E’ stato celebrato oggi mattina il funerale del pilota automobilistico e paraciclista Alex Zanardi, nella basilica padovana di Santa Giustina. La grande partecipazione ha visto le navate colme di persone (tra le quali molte istituzioni e personalità dello sport, dello spettacolo e della società civile) ma non sono bastate ad accogliere tutti coloro che hanno voluto dare l’ultimo saluto ad Alex; pur di esserci, molti hanno sfidato la pioggia e si sono raccolti all’esterno della chiesa.


Ai piedi dell’altare, accanto al feretro, era presente l’handbike con la quale Zanardi ha vinto i Giochi paralimpici di Londra (2012) e Rio De Janeiro (2016).
Durante l’omelia, il celebrante don Marco Pozza ha voluto ricordare con qualche aneddoto la bontà e la forza di volontà dell’atleta, che nonostante le molteplici avversità della vita non ha mai mollato.
“Lascio a voi medaglie, il rombo dei motori, l’odore della benzina, vi lascio anche le luci dei podi: io mi tengo strettissimo l’uomo con la sua vincente umanità – ha detto il sacerdote, cappellano del carcere padovano “Due Palazzi” -. Ha corso tantissimo Alex, ma non ha mai fatto come un pugile che batte l’aria, ha corso come chi aveva in testa una meta da conquistare. La potenza è nulla senza il controllo.”
“Per chi ha saputo gioire della sua amicizia, sa che Alex aveva la curiosità di un bambino, di chi chiedeva tutto. Viveva come se tutto quello che gli accadeva fosse un appuntamento al buio, un’improvvisata; teneva la mente spalancata”.
E ha concluso: “Mi dispiace per sorellaccia morte, si è presa il corpo ma l’anima le è proprio sfuggita: in corsia di sorpasso è andata ad infilarsi dentro la carne e le storie di questi ragazzi di Obiettivo 3. Alex ha cambiato civico, abita dentro le storie di questi ragazzi. Anche da morto continuerà a parlare di obiettivi”.
Prima della benedizione finale, la cognata Barbara e tre membri del gruppo Obiettivo 3- progetto ideato da Zanardi con l’obiettivo di reclutare, avviare allo sport e sostenere persone con disabilità – hanno voluto leggere degli ultimi messaggi di affetto e ricordo.
“Alex guarda cosa hai fatto, guarda quanto è grande il mondo oggi che ti si stringe attorno. Tra tutte le parole che sono state dette ce n’è una che ho fatta mia, “combattente”: è un lato di te che sicuramente avrai ereditato da chi ti ha amato. Resta a guardare, noi continueremo con tenacia a coltivare la bellezza di tutto ciò che hai saputo trasmetterci. Fai buon viaggio e combatti” afferma la cognata.
Dopo questo messaggio è stato riprodotto e ascoltato il brano “Combattente” di Fiorella Mannoia.
“Con umiltà, cura e delicatezze ci hai aiutati a riscoprire la nostra forza interiore dopo un incidente, una malattia, una notizia difficile da accettare. Ci hai insegnato a ripartire da quello che era rimasto e non pensare a ciò che vediamo perso. La disabilità spesso è pesante da portarsi appresso ma tu riuscivi a trovare quella vita, quello spiraglio per renderla più leggera anche solo un momento”- legge uno dei membri di Obiettivo 3- “Quello che hai fatto con la tua famiglia e con noi ragazzi non lo dimenticheremo mai: non eri, non sei e non sarai solo un nome. Sei una persona, un’anima, un’energia che ti prende e ti porta più lontano di dove pensavi di poter arrivare. Sei semplicemente Alex”.
Proseguono i ragazzi: “Capitano grazie. Il segreto è trasmettere quello che tu ci hai insegnato, perché cosi si diventa immortali. Qui la corsa la continuiamo noi Alex, con forza, ironia, sorrisi e voglia di provarci sempre, orgogliosi di portare avanti ciò che hai iniziato sperando che anche tu guardandoci possa essere orgoglioso di noi. Grazie Capitano”.


Un caloroso applauso ha accompagnato il feretro all’uscita, dove i familiari e i presenti hanno dato l’ultima carezza.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Qdpnews.it)
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