Tra panche di legno, profumo di cibo e il brusio della gente: è proprio nel contesto di una sagra di paese, quella di Altivole, che abbiamo incontrato Flavio Gobbo. L’ideatore di Guida alle Sagre – progetto che da quattro anni si occupa di recensire e raccontare le sagre venete – ci ha spiegato come è nata questa iniziativa.
Flavio, come e quando è nata questa idea e con quale scopo?
“Questa idea nasce quattro anni fa con la volontà di far conoscere le sagre del territorio. Abbiamo sdoganato il fatto che nessuno avesse il coraggio di fare una recensione ad un gruppo di volontari che si dedica ad animare il paese. Inizialmente siamo partiti valutando molteplici aspetti della sagra tra cui: l’accessibilità per i disabili, il menù, il parcheggio, se le stoviglie erano di plastica o di ceramica, le giostre, il servizio e l’intrattenimento con il fine di stilare una classifica (5 migliori sagre e 5 migliori cucine). Ora invece, dopo esserci confrontati con gli organizzatori e sulla base dell’esperienza maturata, siamo passati dal recensire al raccontare cosa offre l’evento: dal parcheggio allo spettacolo finale.”
Da quante persone è composta la vostra macchina organizzativa?
“Il motore portante sono io, Flavio, sostenuto da Alberto che si occupa del sito e da Alessio, il montatore dei video. Infatti non appena abbiamo terminato la valutazione di una sagra, a fine serata, il video è già pronto. Inoltre mi avvalgo dell’aiuto di tutti coloro che collaborano alla realizzazione dei nostri gadget, che lasciamo a fine evento per far capire che siamo stati da loro: quest’anno il gadget è una macchinina, mentre l’anno scorso era un volante”.
Allargare questa iniziativa a tutta la regione è stata più una vostra volontà di crescita? O sono stati gli organizzatori delle sagre stesse a contattarvi da fuori provincia per farsi conoscere?
“Abbiamo iniziato dalla provincia di Treviso, poi con lo spargersi della voce e dei video abbiamo ricevuto tante richieste da fuori provincia e addirittura da fuori regione. Essendo anche noi dei volontari, abbiamo deciso di concentrarci negli eventi della nostra regione, per seguire al meglio le sagre che ci ospitano per farsi conoscere e per parlare di loro. Vogliamo che chi ci segue sui nostri profili social e sito web sappia esattamente che cosa trovare ad ogni sagra, dal menu agli spettacoli”.
Come funziona una vostra tipica valutazione “sul campo”? Quali sono i parametri principali che analizzate per dare il vostro giudizio?
“Da quest’anno entriamo direttamente nelle cucine, vediamo come si ordina e raccontiamo il menù. Non verranno più fatte delle classifiche, ma assegneremo dei premi speciali”.
Fino ad ora, quale sagra vi ha incuriosito di più a livello di piatti proposti, menu particolari o tradizioni uniche difficili da trovare altrove?
“Abbiamo visto che ci sono tante sagre che propongono piatti per celiaci o in versione vegana. Mi ha stupito la sagra di Conscio perché ha un menù ampissimo, così come quella di Nogarè dove abbiamo mangiato benissimo, assaggiando tra le varie cose anche il poke. Sono davvero tante le sagre, e ognuna ci colpisce per diverse particolarità: qui ad Altivole, per esempio, abbiamo molta varietà, dalla pizza alla gelateria. A livello di eventi, invece, il Palio di Trevignano è stato molto coinvolgente e le serate hanno fatto il sold out. A Breda di Piave mangeremo la tagliata di struzzo”.
Ha mai partecipato in prima persona all’organizzazione di una sagra, magari nel suo paese?
“Sì, io partecipo in prima persona alla sagra di Santa Maria della Vittoria in occasione della Festa della Patata, che dura due giorni. È un impegno portato avanti da una vera e propria tradizione di famiglia”.
Sulla base di quanto fatto e raccolto finora, avete già nuovi obiettivi o idee nel cassetto in vista della prossima stagione?
“Sicuramente anche a livello social ci saranno delle novità, cerchiamo sempre di evolverci e di far conoscere più sagre possibili. Quest’anno, ad esempio, abbiamo introdotto il premio per il miglior mojito”.
Le sagre continuano ad unire generazioni diverse: secondo lei qual è il segreto?
“La bravura di chi gestisce la sagra sta nel mettere i giovani nel posto giusto. È bellissimo vedere intere famiglie presenti all’evento in ruoli diversi, magari c’è chi sta in cucina e chi al servizio. Il vero segreto è sicuramente l’unità del paese, proprio come in questo caso, in cui ci sono centinaia di volontari che si ritrovano insieme”.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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