Si chiude l’edizione 2026 del Vinitaly, la numero 58 della fiera vitivinicola tra le più importanti al mondo. Ma questa edizione è anche la prima da governatore per Alberto Stefani. Presente al padiglione del Veneto, Stefani ha incontrato numerosi produttori e visitato gli stand di molte cantine, accompagnando anche tra i padiglioni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini e i molti ministri arrivati in fiera.
“Il Vinitaly è una vetrina internazionale straordinaria che svela l’identità di un territorio che nasce dagli scambi commerciali, dall’interazione e dal dialogo”, spiega Stefani, richiamando la vocazione storica del Veneto, da sempre crocevia di relazioni e mercati. Un modello che affonda le radici nella tradizione della Serenissima e che oggi trova proprio nel Vinitaly una delle sue espressioni più concrete.
Presidente, si conclude oggi il Vinitaly, il suo primo da governatore del Veneto. Quale è il suo bilancio?
“Questa è una vetrina internazionale straordinaria che svela l’identità di un territorio che nasce dagli scambi commerciali, nasce dall’interazione, nasce dal dialogo. Questa è la storia della Repubblica Serenissima, questo è il presente e il futuro del Veneto e qui il Vinitaly svela anche un’altra cosa: l’importanza di una filiera vitivinicola strategica per il nostro territorio. Oltre il 37% delle esportazioni vitivinicole nazionali sono venete, basta questo dato per dire quanto tutto questo sia importante. E mai come quest’anno il Vinitaly è stata una piazza straordinaria per chiudere degli accordi fondamentali, primo tra tutti quello sulla holding delle autostrade del Veneto, che potrà permettere al nostro territorio di far sì che i pedaggi dei veneti restino ai veneti”.
Ieri abbiamo visto anche l’arrivo della Premier Giorgia Meloni, di Salvini e di molti esponenti politici: il Vinitaly si conferma ancora una volta non solo come vetrina economica, ma anche come centro politico dell’Italia e del Veneto…
“Deve essere così e dovrà esserlo sempre di più. Mi piacerebbe che il Vinitaly diventasse proprio l’agorà del nostro territorio, della politica veneta, un luogo in cui fare gli accordi giusti, in cui far sì che il Veneto diventi protagonista sulla scena nazionale e internazionale e possa trovare qui il suo clima e il suo ambiente migliore”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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