Veneto, l’analisi socio-economica ai tempi del Coronavirus: rischio di infiltrazioni mafiose nel post-emergenza

Oltre all’aspetto sanitario, una certa attenzione è rivolta anche alla crisi economica causata dall’emergenza da Covid-19, che ha condotto verso la chiusura delle imprese.

Il presidente della Camera di commercio Treviso-Belluno Mario Pozza ha sottolineato le enormi difficoltà della crisi in corso: “L’emergenza è sicuramente sanitaria perché riguarda la salute dei cittadini, ma il Veneto ha dimostrato di avere un sistema sanitario d’eccellenza a livello mondiale. Si tratta di un modello per strategia e programmazione e questo è merito della Regione del Veneto e di tutti gli operatori sanitari che stanno facendo un lavoro straordinario”.

Risulta in modo evidente un’emergenza anche economica – ha aggiunto Pozza – che sta mettendo in ginocchio il sistema Veneto e, di conseguenza, l’intera economia nazionale affossando il Pil. In questo contesto le Camere di Commercio stanno lavorando h24 e rappresentano il ‘pronto soccorso delle imprese’. Infatti, stiamo dando supporto alle istituzioni, dalla Regione alle Prefetture, per permettere alle nostre aziende di continuare a lavorare ottenendo il codice Ateco, necessario per mantenere la continuità produttiva“.

“Oggi – ha concluso Pozza – le 550 mila imprese hanno una certezza: le istituzioni e le Camere di Commercio stanno facendo squadra e sono al loro fianco”.

Pozza ha inoltre indicato alcune priorità su cui intervenire: “Ci sono interventi che non sono un’opzione, ma una necessità e riguardano, in particolare, l’accesso al credito e la sburocratizzazione. Si tratta di due fattori collegati perché la burocrazia, purtroppo, rischia di essere un freno pericolosissimo alle misure messe in campo, rendendo vani gli sforzi per aiutare gli imprenditori”.

Sulla necessità di sburocratizzare si è pronunciato, inoltre, il segretario generale di Unioncamere Veneto, Roberto Crosta: “Non possiamo pensare che la burocrazia diventi un ostacolo anche in un momento di crisi. Se non si interviene attraverso una reale semplificazione delle regole, le imprese non riusciranno a ripartire, al di là degli aiuti e degli interventi da parte del Governo e delle altre istituzioni“.

“La sburocratizzazione – ha spiegato Crosta – è la ‘conditio sine qua non’ per rimettere in moto il sistema economico della nostra regione. In questo senso il Durc è l’esempio più calzante: per accedere ai fondi dei bandi pubblici, quali ad esempio quelli per la liquidità, le nostre imprese devono presentare questo documento che certifica la regolarità contributiva. Per tante imprese venete e italiane sarà impossibile essere in regola e questo bloccherebbe l’accesso alle risorse pubbliche. La burocrazia, quindi, è un’altra emergenza che dobbiamo affrontare immediatamente”.

Il segretario generale ha esposto un dettagliato quadro sui dati negativi che riguardano l’economia veneta con un particolare riferimento all’export: “L’export rischia di essere schiacciato dall’emergenza, perché da una prima proiezione, nelle zone definite rosse, la perdita già oggi si attesta al 20 percento. E il problema non è circoscritto al nostro Paese, ma è tutto il sistema di relazioni commerciali, a livello internazionale, a essere in stand by“.

E il rischio di infiltrazioni mafiose in questo scenario, secondo Pozza e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Roberto Marcato, è un aspetto da non sottovalutare.

“In una fase di crisi e di emergenza – ha specificato Pozza – dobbiamo prestare estrema attenzione e impedire che soggetti e capitali poco chiari facciano campagna acquisti delle nostre imprese. Si tratta, purtroppo, di un rischio concreto a cui dobbiamo contrapporre barriere e controlli serrati, per bloccare le infiltrazioni mafiose”.

“Oltre alla perdita di competitività, – ha aggiunto l’assessore Marcato – voglio lanciare l’allarme su due rischi molto forti nel post-emergenza: il primo è che, con il depotenziamento delle nostre imprese, qualcuno venga a depredare il nostro sistema economico. Il secondo, gravissimo, è quello che la crisi esponga il territorio a infiltrazioni mafiose. Per farvi fronte, va fatto un ragionamento ad ampio raggio. È necessario pensare subito a misure di protezione, tali da non consentire che le nostre aziende vengano svendute e depredate”.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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