Modi di dire: gettare le perle ai porci

La Sacca degli Scardovari è un’ampia insenatura racchiusa nei confini del Parco Regionale del Delta del Po. Ubicata nel comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, la sacca deve il proprio nome alla scardola, pesce un tempo molto abbondante in queste acque oggi rinomate per due prodotti particolarmente pregiati: la cozza di Scardovari e l’ostrica rosa

Riconoscibile per il guscio solcato da caratteristiche striature rosate, morbida e saporita, l’ostrica di Scardovari offre ai palati più raffinati sensazioni che spaziano dalla sapidità del mare, a intriganti note vegetali sino a inattesi sentori di frutta secca.

Mollusco apprezzatissimo dai gourmet, messo a dura prova dalla voracità del granchio blu, l’ostrica di Porto Tolle si è guadagnata il prestigioso appellativo di perla del Delta, attribuitole da chi ha avuto il privilegio di gustarla tal quale o su una tartina leggermente imburrata.

Dalle ostriche alle perle il passo è breve e, a proposito di queste ultime, esiste un’espressione piuttosto nota che le riguarda e le cui radici affondano addirittura nella storia sacra. Nel Vangelo di Matteo, affrontando il tema del discernimento, Gesù esorta gli apostoli a non gettare le perle davanti ai porci affinché questi non le calpestino con le zampe. Con queste parole, pronunciate nel cosiddetto nel Discorso della Montagna, Cristo invita i suoi seguaci a concentrarsi su chi è disposto ad accogliere gli insegnamenti del Vangelo piuttosto che nei confronti di coloro che deridono o insultano i predicatori.

Ancora oggi il significato di questa espressione, che in latino suona come margaritas ante porcos, stigmatizza l’inopportunità di riservare attenzioni, offrire consigli, mostrare affetto a chi non è all’altezza di capire e apprezzare tali sollecitudini.

Offrire denaro a chi inevitabilmente lo sprecherà, prodigarsi per trovare lavoro al vagabondo impenitente, rinunciare al proprio tempo libero per aiutare chi non merita sono tutti esempi nei quali, nonostante le migliori intenzioni, ci si ritroverà inevitabilmente a gettare perle ai porci. 

La locuzione, in virtù della propria efficacia, ha anche attecchito nel mondo dell’occulto assumendo i contorni di un ammonimento a non svelare alle masse i segreti di riti e formule arcane pena la banalizzazione o la strumentalizzazione dei saperi occulti.   

Perle ai porci è un’espressione divenuta nel tempo così popolare da essere stata scelta da Bompiani quale titolo per la traduzione italiana di un romanzo di Kurt Vonnegut (1922 – 2007) e da un noto birrificio per celebrare una stout esclusiva che, fra gli ingredienti, annovera ostriche bretoni e telline del Tirreno.

Metafora di rarità e valore incorruttibile, la perla è protagonista, assieme all’ostrica, di innumerevoli proverbi e aforismi. Una delle frasi dei più note è quella che, riferendosi alla caducità della materia, ricorda come la perla rimane eternamente pura, al contrario della polpa del mollusco che le marcisce attorno. Una profonda riflessione filosofica alla quale fa da contraltare l’ironia di Ugo Tognazzi: “il colmo dell’ottimismo è entrare in un grande ristorante e sperare nella perla che si troverà in un’ostrica per pagare il conto”.

(Autore: Marcello Marzani)
(Foto: Ab. Unsplash.com)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts
Leggi di più

Il krill e noi

Si chiama krill, parola norvegese che significa semplicemente “piccolo pesce”, anche se pesce non è. È un crostaceo,…