La violenza, sia essa quella delle guerre che si consumano a poche centinaia di chilometri dal nostro Paese o quella tra le singole persone, con in primo piano l’odiosissimo fenomeno dei femminicidi che così duramente ha colpito negli ultimi mesi il Veneto. Ma anche la necessità di alimentare la cultura della pace, l’amore spiegato ai più giovani, l’appello a esercitare il diritto di voto e a contribuire alla crescita e alla prosperità della comunità nazionale anche fiscalmente.
Sono solo alcuni dei temi toccati ieri domenica sera dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tradizionale messaggio di fine anno alla nazione. Per l’attuale inquilino del Quirinale si è trattato del nono San Silvestro a reti unificate, bilanciato fin dall’inizio tra la “consueta speranza che si aprano giorni positivi e rassicuranti” e la consapevolezza di trovarci in “una stagione che presenta tanti motivi di allarme” e, insieme, “nuove opportunità“.
Il pensiero e le parole del capo dello Stato sono così andati rapidamente alle guerre in corso in Ucraina e a Gaza: “Il rischio, concreto, è di abituarsi a questo orrore” il monito di Mattarella, che ha parlato anche di altre forme di violenza, presenti anche in Italia: “Penso a quella più odiosa, sulle donne” ha detto il Presidente. In Veneto e non solo il pensiero è andato immediatamente a Giulia Cecchettin e Vanessa Ballan, vittime di femminicidio nell’ultima parte dell’anno appena concluso.
Anche per questo, Mattarella ha voluto rivolgersi direttamente ai giovani: “L’amore – ha detto – non è egoismo, dominio, malinteso orgoglio. L’amore, quello vero, è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità”.
Un pensiero preoccupato è andato anche “alla violenza verbale e alle espressioni di denigrazione e di odio che si presentano, sovente, nella rete”, un altro “al lavoro che manca. Pur in presenza di un significativo aumento dell’occupazione. Quello sottopagato. Quello, sovente, non in linea con le proprie aspettative e con gli studi seguiti. Il lavoro, a condizioni inique, e di scarsa sicurezza. Con tante, inammissibili, vittime. Le immani differenze di retribuzione tra pochi super privilegiati e tanti che vivono nel disagio. Le difficoltà che si incontrano nel diritto alle cure sanitarie per tutti”.
Di particolare attualità il richiamo alla sempre maggiore diffusione dell’Intelligenza artificiale, e non è mancato quello a contribuire al progresso della nazionale “anche fiscalmente. L’evasione riduce, in grande misura, le risorse per la comune sicurezza sociale. E ritarda la rimozione del debito pubblico, che ostacola il nostro sviluppo”.
Infine, le note di speranza, viste da Mattarella “nella composta pietà della gente di Cutro“, nei ragazzi che spalavano il fango cantando “Romagna Mia“, nei ragazzi con autismo di Pizza Aut e in quelli che stanno cambiando la realtà di Casal di Principe.
A loro e ad altri esempi concreti di solidarietà e alto senso civico Mattarella (qui il testo integrale del suo messaggio) ha espresso “la riconoscenza della Repubblica. Perché le loro storie raccontano già il nostro futuro. Ci dicono che uniti siamo forti. Buon anno a tutti!”.
(Foto: Presidenza della Repubblica italiana – Quirinale.it).
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