È stata presentata la campagna vaccinale della Regione Veneto per il Covid, che contempla anche la nuova mutazione inglese, dopo l’approvazione delle linee organizzative del Piano per il vaccino anti-Covid.
L’obiettivo è quello di somministrare il vaccino nel più breve tempo possibile, distribuendolo in maniera sicura e registrando tutti i dati sulla vaccinazione.
Il 27 dicembre sarà il “Vaccine day” ed entro le ore 7 del mattino arriveranno 875 dosi per la Regione Veneto che sono già state distribuite nelle aziende Ulss e nelle aziende ospedaliere.
La prima fase della campagna è destinata agli operatori sanitari, ospedalieri e del territorio, che verranno vaccinati indipendentemente dal loro inquadramento professionale.
L’ordine di priorità prevede che saranno vaccinati per primi coloro che si trovano in prima linea nella lotta al Covid: il sistema delle emergenze, la terapia intensiva, le malattie intensive, la pneumologia ma anche gli operatori del territorio che vanno a casa dei pazienti e che fanno i tamponi nel loro ambulatorio per individuare i soggetti positivi.
Si partirà dall’operatore sanitario che ha più anni scendendo fino al più giovane.
Dal punto di vista organizzativo, c’è un modello per la seduta vaccinale in ospedale e uno per le strutture residenziali per anziani, nelle quali si andrà a vaccinare direttamente all’interno.
Inoltre, è stata data priorità anche ad altri soggetti fragili, dalla salute mentale ai centri diurni.
Subito dopo, si procederà con la vaccinazione partendo dai soggetti più anziani (359.169 soggetti ultraottantenni in Veneto, più di un 1 milione di soggetti che vanno dai 60 ai 79 anni).
Successivamente verranno vaccinati gli appartenenti alle categorie dei servizi essenziali e il Veneto ha previsto dei centri di vaccinazione di popolazione che possono attivare le unità vaccinali.
Presenti alla conferenza stampa nella sede della Protezione civile del Veneto il professor Giorgio Palù, presidente di Aifa, la dottoressa Francesca Russo, direttore della Direzione Prevenzione e Sanità pubblica della Regione Veneto e il dottor Luciano Flor, nuovo segretario generale della sanità del Veneto.
“Vorrei innanzitutto sinceramente ringraziare per la stima e la fiducia la Regione Veneto – ha dichiarato il dottor Flor -, quindi il presidente, gli assessori e la giunta. Sono assolutamente consapevole della delicatezza dell’incarico e del ruolo, di quello che dobbiamo gestire in questo momento ma anche di quello che dovremo saper fare in futuro perché noi abbiamo un’epidemia che interessa il 40% delle nostre strutture ma vi garantisco che ci assorbe il 70/80% del tempo”.
“Vediamo che ci sono tante cose che si dicono e che si raccontano – conclude – Nella nostra Regione disservizi legati al Covid non ci sono stati e noi faremo in modo che continui ad essere così. Non abbiamo i problemi in pronto soccorso, nelle terapie intensive e nei ricoveri. Abbiamo un’offerta di diagnostica che credo non abbia pari nelle altre Regioni e negli altri posti che noi conosciamo. Il Covid non deve essere però un alibi: noi dovremo essere capaci di essere attenti a tutte le altre esigenze”.
Questi i dati di oggi, mercoledì 23 dicembre 2020, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 3.165.214 tamponi molecolari (20.593 tamponi molecolari in più di ieri), 1.634.321 test rapidi (29.237 test rapidi in più di ieri), 49.830 tamponi totali nelle ultime 24 ore (tamponi molecolari e test rapidi), 3.357 positivi in più nelle ultime 24 ore, 225.945 positivi dall’inizio dell’emergenza Covid, 103.326 positivi al Covid in questo momento, 3.269 ricoverati totali per Covid di cui 381 terapie intensive (due terapie intensive in più di ieri) e 2.888 ricoverati in area non critica (19 ricoverati in meno di ieri), 5.747 morti in totale (116 morti in più di ieri) e 9.863 dimessi (182 persone sono state dimesse nelle ultime 24 ore).
La percentuale dei positivi sui tamponi eseguiti in Veneto è del 6,74 %.
(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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