Veneto Imprese Unite sugli scontri di fronte a Montecitorio: “Violenze gratuite sempre da condannare”

Clashes with Police during the demonstration of traders, shopkeepers and restaurateurs next to the Chamber of Deputies in piazza Montecitorio, Rome, Italy, 6 April 2021. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Si sono diffuse velocemente le immagini relative agli scontri avvenuti martedì 6 aprile di fronte a Montecitorio a Roma: una protesta dove imprenditori e gestori di locali avrebbero dovuto manifestare il proprio disagio contro le chiusure e che, invece, ha preso una piega diversa, con lanci di oggetti, tafferugli, due agenti della Polizia feriti e sette fermi.

Un episodio da cui l’associazione Veneto Imprese Unite ha voluto prendere pubblicamente le distanze, sottolineando come violenza ed esigenza di esprimere un proprio disagio siano due cose completamente differenti e che le difficoltà vissute in questo periodo storico non debbano essere fonte di strumentalizzazione da parte di facinorosi.

Le violenze gratuite sono sempre da condannare, – ha reso noto l’associazione – ma allo stesso modo è da condannare un Governo responsabile di aver portato intere categorie a manifestare in maniera alle volte azzardata, offrendo il fianco a frange di facinorosi che nulla hanno a che vedere con le piccole e medie imprese“.

“Un imprenditore che diventa violento, – prosegue Veneto Imprese Unite – esasperato da decisioni assurde da parte del Governo, è il fallimento del Governo stesso”.

“Meritiamo dignità, rispetto e possibilità di lavorare in sicurezza. – conclude il gruppo – E pretendiamo di non essere strumentalizzati da infiltrazioni di pochi estranei alle nostre manifestazioni“.

Veneto Imprese Unite aveva già avuto modo di esprimere le difficoltà vissute di fronte alle restrizioni messe in campo dai dpcm, con delle proteste pacifiche dall’elevato contenuto simbolico: il primo episodio risale allo scorso 11 marzo, quando l’associazione aveva provocato dei rallentamenti lungo la circonvallazione di Treviso e il Put, con lo slogan “Fermi noi, fermi tutti” (qui l’articolo).

Slogan riproposto successivamente, il 19 marzo in viale Italia a Conegliano, dove ancora una volta l’associazione aveva voluto rendere note le difficoltà vissute da partite iva e attività, in termini di chiusure e perdite di fatturato (qui l’articolo).

(Foto: Ansa).
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