Il Veneto sta valutando il tampone rapido dalla Corea, 12 euro di costo e risultato in circa sette minuti, sul quale è intervenuto anche il governatore Zaia nel punto stampa di oggi: “Il tampone è l’unica modalità diagnostica però, davanti a una pandemia, è inevitabile che tutte le case farmaceutiche cerchino di produrre qualcosa che sia molto più veloce. Noi abbiamo testato ormai mille tamponi rapidi che vengono dalla Corea in doppio, cioè tampone normale-tampone rapido, l’errore è stato su mille uno che ha dato un falso positivo. In sette minuti abbiamo il risultato”.
Per questo, durante la diretta, un giornalista si è sottoposto alla prova del test rapido risultando negativo in pochi minuti.
Il dottor Roberto Rigoli, primario di Microbiologia a Treviso, vicepresidente nazionale dei microbiologi e coordinatore delle 14 Microbiologie della Regione Veneto, ha aggiunto: “È un test rapido, la novità rispetto agli altri test rapidi è che questo va alla ricerca diretta del virus a livello rinofaringeo. Praticamente va a prendere l’ipotetico virus, viene stemperato in un liquido e viene distribuito in una saponetta”.
“La velocità dell’analisi ci consente di isolare immediatamente l’ipotetico positivo – continua Rigoli – Ci sono altri centri che lo stanno provando parallelamente, per esempio Vicenza che lo sta testando sui pazienti positivi dal Kosovo. Noi adesso dobbiamo raccogliere una quantità sufficiente di positivi per trasferire tutti i dati al ministero affinchè prendano in considerazione di inserire nel piano di sanità pubblica questo test”.
Il Veneto sta ipotizzando di usare il test rapido nei pronto soccorso degli ospedali della Regione, che iniziano ad avere alte affluenze, ma nei prossimi giorni potrebbero arrivare altre novità.
Per il presidente della Regione Veneto i dati del bollettino di oggi, lunedì 13 luglio 2020, confermerebbero comunque che l’emergenza Coronavirus sia sotto controllo sul territorio regionale: 19.401 positivi (6 positivi in più nelle ultime 24 ore), 1.293 persone in isolamento (5 in meno di ieri), 1 milione 69 mila 458 tamponi, 144 ricoverati in area non critica (22 positivi al Coronavirus su 144), 9 terapie intensive, 2.039 morti in totale, 3.654 dimessi mentre i nati nelle ultime 24 ore sono 73.
“In questo contesto noi abbiamo ormai la certezza che il nostro ceppo di virus è meno virulento – ha commentato il governatore Zaia riferendosi ai dati del bollettino regionale – e ha una carica virale inferiore. Oggi vi dico che siamo in una fase di stabilità e di contesti domestici che non ci preoccupano. Ci preoccupano un po’ di più, ovviamente, ceppi di virus portati da fuori, per i quali abbiamo intensificato i controlli”.
Un altro dato che emerge in queste ultime settimane è l’abbassamento dell’età dei contagi, legato probabilmente alla superficialità dei giovani nell’approccio rispetto agli assembramenti.
Il governatore Zaia ha letto il report sui risultati del sequenziamento, effettuato dalla dottoressa Antonia Ricci dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dei virus isolati in Serbia: “Nei quattro tamponi la carica virale era molto elevata. I virus dei quattro tamponi sono identici fra loro (quindi si tratta dello stesso ceppo) e appartenenti ai cluster dei virus isolati in Serbia e ben diversi dai virus finora isolati in Veneto e in Italia”.
“Avete capito perché bisogna stare attenti al virus che entra? – ha affermato il presidente Zaia – Perché è molto più contagioso, ci scrive l’Istituto Zooprofilattico, e non c’entra niente con il nostro perché ha una mutazione sua”.
I virus che provengono da Paesi stranieri non si conoscono bene in Italia e spesso presentano una sintomatologia differente dalla nostra.
Tutte le Ulss sono a disposizione per fare i test e molte comunità straniere, come quella bengalese, si sono messe a disposizione.
Per Zaia non si tratta di una situazione di discriminazione ma solo di una questione sanitaria che va controllata e regolata.
Il presidente della Regione Veneto ha spiegato che la situazione alla casa di riposo “Bon Bozzolla” di Soligo è sotto controllo.
“È partita la macchina dell’indagine epidemiologica – ha aggiunto il governatore del Veneto -, 208 tamponi subito il primo giorno con i risultati alle quattro di pomeriggio, poi gli altri tamponi. Sono stati identificati i positivi oltre al famoso “caso 0”. Ora si sta facendo l’ultimo screening tra alcuni familiari e sembra ci sia forse un nucleo di cittadini, che sono venuti dall’Australia, che sarebbe bene testare perché magari può essere che troviamo delle positività”.
(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Regione Veneto).
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