Imprese Unite si dissocia dalla protesta e organizza un flashmob: "La tutela legale che garantiscono non è valida"

Veneto Imprese Unite si dissocia dalla protesta del 15 gennaio e, per lo stesso giorno, organizza un flashmob nel pieno rispetto delle regole.

"Vista l'imminente terza ondata dell'epidemia - spiega il presidente dell'associazione Andrea Penzo Aiello - non vogliamo essere etichettati come coloro che non rispettando le regole hanno favorito la crescita del numero dei contagi".

In una nota, lo stesso presidente ha illustrato le motivazioni che hanno spinto l'associazione a non appoggiare la manifestazione "Io Apro" e in particolare esprime dei dubbi sull'efficienza della tutela legale che e stata una delle leve su cui gli organizzatori della protesta hanno puntato per trovare adesioni.

"Essendo questo un decreto legge e non un dpcm - spiega Aiello - i commercianti rischiano oltre alla sanzione amministrativa anche una denuncia".

Una protesta dunque, quella organizzata dall'associazione, denominata "io apro in sicurezza" che punta a garantire il pieno rispetto delle normative vigenti: bar e ristoranti, nella giornata di venerdì, resteranno aperti, con luci e musica accese dalle 18 fino al coprifuoco, ma all'interno sarà presente solo il titolare mentre i dipendenti simuleranno i clienti.

Una scelta che punta anche alla tutela dei clienti, vera linfa vitale della categoria: "Bisogna ricordare - continua il presidente - che ogni persona che entra in una attività chiusa dal decreto legge può essere a sua volta sanzionato dalle autorità".

Nella giornata di lunedì l'associazione ha formalizzato una richiesta, tramite posta certificata, ai Prefetti e ai ministri Gualtieri e Patuanelli esortandoli a fornire i dati che individuano i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte dal governo le chiusure.

"Se entro la giornata di domani non arriveranno né risposte né indennizzi - annuncia il portavoce di Tutela Nazionale Imprese che rappresenta 40mila attività italiane - saremo costretti per la sopravvivenza nostra, delle nostre famiglie, dei nostri dipendenti a riaprire subito i locali".

"Abbiamo un incontro con tutti i prefetti delle città capoluogo per la giornata di domani - continua Aiello - e siamo pronti con tutte le sigle aderenti a Tutela Nazionale Imprese a un presidio fuori dalle prefetture in contemporanea in tutta Italia per domandare la riapertura immediata o degli indennizzi adeguati alla perdita del periodo".

Alcuni ristoratori, soprattutto nei maggiori centri dell'Alta Marca Trevigiana, hanno già aderito a questa manifestazione, altri invece ritengono "io apro" più efficace nonostante i rischi che corrono.


(Fonte: Simone Masetto © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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