Continuano a crescere sia i ricoveri che le terapie intensive nella Regione Veneto che va avanti nell’opera di valorizzazione delle alte professionalità della sua sanità per rispondere al meglio all’emergenza Covid-19.
Il governatore Luca Zaia, sottolineando le difficoltà di questi giorni, ha ringraziato ancora una volta il mondo della sanità del Veneto.
In alcuni Covid center si sta andando verso la sospensione totale delle attività, ad eccezione dell’ambito oncologico oltre ai punti nascita, dove questo è possibile.
“Non siamo stati programmati per gestire la sanità in questa maniera ma non ci sono alternative – ha affermato il governatore Luca Zaia – Ai cittadini dico che siamo in una situazione di allerta, critica e non sappiamo che evoluzione ci sarà nei prossimi giorni e nelle prossime ore. Abbiamo una proiezione che ci fa pensare e immaginare, ma non è certo, che verso metà novembre dovremmo raggiungere l’apice se questa curva a campana dura dal suo inizio alla sua fine novanta giorni. La metà per noi è 45 giorni che cascano a metà novembre (la curva ha iniziato ad impennarsi dai primi di ottobre)”.
A metà novembre, se fossero giuste le previsioni del modello matematico seguito, il Veneto potrebbe avere 250/300 terapie intensive.
In questo momento la Regione Veneto può disporre di circa un migliaio di terapie intensive che sono state allestite per far fronte a questa emergenza epidemiologica.
In ogni caso, anche per la mancanza di personale, il sistema sanitario è sotto pressione e il presidente della Regione Veneto ha ricordato che l’area gialla non è un gioco a premi e “il giallo dura poco”.
“Questo non vuol dire essere i primi della classe a discapito degli ultimi della classe – continua il presidente Zaia – Guardate che nel Covid può accadere di tutto, anche che tra una settimana siamo qui a raccontare di migliaia di persone ricoverate. Non ci deve essere entusiasmo oltre misura e vorrei ricordare che i 21 parametri che vanno a classificare le aree sono complicati e, se da un lato guardano alla dimensione ospedaliera, e questo compete alle istituzioni e agli operatori della sanità, dall’altro c’è un’altra componente della classificazione che è in capo a noi cittadini ed è rappresentata dal numero dei contagi”.
Se le istituzioni hanno il compito di pensare al tema degli ospedali, per il governatore del Veneto il resto della comunità dovrà impegnarsi utilizzando le mascherine, evitando gli assembramenti e rispettando tutte le misure anti-contagio senza dimenticare il rischio legato ai contagi domestici con un nuovo appello rivolto ai giovani.
Questi i dati di oggi, giovedì 5 novembre 2020, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 2.397.655 tamponi molecolari (16.485 nelle ultime 24 ore), 68.795 positivi dall’inizio dell’emergenza Covid (3.264 nelle ultime 24 ore), 40.719 positivi in questo momento (3.183 in più), 1.274 ricoverati in area non critica (81 in più di ieri), 170 terapie intensive (15 in più di ieri), 17.622 persone in isolamento (338 persone sono uscite ieri dall’isolamento), 2.516 morti in generale e 4.982 dimessi (52 in più di ieri).
(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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