabato e la domenica (tranne per i generi alimentari, le farmacie e gli altri locali indicati dall’ultimo Dpcm).

Rispetto ai medici di medicina generale, è stato introdotto l’accordo che autorizza anche i pediatri a disporre la quarantena (medici di base e pediatri diventano a tutti gli effetti “ufficiali sanitari”).

Questi i dati di oggi, martedì 24 novembre, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 2.698.593 tamponi molecolari, 808.001 test rapidi (32.790 test rapidi in più nelle ultime 24 ore che, sommati ai tamponi molecolari, portano al numero di 47.995), 127.416 positivi dall’inizio dell’emergenza (2.194 positivi in più nelle ultime 24 ore), 2.452 ricoverati in area non critica (57 in più nelle ultime 24 ore), 320 terapie intensive (14 terapie intensive in più di ieri), 38.412 persone in isolamento (492 persone in più nelle ultime 24 ore), 3.353 morti in totale (95 persone in più nelle ultime 24 ore) e 6.484 dimessi (96 persone sono state dimesse nelle ultime 24 ore).


(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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