Emergenza idrica in Veneto, avviate le operazioni per aumentare la portata del Piave e tutelare le coltivazioni

“Dopo aver messo in sicurezza il problema drammatico della risalita del cuneo salino lungo il Po e il Livenza, abbiamo deciso di mettere in atto delle azioni per aumentare la portata del fiume Piave e tutelarne il sistema idrico complessivo. Siamo in un momento importante anche per il mondo agricolo, in cui le coltivazioni maturano e siamo vicini alla raccolta autunnale. Nel caso del Piave si tratta di tutelare da un lato i vigneti e dall’altro tutte le coltivazioni di cereali”.

Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, in veste di Commissario delegato per gli interventi urgenti per gestione della crisi idrica, sintetizza il quadro della siccità in Veneto dopo la riunione dell’Unità di crisi che, tra lunedì pomeriggio e ieri mattina, ha fatto il punto della situazione nella nostra regione rispetto a criticità e azioni messe in atto per farvi fronte. 

L’Unità di crisi si è concentrata sull’affrontare la diminuzione della portata del fiume Piave che ha ripercussioni su un ampio sistema idrico a livello regionale.

Il soggetto attuatore per il coordinamento Nicola Dell’Acqua ha chiesto al soggetto attuatore Enel Green Power di predisporre un decreto per favorire un maggiore rilascio dal lago di Santa Cristina al fine di tutelare il sistema idrico legato al fiume Piave. L’obiettivo, come indicato dal Commissario straordinario, è quello di tutelare le coltivazioni, a monte quelle vitivinicole e a valle cerealicole, che molto stanno soffrendo a causa della mancanza di precipitazioni.

Con l’aiuto di Enel Green Power si provvederà ad aumentare la portata delle acque del Piave. Lunedì pomeriggio sono già state avviate le relative operazioni a Sospirolo, che hanno portato ad un aumento a Quero.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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