Vinitaly, il neoministro del Turismo Mazzi: “Investiamo sull’enoturismo, la crisi lancerà il turismo di prossimità”

L’enoturismo come leva per il rilancio del turismo italiano, soprattutto in una fase segnata da incertezze internazionali e da nuovi equilibri nei flussi dei viaggiatori. È questa la linea tracciata dal nuovo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, in questi giorni al Vinitaly nella “sua” Verona. 

“Il turismo complessivamente in Italia vale il 13% del PIL e quota 240 miliardi di euro, per cui è veramente un pilastro della nostra economia”, sottolinea il ministro, fissando subito il peso strategico del comparto. All’interno di questo scenario, l’enoturismo rappresenta un segmento ancora più contenuto ma in forte crescita: “In questo momento vale 3 miliardi, però è in crescita”.

Una nicchia, dunque, ma con ampi margini di sviluppo, su cui il ministero intende puntare anche alla luce dei cambiamenti in atto nei comportamenti dei viaggiatori. “Questa crisi internazionale può aumentare il turismo più domestico, più di prossimità – spiega Mazzi – e per turismo domestico intendo anche quello europeo: probabilmente molti sceglieranno mete più vicine. In questo l’Italia resta uno dei Paesi più attrattivi”.

Proprio in questo contesto, l’enoturismo viene indicato come uno degli strumenti più efficaci per intercettare questa domanda. Non solo per il valore economico diretto, ma anche per la capacità di generare esperienze e ricadute sul territorio. “Le cantine diventano luoghi di benessere – evidenzia il ministro – dove si può vendere direttamente il vino e offrire un’esperienza che il turista poi racconta. Il passaparola può funzionare molto”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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