In Veneto l’hub per le materie prime critiche. Urso: “Rifornimenti assicurati in caso di crisi globali”

In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni commerciali e nuove fragilità nelle catene di approvvigionamento, il Veneto si prepara a giocare un ruolo centrale nella strategia industriale dell’Europa. Porto Marghera è infatti candidata a ospitare il primo sito strategico europeo di stoccaggio delle materie prime critiche, risorse fondamentali per la transizione ecologica, il digitale e la competitività industriale del continente.

“Il primo in Italia e in Europa sarà in Veneto e più nello specifico a Marghera – ha dichiarato oggi da Castelfranco, dove era a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Luca Pozzobon, il ministro dello sviluppo economico e del Made in Italy Adolfo Urso – “l’obiettivo è quello di garantire all’industria europea sicurezza negli approvvigionamenti anche in caso di nuove crisi globali”.

Il polo diventerà punto di stoccaggio di materie prime indispensabili per realizzare chip, pannelli fotovoltaici, impianti eolici, batterie per le auto e accumulatori energetici “Sono elementi essenziali per la duplice sfida tecnologica, quella green e quella digitale. Dobbiamo mettere in sicurezza il nostro sistema produttivo” ha aggiunto Urso.

Il progetto prevede la nascita di due grandi hub continentali: uno nel Sud Europa, individuato proprio nell’area di Marghera, e un secondo nel Nord Europa, in prossimità dei grandi porti di Rotterdam e Amsterdam. Una doppia porta d’accesso all’area europea pensata per assicurare continuità di rifornimento in un’epoca sempre più segnata dall’instabilità geopolitica.

“Il conflitto è ormai il paradigma dell’epoca in cui viviamo – ha aggiunto Urso –. Dalla pandemia alla guerra in Ucraina, fino alle tensioni nel Golfo Persico, abbiamo capito quanto sia rischioso dipendere da approvvigionamenti esterni senza una strategia autonoma. Occorre far da noi, garantire autonomia strategica all’Europa e alle sue imprese”.

Non solo deposito. Il piano immaginato dal Governo per Porto Marghera punta a trasformare l’area in un vero polo industriale europeo dedicato alla raffinazione, al riciclo e alla trasformazione delle materie prime critiche. Un distretto produttivo che potrebbe attrarre investimenti e aziende innovative, sfruttando anche la rete logistica già esistente, dal porto all’asse ferroviario verso Verona e quindi lungo il corridoio del Brennero verso il cuore manifatturiero d’Europa.

Il sito dovrà garantire una capacità di approvvigionamento autonoma di almeno sei mesi in caso di shock internazionali. “Accanto al deposito – ha evidenziato – vogliamo realizzare il primo distretto europeo della raffinazione e del riciclo delle materie prime critiche. Marghera ha spazi retroportuali, aree già bonificate e una posizione strategica unica. Far nascere qui questa filiera significherebbe dare all’Italia e all’Europa un vantaggio competitivo straordinario”.

Nei prossimi giorni sono attesi sopralluoghi tecnici della Commissione europea per valutare l’area. Se il progetto dovesse ottenere il via libera definitivo, Porto Marghera potrebbe diventare il modello su cui costruire la nuova rete europea di sicurezza industriale, trasformando il Veneto in uno snodo cruciale per il futuro produttivo del continente.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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