Ecomondo, Savno e Contarina fanno squadra: a Rimini un convegno per parlare di presente e futuro

Un modello d’efficienza e di gestione sostenibile delle risorse da esportare in tutta Italia e non solo.

È questo il messaggio emerso dal convegno “Oltre il 90%: lo step up tecnologico e operativo di Contarina Spa e Savno Servizi Spa”, che si è tenuto giovedì mattina a Ecomondo a Rimini Fiera, il principale appuntamento internazionale dedicato all’economia circolare.

Il tavolo ha visto protagoniste le due società pubbliche trevigiane che, per prime in Italia, hanno superato la soglia del 90% di raccolta differenziata, e che oggi intensificano un rapporto di collaborazione sempre più stretto, confrontandosi sulle migliori practice e migliorandosi a vicenda, per offrire ai rispettivi bacini d’utenza un servizio qualitativamente sempre più elevato, per l’utenza e per l’ambiente.

Un’unione di intenti che testimonia ancora una volta come il dialogo tra gestori pubblici dello stesso settore sia imprescindibile, per affrontare insieme un contesto ambientale e climatico in continuo mutamento.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del Consiglio di Bacino Sinistra Piave, Roberto Campagna, del direttore del Consiglio di Bacino Priula, Paolo Contò, e della rappresentante Arpav regionale, Stefania Tesser, il confronto – moderato dal direttore di Legambiente Veneto, Piero Decandia – ha messo in luce i risultati concreti raggiunti dalle due aziende e le prospettive di sviluppo tecnologico e gestionale del modello trevigiano, riconosciuto da anni come modello virtuoso a livello nazionale.

Nel merito, il direttore generale di Savno, Gianpaolo Vallardi, e il presidente Stefano Faè hanno illustrato gli investimenti in corso per il potenziamento dell’impianto di selezione di Godega di Sant’Urbano, fiore all’occhiello nella gestione dei materiali non compostabili: “L’ampliamento è in corso: i lavori sono in dirittura d’arrivo e dovrebbero concludersi in primavera. La struttura potrà vantare una superficie complessiva di 12mila metri quadrati, nuovi lettori ottici già installati e tecnologie all’avanguardia in grado di selezionare e valorizzare ogni tipologia di materiale – hanno affermato – È un investimento che guarda al futuro, perché ridurre al minimo gli scarti significa contenere i costi ed evitare discariche e inceneritori. E di conseguenza tariffe più basse per i cittadini”.

“Il nostro obiettivo è non buttare via niente, valorizzare ogni rifiuto, trasformandolo in risorsa – hanno aggiunto Vallardi e Faè – Pensiamo, ad esempio, al compost, una risorsa sostenibile e disponibile, ma soprattutto strategica nel contesto internazionale odierno, in cui i fertilizzanti chimici sono difficili da reperire”.

A seguire, l’intervento del direttore generale di Contarina, Michele Rasera, e del presidente Giuliano Pavanetto: “Noi facciamo impresa pubblica. È necessario dimostrare i risultati per comprendere chi davvero eccelle nella gestione. I nostri dati, confrontabili con quelli di altre realtà, dimostrano un costante step up in un contesto in continua evoluzione, che presenta sfide sempre nuove: dalla difficoltà nel reperire personale alla necessità di ampliare i confini della raccolta, mantenendo sempre alta la nostra capacità di adattamento. Il sistema di gestione dei rifiuti è oggi un ecosistema operativo, culturale, sociale e tecnologico. In questo scenario complesso, noi gestori ci muoviamo con l’obiettivo di integrare al meglio tutti questi aspetti: solo così è possibile migliorare continuamente la propria eccellenza”.

La sfida di oggi è la qualità, ma anche la coesione del territorio, che deve restare unito in un percorso condiviso di sostenibilità. Un esempio concreto di questo impegno è rappresentato dall’impianto di Trevignano, dedicato al trattamento del rifiuto umido e vegetale. A regime, l’impianto tratta 73mila tonnellate all’anno, di cui 45mila di FORSU e 28mila di rifiuto vegetale. Il processo produce circa 4,4 milioni di Smc di metano utilizzato per l’autotrazione e genera 22mila tonnellate di compost impiegato come ammendante in agricoltura biologica. Dal processo di upgrading si producono 4milioni di biometano. Sono risultati che testimoniano un modello efficiente e sostenibile, capace di coniugare innovazione tecnologica, economia circolare e servizio pubblico di qualità”, hanno sottolineato Rasera e Pavanetto.

Un plauso al modello “di Marca” è arrivato anche dal direttore di Legambiente Veneto, Piero Decandia: “Questo convegno ha mostrato come Savno e Contarina siano due realtà d’eccellenza, certo, ma soprattutto che dialogano, vicine ai cittadini. Tre parole chiave descrivono bene il loro operato: relazioni, perché lavorano in stretta connessione con i territori; sinergia, per la capacità di condividere strategie e innovazioni; ed educazione, per il ruolo formativo che entrambe svolgono nella promozione della sostenibilità. È un modello che funziona perché unisce efficienza industriale e responsabilità civica”.

(Autore: redazione Qdpnews.it)
(Foto: Savno)
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