Albo regionale dei viticoltori eroici, Adami: “Passo fondamentale, qui 850 ore di lavoro per ettaro”

Nasce l’Albo regionale dei viticoltori eroici e storici del Veneto, uno strumento pensato per riconoscere e sostenere una delle espressioni più identitarie della viticoltura regionale, fatta di territori impervi, lavoro manuale e forte legame con la tradizione. Un’iniziativa annunciata ieri a Vinitaly dall’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond e accolta con favore dal mondo del vino, a partire dal Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

“È determinante – commenta il presidente Franco Adami –. Io voglio sempre ricordare che la viticoltura eroica normalmente coincide con i luoghi dove sono nati dei fenomeni. Conegliano Valdobbiadene è uno di questi”. Un riferimento diretto alle colline patrimonio Unesco, dove le vigne si arrampicano su pendenze spesso proibitive e dove ogni operazione richiede tempo, fatica e competenze specifiche.

Proprio qui si misura la differenza tra una viticoltura industriale e quella “eroica”: “Pensiamo a quelle aree fatte da rive ripide e scoscese, difficili da lavorare, che creano delle bellissime fotografie ma che oggi hanno bisogno di protezione, assistenza ed aiuto – prosegue Adami –. Questo perché hanno bisogno di una quantità di ore di lavoro che arriva a 850 per ettaro, tutte fatte a mano”.

L’istituzione dell’Albo regionale rappresenta dunque un primo passo concreto per valorizzare queste realtà e, allo stesso tempo, costruire strumenti di sostegno mirati. “Questa possibilità di inserire questa tipologia di vigneti in un apposito elenco, per poter trovare soluzioni atte a favorire quella viticoltura, la vedo con estremo interesse e soprattutto con grande soddisfazione”, aggiunge il presidente del Consorzio.

Ma lo sguardo è già rivolto oltre i confini regionali. L’ipotesi, rilanciata dallo stesso Bond, di un marchio o di un riconoscimento a livello nazionale trova il consenso degli operatori del settore. “Ma certamente sì – sottolinea Adami –. Qui al Vinitaly abbiamo fatto un incontro con il PRIS, i Paesaggi di Interesse Storico da Proteggere, che raggruppa proprio queste tipologie di vigneti presenti in tutta Italia”.

Un confronto che ha messo in luce come le criticità siano comuni, dalla Valtellina alla Sardegna, ma anche le potenzialità: “È un problema che in Italia può diventare un’opportunità. Dobbiamo avere particolari attenzioni per questi luoghi che hanno creato una viticoltura nata per il sostentamento familiare e che oggi è diventata un paesaggio da tutelare, capace di generare turismo e valore aggiunto”.

Non solo economia e promozione, però. La viticoltura eroica svolge anche un ruolo fondamentale nella salvaguardia del territorio. “Parliamo di aree che, se abbandonate, potrebbero avere anche problematiche di stabilità”, conclude Adami, evidenziando come la cura dei vigneti sia anche presidio ambientale e difesa del paesaggio.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Mihaela Condurache. Video: Simone Masetto)
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