Nuova ordinanza per il Veneto: limitazioni a centri commerciali e negozi, stop alle passeggiate in centro

Lotta serrata agli assembramenti nella nuova ordinanza, che entra in vigore domani e produrrà i suoi effetti fino al prossimo 3 dicembre, esposta nella conferenza stampa di oggi dal presidente della Regione Veneto.

Questa ordinanza si è resa necessaria perché una parte non trascurabile di cittadini continua a vivere come se il virus non ci fosse, mettendo a repentaglio la salute delle altre persone.

L’ordinanza, che cerca di intercettare i cosiddetti “irriducibili”, è stata definita un piccolo fallimento sociale da Luca Zaia perché in più di un’occasione è mancato il buon senso con l’uso scorretto della mascherina e con il mancato rispetto delle regole sul distanziamento sociale.

Per il governatore del Veneto non si tratta di un atto di imperio, di prevaricazione o di coercizione ma rappresenta solamente la volontà di chiarire alcuni aspetti ritenuti essenziali in questo momento.

L’ordinanza, che è stata condivisa con i presidenti delle Regioni Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, prevede l’obbligatorietà dell’uso corretto della mascherina al di fuori della propria abitazione (ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni, dei soggetti che stanno svolgendo attività sportiva intensa e dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina nonché per coloro che, per interagire con questi soggetti, versano nella medesima incompatibilità).

Chi dovrà abbassare la mascherina per fumare o per mangiare, dovrà assicurare la distanza minima di un metro (in presenza di non conviventi la mascherina va indossata anche in casa).

Si potranno svolgere attività sportiva, attività motoria e passeggiate all’aperto in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, ove accessibili, purchè si rispetti la distanza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di un metro per ogni altra attività (in ogni caso al di fuori delle strade, delle piazze dei centri storici delle città, delle località turistiche e delle aree solitamente affollate).

Le passeggiate, per evitare gli assembramenti, non si dovranno fare nei centri abitati ma solo in luoghi aperti e isolati.

Gli accessi agli esercizi di vendita sono consentiti a una sola persona per nucleo familiare, salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori con età inferiori ai 14 anni.

Divieto di attività di commercio nella forma di mercato all’aperto su area pubblica o privata se non nei Comuni dove sia stata adottato dai sindaci il classico piano di sicurezza dei mercati (perimetrazione, controlli, un ingresso e un’uscita).

È fortemente raccomandato agli esercenti di riservare l’accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita (esempio dei supermercati) ai soggetti con almeno 65 anni nelle prime due ore dell’esercizio stesso.

Prevista la sospensione nelle scuole primarie e secondarie dell’educazione fisica, delle lezioni di canto e di strumenti a fiato.

Bar e ristoranti restano aperti fino alle 18 ma dalle 15 sarà possibile somministrare cibi e bevande solo ai clienti seduti (sia all’intero che all’esterno dei locali).

Nella giornata di sabato (i giorni prefestivi) i grandi esercizi, gli outlet e i centri commerciali saranno chiusi al pubblico e la domenica saranno chiusi tutti i negozi ad eccezione di farmacie, edicole e negozi che si occupano di vendita di generi alimentari.

La vendita con consegna a domicilio è sempre consentita e fortemente raccomandata.

I trasporti pubblici devono rimodulare la loro programmazione per adeguarsi al 50% massimo della capienza riorganizzando la rete anche alla luce della chiusura delle scuole.

Rispetto agli eventi sportivi è previsto l’accesso agli impianti solo con un test negativo effettuato non prima di 72 ore.

Questi i dati di oggi, giovedì 12 novembre 2020, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 2.511.361 tamponi molecolari (17.211 in più di ieri), 519.458 tamponi rapidi (ieri sono stati fatti 27 mila test rapidi), 90.901 positivi dall’inizio dell’emergenza (3.564 positivi in più nelle ultime 24 ore), 19.055 persone in isolamento,1.876 ricoverati in area non critica (103 in più di ieri), 221 terapie intensive (5 in più di ieri), 2.727 morti in totale (38 persone in più nelle ultime 24 ore) e 5.404 dimessi (68 persone sono state dimesse nelle ultime 24 ore).

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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