Il mondo del cantautorato perde Francesco Guccini: nel 1981 uscì il suo brano “Venezia”

Francesco Guccini in tv all’inizio degli anni ’70

Il mondo del cantautorato italiano perde una delle sue punte di diamante: questa mattina Francesco Guccini se n’è andato, all’età di 86 anni, a Pavana, frazione del Comune di Sambuca Pistoiese.

Insegnante, cronista per la Gazzetta di Modena, pubblicitario e scrittore, oltre che apprezzato autore di brani per la musica: sono tante le sfaccettature professionali che hanno caratterizzato nel tempo Guccini, originario di Modena e considerato da molti un autentico poeta contemporaneo.

In un’epoca in cui spesso si sentono brani dal verseggiare insignificante, Guccini restava una pietra miliare della scrittura dei testi per la musica, simbolo di un sapore che sta oramai svanendo. Autore per Caterina Caselli, scrisse per vari artisti e gruppi, come ad esempio gli Equipe 84 e i Nomadi.

Negli anni ha pubblicato oltre venti album di canzoni, brani segnati da riferimenti culturali e sociali. Ne è una testimonianza il brano “Venezia”, uscito nel 1981 all’interno del disco “Metropolis”. Un testo dove veniva denunciata la situazione di una Venezia morente e svenduta ai turisti, contrapposta alla realtà operaia e industriale di Porto Marghera.

Un gusto per i testi che lo aveva accompagnato fino al 2012, anno in cui aveva annunciato il ritiro dalla musica, per dedicarsi alla scrittura: nel 2020 rientrò nella cinquina finalista del Premio Campiello, con l’opera “Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto” edita da Giunti.

“Con Francesco Guccini se ne va uno dei grandi poeti del nostro tempo, un uomo che ha segnato la storia della musica italiana, andando molto oltre la musica. Nelle sue canzoni generazioni di ragazzi hanno cercato e trovato pensieri, domande, inquietudini, sogni e frammenti della propria identità”: così il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia ha espresso il proprio cordoglio e quello dell’intera assemblea legislativa per la scomparsa di Francesco Guccini.

 “Con la sua voce ruvida e inconfondibile, – ha proseguito – Guccini ha trasformato strade, stazioni, nebbie, amori, sconfitte e speranze nella geografia sentimentale di un intero Paese. Ha raccontato l’Italia attraverso le storie delle donne e degli uomini che la abitavano, dando dignità alle vite comuni, alla memoria, alle radici e persino ai dubbi”.

“Ha fatto riflettere, anche con prese di posizione forti e non comuni; ha creato appartenenza senza imporla, ha saputo parlare alla coscienza conservando sempre la libertà del poeta – ha aggiunto – Perfino in un titolo forte e indimenticabile come ‘Dio è morto’ non c’era alcuna negazione della fede, ma la denuncia delle false certezze
e la speranza, mai perduta, di una rinascita”.

 “Anche il Veneto lo ha sentito vicino e gli ha restituito negli anni un affetto profondo, accogliendolo in teatri e palasport sempre gremiti – ha affermato – Venezia è entrata nella sua geografia poetica e ricordo che, molti anni dopo, il Premio Campiello lo ha accolto tra i suoi finalisti con ‘Tralummescuro’: quasi un filo ideale capace di unire la canzone alla letteratura, le due anime inseparabili della sua opera”.

 “Oggi cala il silenzio su una delle voci più profonde della cultura italiana, ma le parole di Francesco Guccini continueranno a emozionare – ha concluso – A nome dell’intero Consiglio regionale del Veneto, esprimo la più
sentita vicinanza alla moglie Raffaella, alla figlia Teresa, ai familiari e a quanti gli hanno voluto bene. L’Italia perde un grande autore; tutti noi perdiamo un pezzo della nostra giovinezza”.

La sua famiglia ha fatto sapere che il funerale, come da volontà del defunto, sarà celebrato in forma privata.

Tuttavia sarà organizzata una cerimonia commemorativa a settembre. Un modo per dire “addio” a un interprete che seppe leggere il suo tempo con la potenza della propria scrittura.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Wikipedia)
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