Caro energia, stangata da quasi 3 miliardi per il Veneto: benzina, luce e gas pesano su famiglie e imprese

Quasi 3 miliardi di euro. È questo il conto salatissimo che, secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, famiglie e imprese venete dovranno sostenere nel 2026 per far fronte ai rincari di carburanti, energia elettrica e gas, innescati dallo shock energetico seguito allo scoppio della guerra nel Golfo Persico. Una cifra che colloca il Veneto tra le regioni italiane più colpite, dietro soltanto a Lombardia ed Emilia-Romagna, con un aggravio complessivo stimato in crescita del 15,8 per cento rispetto al 2025.

A pesare maggiormente sulle tasche dei veneti sarà il costo dei carburanti. Benzina e gasolio, con prezzi alla pompa ormai attestati attorno ai 2 euro al litro, comporteranno un extra costo di circa 1,2 miliardi di euro. Una stangata che da sola rappresenta la fetta più consistente del rincaro complessivo e che rischia di avere effetti a catena su trasporti, logistica e costi di produzione.

Subito dietro c’è la voce energia elettrica: le bollette della luce, secondo le proiezioni, peseranno per poco più di un miliardo di euro in più rispetto allo scorso anno. A questi si aggiungono altri 611 milioni di euro legati all’aumento del costo del gas. Numeri che fotografano una situazione di forte pressione economica, destinata a colpire soprattutto le famiglie più fragili e le imprese con minore liquidità, in particolare quelle energivore e le piccole e medie aziende.

A livello nazionale, la CGIA sottolinea come gli interventi messi in campo finora dal Governo – dal “Decreto Bollette” al taglio temporaneo delle accise – abbiano rappresentato un primo argine, ma restino insufficienti per sterilizzare gli effetti di uno shock energetico di queste dimensioni. Tra le misure adottate figurano contributi straordinari in bolletta per le famiglie economicamente più vulnerabili, la riduzione di alcuni oneri di sistema per le imprese e il taglio delle accise su benzina e diesel, anche se quest’ultimo è destinato a scadere nelle prossime settimane salvo proroghe.

Secondo la CGIA, però, la risposta non può fermarsi ai singoli Stati. Serve un intervento coordinato dell’Unione Europea, con misure straordinarie capaci di calmierare i prezzi dell’energia, ridurre la volatilità del mercato del gas e sostenere famiglie e imprese. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono la sospensione temporanea del Patto di Stabilità, il taglio dell’Iva sulle bollette, un tetto europeo al prezzo del gas e un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell’energia.

(Autore: Redazione Qdpnews.it)
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