Caso Prošek, Zaia all’attacco: “Incaricato uno studio legale. Se Roma non fa la guerra, la facciamo noi come sempre”

Fa ancora discutere l’annuncio dato dall’Unione europea in merito all’autorizzazione del marchio “Prošek” dato al tradizionale vino da dessert croato, un prodotto enologico dalle peculiarità totalmente differenti da quelle del Prosecco del territorio divenuto Patrimonio Unesco.

Una scelta vista come “un’altra beffa” da parte della politica locale e regionale, da consorzi e associazioni di categoria, preoccupati che tale scelta possa creare confusione nel mercato internazionale e, di conseguenza, intaccare il lavoro di generazioni per un prodotto da tavola tra i più conosciuti nel mondo.

Da più parti, infatti, è sorta una richiesta di tutela per lo stesso Prosecco e per il territorio che lo produce, considerato il timore che una tale vicenda possa coinvolgere altri prodotti tipici del panorama enogastronomico.

Come è stato fatto notare in diverse occasioni, infatti, sono in gioco “2 miliardi di euro di cui la metà in export, che rappresenta il 16% del totale nazionale del settore vinicolo”.

In questo scenario il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in occasione di una conferenza stampa di carattere elettorale tenutasi oggi a Conegliano, ha riferito di aver dato l’incarico a uno studio legale per affrontare la vicenda in atto.

“Se non fa Roma la guerra, allora la facciamo noi, come sempre”, ha affermato Zaia senza mezzi termini. “È una vergogna quello che stanno facendo – ha proseguito – I dossier si fermano prima che nascano: adesso dobbiamo difenderci da tutte queste bottiglie. Noi abbiamo l’esclusiva della denominazione“.

La vicenda legata al Prošek farà evidentemente parlare ancora molto di sé, come conferma anche l’intervento del senatore cadorino di Fratelli d’Italia Luca De Carlo: “E’ notizia recente che la Croazia ha presentato la domanda per la registrazione del Prosek. La nostra Nazione è dunque nuovamente sotto attacco da un’Unione Europea che non solo non fa nulla per impedirlo, ma che attua continuamente azioni discriminatorie nei confronti dei prodotti italiani tentando di erodere i nostri mercati. E sapete perché? Perché il nostro governo è percepito debole, dando l’immagine che tutti possano fare come vogliono sulla pelle degli italiani. Così come è accaduto con il rave di Viterbo, dove un’orda di illegalità da tutta Europa si è riversata, indisturbata, su un terreno agricolo per giorni con un ministro dell’Interno assente. Quindi il ministro Patuanelli dia la sveglia al suo governo e dica all’Europa di mettere giù le mani dal Prosecco: solo così ci troverà al suo fianco”.

Così si è espresso De Carlo, responsabile nazionale per l’agricoltura di Fratelli d’Italia, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro Patuanelli sulla questione Prosek croato.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Total
98
Shares
Articoli correlati