“Vaccini come azioni di Veneto Banca”, il paragone di Zaia non piace all’onorevole Baratto: “Brucia come sale nelle ferite delle famiglie venete”

Il paragone fatto dal presidente della Regione Luca Zaia tra chi vuole accedere al vaccino e gli acquirenti delle azioni di Veneto Banca non è andato giù all’onorevole pederobbese Raffaele Baratto, entrato qualche mese fa in “Coraggio Italia”, il partito fondato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro insieme al governatore della Liguria Giovanni Toti e ad altri parlamentari di diversa provenienza.

Durante la conferenza stampa dello scorso martedì, il governatore del Veneto, dopo aver detto che la sua Regione ha l’obbligo di garantire la vaccinazione a chi la vuole avere oltre all’obbligo di tutelare chi non vuole vaccinarsi, ha affermato: “Ognuno fa quello che vuole però è innegabile che la vaccinazione stia funzionando, dopodiché la volontarietà ti porta a decidere se vuoi partecipare a questa campagna vaccinale oppure no”.

“Sono un po’ come le azioni di Veneto Banca, ve lo ricordate no? – conclude Zaia – Se te le compri è perché hai deciso te di comprartele, non perché te lo abbiamo detto noi”.

L’onorevole Baratto, da anni in prima linea per la tutela di migliaia di risparmiatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, non poteva stare zitto.

“Mi ha davvero sorpreso l’affermazione di Zaia – afferma il deputato pederobbese – Quel paragone brucia come sale nelle ferite di centinaia di famiglie trevigiane e venete. Quelle stesse parole vengono utilizzate per difendersi da coloro che hanno amministrato la banca per anni, dilapidando il patrimonio economico di migliaia di veneti e privandoli della dignità.”

“Definire azionisti consapevoli coloro che in Veneto Banca avevano creduto – continua – significa ignorare la mole inenarrabile di irregolarità e mistificazioni poste a danno delle migliaia di cittadini che lì avevano investito i risparmi di una vita: liquidazioni, Tfr, doti per i figli. Le banche popolari erano viste come una prospettiva di risparmio sicuro, in molti sono rimasti vittime inconsapevoli di uno schema artificioso e per questo non possono essere colpevolizzate”.

“Quelle parole fanno ancora più male proprio perché provenienti da Zaia – prosegue – dal quale i risparmiatori (non azionisti!) credo si aspettassero comprensione, non dileggio, battute o considerazioni spicce che non rendono ragione del dramma immenso che la nostra Regione ancora vive.”

Baratto ha spiegato che solo nel suo Comune, Pederobba, quasi 60 milioni di euro di risparmio sono stati letteralmente bruciati dalla crisi di Veneto Banca.

“Decine di famiglie hanno visto sparire il risparmio duramente accumulato, lavorando all’estero o in fabbrica, per assicurarsi un avvenire sereno e provvedere ai figli o ai nipoti – conclude – Progetti di vita che sono completamente andati in fumo. Conosco personalmente persone che ancora faticano ad uscire di casa, la ferità alla dignità è ancora troppo forte e non si trova nemmeno il coraggio di confessare in famiglia quello che è accaduto. Siamo di fronte ad una tragedia che si fatica ancora a comprendere nella sua dimensione e gravità. Serve maggiore attenzione ad usare le parole”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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