Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia hanno firmato questa mattina a palazzo Balbi un protocollo d’intesa per l’attuazione nel territorio regionale del Numero Unico di Emergenza europeo (NUE 112).
Per il Presidente Zaia l’applicazione del numero unico in Veneto è come “un abito sartoriale” in quanto il servizio non “riguarda solamente 5 milioni di veneti ma anche le 73 milioni di presenze annue che fanno di noi la regione più turistica d’Italia”.


Era atteso alle 11.30 a Palazzo Balbi il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, alla sua prima visita ufficiale in Veneto. Arrivato con qualche minuto di ritardo è stato accolto dal governatore Zaia e dal picchetto d’onore di Carabinieri e Polizia in alta uniforme. Presenti alla firma del protocollo diverse autorità civili e militari tra le quali il prefetto di Treviso Angelo Sidoti, il questore della stessa provincia Manuela De Bernardin Stadoan e il comandante dei Vigili del Fuoco della Marca, Giuseppe Costa.


L’intesa prevede un protocollo operativo dal quale nascerà un tavolo tecnico che sarà composto da cinque rappresentanti dell’amministrazione dell’Interno e altrettanti della Regione. Secondo il testo sottoscritto, il protocollo operativo dovrà essere redatto entro sei mesi dalla prima riunione del tavolo tecnico e determinerà, inoltre, la collocazione delle CUR, le centrali uniche di risposta, sulla base delle quali è organizzata la rete delle sinergie richieste dagli interventi.


Nonostante il numero unico per le emergenze sia già attivo da diversi anni in Europa, e in Italia risulti già utilizzato da 36 milioni di persone, è lo stesso ministro dell’Interno ad assicurare che il “il Veneto non arriva in ritardo, ma come da sua tradizione lo fa in maniera preparata e con accuratezza, perché si tratta di un progetto di una delicatezza estrema. Non mi sembra che il servizio d’emergenza non funzioni in Veneto ma il numero unico lo migliorerà e ottimizzerà le risorse”.
“Ringrazio il ministro Piantedosi per aver compreso tutte queste necessità e per essere intervenuto oggi a Venezia, aprendo ufficialmente il percorso indispensabile per istituzionalizzare l’utilizzo del NUE – prosegue Zaia -. Stiamo parlando di un numero telefonico che è una grande risposta alle esigenze di sicurezza dei cittadini perché ottimizza la capacità di intervento delle strutture preposte alla gestione delle emergenze. Possiamo considerarlo la sublimazione d’eccellenza dei riferimenti telefonici in questo campo conosciuti fino ad oggi e sulla base delle nostre esperienze con questo atto d’intesa possiamo concretizzare veramente un bel progetto”.


Saranno due, in Veneto, le centrali preposte a rispondere ai cittadini che digiteranno il 112: in esse opereranno professionisti appositamente formati che riceveranno le chiamate per poi smistarle alle diverse realtà operative in tempo reale, secondo le necessità.
In tutti i territori dove è implementato, il NUE si può chiamare gratuitamente – per richiedere l’intervento urgente di Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, assistenza sanitaria e soccorso in mare – sia da rete fissa sia da quella mobile anche quando il telefono non ha la SIM, è bloccato o non ha più credito disponibile.
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