Vinitaly, dopo Meloni arriva Salvini: “Mi impegno a tenere controllato il costo del carburante”

Il vicepremier Matteo Salvini

I padiglioni pieni, il clima internazionale incerto e il tema – sempre più centrale – del costo dell’energia. È in questo contesto complicato e preoccupante che si inserisce la visita del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini al Vinitaly 2026, dove tra incontri istituzionali e strette di mano con produttori ha toccato alcuni dei nodi più sensibili per il settore e per tutta la nazione. Il vicepremier è arrivato ieri al padiglione del Veneto (dopo una mattinata trascorsa in altri stand assieme al Presidente del consiglio Regionale Luca Zaia) attorno alle 14, accolto dal presidente Alberto Stefani e gran parte della giunta. 

“È un bellissimo Vinitaly in un contesto internazionale complicato, confuso, con troppe guerre e troppi scontri – ha detto –. Qui invece ho trovato produttori e compratori da tutta Italia e dal mondo che si siedono, firmano, ordinano: è un bel clima, che spero possa uscire da questi padiglioni e arrivare anche fuori”.

Un passaggio che si lega direttamente alla preoccupazione, condivisa da molte aziende vitivinicole, per i costi di produzione e in particolare per il prezzo del carburante. Salvini parte proprio da qui, dal gasolio, per indicare una priorità dell’azione di governo: “Da ministro mi sono impegnato a tenere sotto controllo il costo dell’energia e del carburante. Se serve, se l’Europa non si muoverà, lo faremo anche da soli: chiediamo semplicemente di poter usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani in difficoltà”.

Il riferimento è a uno scenario in cui le tensioni internazionali incidono direttamente sui costi logistici e produttivi, con effetti immediati anche sulla filiera del vino. “Non possiamo arrivare a fare un mutuo per fare il pieno di gasolio”, ha aggiunto, sintetizzando in modo diretto una delle criticità più avvertite dalle imprese.

Dai costi dell’energia alle infrastrutture, altro tema chiave per la competitività del Veneto. Salvini ha infatti fatto il punto su uno dei dossier più rilevanti per la mobilità regionale: “La Brescia-Padova farà parte della grande famiglia delle autostrade venete. I soldi pagati dai veneti rimarranno tutti in Veneto per sistemare le strade, senza profitti da parte di soggetti privati”.

Un passaggio che si inserisce nel più ampio tema dell’autonomia, più volte richiamato dal ministro come leva concreta per trattenere risorse sul territorio e reinvestirle in opere strategiche.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
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