Salute nel 2040, così la tecnologia potrebbe cambiare il modo di curarci

Dall’intelligenza artificiale ai biosensori, dai gemelli digitali alla telemedicina: il Technology Foresight del Politecnico di Milano analizza le innovazioni che potrebbero trasformare la salute nei prossimi quindici anni.

Come cambierà il modo di prenderci cura della nostra salute nei prossimi quindici anni? Non esiste una risposta certa, ma è possibile individuare le tecnologie che potrebbero avere un ruolo importante nel determinare lo scenario del 2040.

È questo l’obiettivo del progetto Technology Foresight del Politecnico di Milano, che analizza le innovazioni emergenti e prova a valutarne il possibile impatto sul futuro. Il percorso dedicato alla salute guarda al 2040 e considera l’evoluzione della salute della persona, del sistema sanitario e del rapporto tra salute e ambiente.

Non si tratta di una previsione sul futuro della medicina, ma di un’analisi delle tecnologie e delle tendenze che potrebbero contribuire a modificarlo.

Più prevenzione e monitoraggio

Uno dei cambiamenti più evidenti potrebbe riguardare il rapporto tra prevenzione e cura.

Tra gli scenari individuati dal Politecnico emerge una crescente attenzione alla prevenzione, al monitoraggio e alla partecipazione attiva delle persone. Dispositivi indossabili, biosensori e strumenti collegati alla rete potrebbero consentire di raccogliere con continuità informazioni sulle condizioni dell’organismo.

L’obiettivo non sarebbe soltanto intervenire quando compare una malattia, ma disporre di una quantità maggiore di informazioni per riconoscere prima eventuali segnali di rischio.

Tra le dieci tecnologie messe in evidenza dal Technology Foresight per la salute della persona figurano intelligenza artificiale applicata, bioimaging, biosensori, data science, gemelli digitali e modellistica, sistemi intelligenti per la somministrazione dei farmaci, ingegneria genetica, dispositivi impiantabili, neurotecnologie e vaccini di nuova generazione.

L’intelligenza artificiale nella medicina

L’intelligenza artificiale è destinata a essere una delle tecnologie più osservate anche in ambito sanitario.

Secondo il Technology Foresight, l’Applied AI potrebbe essere utilizzata per analizzare grandi quantità di dati, comprese immagini mediche, informazioni genomiche e altri dati sanitari, con applicazioni che vanno dalla previsione e prevenzione alla diagnosi, dal trattamento alla riabilitazione.

Il vantaggio potenziale è la capacità di individuare rapidamente correlazioni all’interno di una mole di informazioni che sarebbe difficile analizzare manualmente.

Ma il ricorso all’intelligenza artificiale porta con sé anche problemi da affrontare: qualità dei dati, trasparenza degli algoritmi, affidabilità dei risultati, protezione delle informazioni personali e responsabilità nelle decisioni cliniche. Tra le criticità indicate dal Politecnico figurano anche bias ed errori nell’interpretazione dei dati, problemi di privacy e il rischio di un’eccessiva fiducia negli strumenti nel processo decisionale clinico.

Il paziente sempre più al centro

La trasformazione tecnologica potrebbe modificare anche l’organizzazione dell’assistenza.

Nel secondo anno del progetto, dedicato al sistema sanitario, il Technology Foresight ha studiato le innovazioni con il potenziale di trasformare il sistema della salute, mantenendo come orizzonte il 2040. Tra i messaggi centrali emersi c’è il passaggio verso un modello maggiormente centrato sulla persona, con un percorso di assistenza continuo e integrato.

Tra le tecnologie considerate in questa prospettiva ci sono la diagnostica medica portatile, i dispositivi impiantabili e indossabili, la robotica chirurgica anche a distanza, i sistemi di assistenza remota e la telemedicina.

Questo scenario potrebbe favorire una sanità più distribuita, nella quale una parte del monitoraggio e dell’assistenza possa essere svolta anche al di fuori degli ospedali e degli ambulatori tradizionali.

Il gemello digitale

Tra le tecnologie più interessanti c’è anche il digital twin, o gemello digitale.

In ambito sanitario si tratta di una rappresentazione virtuale del paziente costruita attraverso diverse fonti di dati e aggiornata nel tempo. Il Technology Foresight descrive i gemelli digitali sanitari come rappresentazioni virtuali del paziente che possono integrare dati diversi, compresi aggiornamenti in tempo reale, con una possibile funzione predittiva e di supporto alle decisioni.

È una prospettiva ancora in evoluzione, ma rappresenta bene la direzione verso cui potrebbe muoversi la medicina: utilizzare sempre più dati per adattare prevenzione, diagnosi e trattamenti alle caratteristiche del singolo individuo.

E le tecnologie quantistiche?

Nel dibattito sul futuro della tecnologia sanitaria c’è spazio anche per il quantum computing e, più in generale, per le tecnologie quantistiche.

Il loro eventuale sviluppo potrebbe aprire nuove possibilità nell’elaborazione di problemi che richiedono capacità di calcolo molto elevate. In ambito sanitario, una delle prospettive più interessanti riguarda la ricerca e la simulazione di processi complessi, anche se si tratta di un settore ancora caratterizzato da una forte incertezza.

Per questo il quantum va considerato soprattutto come una tecnologia emergente da monitorare, più che come una soluzione destinata con certezza a rivoluzionare la medicina entro il 2040.

La salute non riguarda soltanto l’uomo

Il percorso del Politecnico di Milano arriva infine a una prospettiva più ampia: quella della One Health.

Il principio è considerare strettamente collegate la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e dell’ambiente. In questa prospettiva, cambiamento climatico, inquinamento, perdita della biodiversità ed eventi estremi diventano elementi da considerare anche quando si ragiona sul futuro della salute.

La tecnologia, quindi, non viene analizzata isolatamente, ma all’interno di un sistema nel quale ambiente, società ed economia possono influenzare le traiettorie dell’innovazione.

La tecnologia non basta

Il 2040 potrebbe quindi presentare una sanità molto più digitale, personalizzata e distribuita rispetto a quella attuale. Ma l’innovazione tecnologica, da sola, non sarà sufficiente.

Il Technology Foresight considera infatti anche fattori sociali, economici, ambientali e politici, attraverso le cosiddette forze STEEP, utilizzate per analizzare le diverse condizioni che possono influenzare l’evoluzione tecnologica.

Restano aperte questioni decisive: quanto costeranno le nuove tecnologie? Chi potrà accedervi? Come verranno protetti i dati sanitari? Quale ruolo avranno medici e altri professionisti? E come cambieranno i sistemi sanitari di fronte all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie croniche?

Sono domande alle quali non è ancora possibile dare una risposta definitiva. Una cosa, però, appare già chiara: il futuro della salute non dipenderà da una singola invenzione. Sarà il risultato della combinazione tra intelligenza artificiale, dati, dispositivi connessi, genetica, nuove forme di diagnosi e assistenza e una maggiore attenzione all’ambiente.

Ed è proprio studiando oggi queste trasformazioni che diventa possibile arrivare più preparati alle sfide della sanità di domani.

(Autore: Technology Foresight – Politecnico di Milano)
(Foto: Ab. Unsplash.com)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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