Il futuro del vino tra clima, tecnologia e identità. “Fase complicata ma questo prodotto ha radici profonde”

Si è svolto durante l’ultimo giorno di manifestazione, nella Sala Rossini di Vinitaly, il convegno “La Civiltà del vino tra impatto ambientale, cambiamenti climatici e nuove tendenze di consumo”, importante momento di confronto che ha riunito, nell’ultimo giorno della più grande fiera italiana dedicata al mondo del vino, istituzioni, accademici e operatori del settore per analizzare le sfide attuali e future del comparto vitivinicolo, in una età complessa e problematica.

Al centro dell’incontro il delicato equilibrio tra innovazione e tradizione, in un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche, cambiamenti climatici e nuove dinamiche di mercato. A sintetizzare il senso del dibattito è stato l’avvocato Danilo Riponti, moderatore del convegno, che ha organizzato con il generale CC i.r. Isidoro Furlan.

“Abbiamo indagato i temi della contemporaneità nel mondo del vino, dall’evoluzione tecnologica all’applicazione delle nuove tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale – ha spiegato – senza però perdere il punto di vista fondamentale, che resta quello umano. Il vino affonda le sue radici nella storia e deve essere accompagnato verso una nuova epoca mantenendo intatto il suo valore simbolico”  .

Nel corso del confronto è emersa anche la complessità dello scenario internazionale, tra tensioni geopolitiche e socio-economiche. “È una fase delicata – ha aggiunto Riponti – ma il mondo del vino ha radici profonde e saprà affrontare queste trasformazioni, con pazienza e determinazione , uscendo più forte e consapevole”.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Generale di Corpo d’armata Fabrizio Parrulli, comandante nazionale del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, dell’onorevole Eliana Longi, componente e relatrice della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, sui reati ambientali e agroalimentari, e di Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Sono poi intervenuti anche  l’assessore regionale Dario Bond , che ha offerto oltre al saluto delle Regione Veneto e del presidente Stefani, anche una interessante riflessione sul tema della sostenibilità e della tutela della salubrità dell’acqua, e  di Federico Bricolo, presidente di VeronaFiere, che ha tracciato alcuni bilanci di Vinitaly 2025 e dell’importanza della collaborazione istituzionale con l’Accademia italiana della vite e del vino e con i Carabinieri del CUFA.

Numerosi gli interventi tecnici e scientifici di altissimo profilo che hanno animato il dibattito: dal professore Attilio Scienza (uno dei massimi  esperti del mondo del vino) e docente dell’Università di Milano a Giorgio Cantelli Forti dell’Accademia emerito Nazionale di Agricoltura, passando per Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, e Stefano Vaccari, direttore generale dell’Icqrf.

Spazio anche ai contributi del Col. Amedeo De Franceschi del Comando tutela agroalimentare dei Carabinieri, di Luca Rigotti e Stefano Sequino rispettivamente Presidente e direttore del Consorzio tutela vini delle Venezie Doc e dell’avvocato Riccardo Bonuzzi. Un confronto che ha confermato come il settore vitivinicolo sia chiamato a confrontarsi con sfide globali sempre più complesse, mantenendo però saldo il legame con la propria identità e con il valore culturale , simbolico e di Civiltà, che il vino incarna da millenni.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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