Crisi Electrolux, Bitonci incontra i sindacati: “Serve strategia nazionale ed europea”

Il caso Electrolux arriva in Regione. Dopo la decisione del colosso svedese di tagliare oltre 1700 esuberi (quasi 200 nello stabilimento di Susegana), oggi lunedì c’è stato l’incontro a Palazzo Balbi tra l’assessore regionale alle Imprese Massimo Bitonci e le sigle sindacali. Presenti anche gli assessori della Regione Friuli-Venezia Giulia Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen, la vicepresidente della Commissione ITRE del Parlamento Europeo Elena Donazzan, Confindustria Veneto Est, Confindustria Alto Adriatico, le organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL con le categorie FIOM, FIM e UIL del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e i rappresentanti dei lavoratori. Il prossimo passo sarà il tavolo convocato per il 25 maggio dal ministro del Made in Italy Adolfo Urso a Roma.

“Abbiamo ritenuto indispensabile attivare immediatamente un confronto tra le Regioni coinvolte, le parti sociali e l’azienda – dichiara Bitonci – per costruire una linea comune in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra una settimana a Roma. È necessario presentarsi uniti davanti al Governo per difendere i lavoratori, le competenze industriali e la continuità produttiva di un settore strategico per il manifatturiero italiano”.

Nel corso del confronto è stata evidenziata la crisi storica che sta attraversando il comparto europeo degli elettrodomestici, colpito negli ultimi vent’anni dalla delocalizzazione produttiva, dalla concorrenza asiatica e turca, dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre che da un eccesso di regolamentazione europea che ha penalizzato la competitività delle imprese continentali.

“Electrolux è un’azienda che ha investito molto in Italia – continua Bitonci – e i suoi piani industriali sono stati supportati negli anni non solo con ammortizzatori sociali, ma anche da contributi pubblici finalizzati a sostenere ricerca, sviluppo e impiego di sistemi e tecnologie avanzate. Uno sforzo che si è rivelato utile a sviluppare innovazione e competitività garantendo l’occupazione. Negli scorsi giorni però l’azienda non ha presentato un piano industriale di rilancio, ha annunciato un taglio lineare della forza lavoro del 40% che, contando anche i contratti a termine, arriva a ridurre 1.900 addetti, senza considerare l’impatto sull’indotto”.

Nei giorni scorsi anche il gruppo Szumski-Resistere Veneto ha presentato una mozione in Consiglio regionale del Veneto: “Il Gruppo ha oltre 4.500 addetti complessivi negli stabilimenti italiani, compreso quello di Susegana, e un piano di riduzione dei lavoratori così pesante non risulta coerente con i piani industriali di rilancio degli anni scorsi. La riduzione del personale in misura rilevante rischia di determinare una grave desertificazione industriale, con effetti sociali ed economici significativi su intere comunità locali e la Regione Veneto ha il dovere istituzionale di tutelare il lavoro, il tessuto produttivo e la dignità dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali di tale portata. Non è più sufficiente mettere in campo una gestione meramente emergenziale degli esuberi, come storicamente viene fatto in situazioni analoghe, ma è necessario porre al centro la salvaguardia della capacità produttiva e occupazionale. Serve un cambio di approccio” sono le parole dei consiglieri regionali di Resistere Veneto.

“Per questo motivo non ci limitiamo a una semplice interrogazione – dichiarano i consiglieri – ma chiediamo al presidente Stefani e all’intera Giunta regionale di farsi immediatamente promotori presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e presso tutte le sedi istituzionali competenti di una posizione ferma e unitaria volta alla salvaguardia della piena capacità produttiva degli stabilimenti Electrolux presenti in Veneto, richiedere con urgenza l’apertura di un tavolo di crisi permanente che non si limiti alla gestione degli esuberi ma che abbia come obiettivo prioritario la continuità industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali e di subordinare ogni eventuale percorso di sostegno pubblico, diretto o indiretto, alla verifica dell’effettivo rispetto degli impegni industriali e occupazionali assunti dall’azienda nei confronti del territorio”.

“Oggi – conclude Bitonci – il ragionamento va riportato sulla strategia industriale. A livello aziendale è necessario confrontarsi su un piano industriale di rilancio e sviluppo. A livello di politica industriale occorre invece un’azione forte, sia nazionale che europea. Da un lato è necessario lavorare su un sistema di regole uguale per tutti, che limiti la concorrenza sleale extraeuropea e il sovraccarico di oneri per i nostri produttori. Dall’altro lato, va valutato come sostenere il settore manifatturiero dell’elettrodomestico con misure strutturali sui costi energetici, sulle materie prime e sulla competitività”.

“Le Regioni – conclude Bitonci – sono pronte a fare la propria parte, anche esigendo un forte impegno concreto e coordinato da parte del Governo e dell’Europa. Oggi abbiamo condiviso la volontà di proseguire il confronto anche dopo il prossimo incontro ministeriale, valutando un ampliamento del tavolo regionale all’intera filiera dell’elettrodomestico e coinvolgendo associazioni dell’indotto e del commercio”.

Domani martedì i sindaci dell’ex Ulss 7 si riuniranno in municipio a Susegana, dopo la convocazione dei primi cittadini di Susegana Gianni Montesel, Conegliano Fabio Chies e Santa Lucia di Piave Fiorenzo Fantinel, per “fare squadra” e affrontare il problema dal territorio.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Regione Veneto)
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