Bestiario: anche gli animali sanno contare, è scientificamente provato

Una volta l’avrei definita una strana coppia, ora non più. Nonno cacciatore e nipotino “amante degli animali” dopo una conferenza mi avvicinano e mi raccontano che assieme hanno verificato che le cornacchie sanno contare.

È bello e utile alla crescita emotiva di ognuno di noi verificare quello che la biologia ci insegna e mi piace pensare che la zoologia abbia rafforzato il rapporto tra generazioni. Ma per un momento lasciamo da parte i racconti famigliari e veniamo alle capacità matematiche che hanno le diverse specie.

Nessun animale potrebbe stare al mondo se non avesse il “senso del numero”, quello che nel linguaggio scientifico si chiama ANS (Approximate Number System) e che noi traduciamo come numerosità, ovvero la capacità di valutazioni approssimative di quantità diverse.

Saper stimare il numero di oggetti fisici, in natura, salva la vita. Stimare a occhio la quantità di cibo (chi non ha mai osservato il codibugnolo mentre “sceglie” su quale albero di cachi banchettare?), così come saper monitorare la propria prole (mentre scrivo una femmina di germano è seguita da 12 pulcini!) e generalmente riconoscere gruppi più grandi di potenziali partner sociali, o di potenziali nemici, o di potenziali prede o predatori, significa poter sopravvivere.

È chiaro quindi come la numerosità sia stata la risposta evolutivamente vincente non solo nei vertebrati (ebbene si, anche i pesci!), ma anche in cervelli più “piccoli” come quello degli insetti. Grazie ai neuroscienziati oggi sappiamo che tale capacità animale non dipende dall’analisi delle variabili spaziali che variano assieme all’andamento delle numerosità, ma è proprio il senso del numero di noi animali il nostro punto forte.

Provo a spiegare; un maggior numero di prede produce maggior movimento, una diversa distribuzione e dimensioni maggiori dello spazio occupato (perimetro, area e volume), ebbene tutti gli studi convergono che non sono queste ultime variabili ad essere prese in considerazione dal predatore, ma è proprio la stima approssimativa delle prede. Ma andiamo oltre. Oggi sappiamo che non solo la numerosità è una caratteristica animale, oggi sappiamo che i “cervelli piccoli” sanno proprio contare.

Scienziati “addestratori di api” ci informano che non solo le nostre straordinarie produttrici di miele sanno contare, ma sanno anche confrontare insiemi di numeri uguali e diversi. E non solo. Sappiamo che alcune formiche contano i passi così come i ragni quantificano esattamente il numero di prede nelle ragnatele, e se lo fanno api, formiche e ragni, proviamo solo ad immaginare cosa possono fare le cornacchie. E bravo il nonno e il nipotino che l’hanno sperimentato assieme.

(Autore: Paola Peresin).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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