“Oltre il tempo”: il paesaggio e l’uomo raccontano l’evoluzione del vino

Si è tenuta oggi, lunedì, nella Sala Iris del Palaexpo a Vinitaly la masterclass “Oltre il tempo: paesaggio ed evoluzione tra Conegliano Valdobbiadene e Vulture”, a cura di Cristina Mercuri, prima Master of Wine italiana.

Un appuntamento che ha guidato il pubblico in un viaggio attraverso due territori emblematici del vino italiano, apparentemente lontani ma profondamente affini: le colline di Conegliano Valdobbiadene e il territorio vulcanico del Monte Vulture.

Due aree accomunate da una viticoltura eroica, dove il lavoro dell’uomo e la conformazione del paesaggio giocano un ruolo determinante nella definizione dell’identità e della capacità evolutiva dei vini.

A rendere ancora più significativo il dialogo tra questi due territori è il recente riconoscimento che vede il territorio del Conegliano Valdobbiadene e quello del Vulture insigniti del titolo di Città Italiana del Vino per il biennio 2026 – 2027. È proprio all’interno di questo nuovo percorso condiviso, volto a creare sinergie e a promuovere una visione congiunta di valorizzazione, che nasce la masterclass.

L’iniziativa si inserisce infatti in un articolato calendario di attività ed eventi pensati per raccontare e promuovere le specificità dei due territori, mettendo in dialogo paesaggi, tradizioni e identità produttive.

Al centro della degustazione, il tema della longevità: una caratteristica che nasce dall’equilibrio tra condizioni pedoclimatiche e scelte produttive. In questo contesto, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG ha dimostrato la propria sorprendente capacità evolutiva, andando oltre la percezione comune di vino immediato e rivelando nel tempo complessità, eleganza e profondità.

Le etichette in degustazione hanno raccontato l’eleganza delle diverse annate e le molteplici espressioni della Denominazione, evidenziando come, all’interno dei 15 comuni che compongono l’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, sia possibile riscontrare un’ampia varietà di microclimi e suoli. Un mosaico pedoclimatico che si traduce in vini dalla forte identità territoriale, riconoscibile e inimitabile.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Michela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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