Giornata del Made in Italy, Prandini (Coldiretti): “Quando emerge la qualità del nostro saper fare, non ce n’è più per nessuno”

Una ricorrenza che ha l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza produttiva italiana e promuovere nel mondo il patrimonio industriale, artigianale e creativo del Paese.

E’ la Giornata Nazionale del Made in Italy, che come ogni anno si celebra oggi, 15 aprile, con l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza produttiva italiana e promuovere nel mondo il patrimonio industriale, artigianale e creativo del Paese.

Istituita nel 2024 su iniziativa del governo italiano, la ricorrenza cade simbolicamente nel giorno della nascita di Leonardo da Vinci, figura emblematica del genio, dell’ingegno e della qualità che caratterizzano il “saper fare” italiano.

Durante questa giornata, aziende, istituzioni e scuole organizzano eventi, mostre e iniziative per raccontare le filiere produttive che rendono il Made in Italy un marchio riconosciuto a livello globale: dalla moda al design, dall’agroalimentare alla meccanica di precisione.

La celebrazione punta non solo a rafforzare l’identità economica nazionale, ma anche a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza dell’innovazione, della sostenibilità e della tutela delle tradizioni produttive italiane.

Di tutto questo, in occasione del suo passaggio a Vinitaly 2026, Qdpnews.it ha parlato con il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.

Presidente, oggi è la Giornata del Made in Italy: quanto va tutelato?

“Il Made in Italy è fondamentale tutelarlo ma soprattutto è essenziale continuare a investire in termini di comunicazione, per farlo percepire sempre di più sui mercati a livello globale e far capire quella che è una storia, un’identità e una cultura che al nostro paese appartiene in modo particolare in termini identitari. Quando l’Italia fa emergere la qualità del suo ‘saper fare‘ non ce n’è per nessuno e mai come in questo momento storico noi abbiamo bisogno di aumentare la capacità legata alle esportazioni delle nostre eccellenze. Il vino, come il cibo, diventa un grande ambasciatore per l’intero sistema economico produttivo italiano”.

Il Made in Italy è ancora un punto di riferimento nel mondo?

“Il Made in Italy è talmente punto di riferimento – e ritorno sul tema agroalimentare – che basta pensare al fatto che noi, nel 2025, abbiamo esportato circa 73 miliardi, con un record storico. In 10 anni abbiamo fatto più del 100% in termini di valore delle esportazioni, ma ci sono più di 130 miliardi di ‘italian sounding‘ e questo è un mercato che noi dobbiamo saper recuperare”.

Coldiretti dunque in prima linea per tutelare il Made in Italy?

“Coldiretti cerca sempre di essere in prima linea per la tutela del Made in Italy, ma anche per superare tutti quegli ostacoli di carattere burocratico che tante volte vengono imposti alle nostre imprese e che non hanno nessun tipo di risultato finale, se non di appesantire solo economicamente una situazione già particolarmente critica che i nostri imprenditori stanno vivendo”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Simone Masetto)
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