Zaia piace più di Salvini e Vannacci. Youtrend: “Con lui leader, più fiducia alla Lega”

Come verranno “capitalizzate” le oltre 200 mila preferenze ottenute dal governatore uscente Luca Zaia candidato come capolista in tutte le province Venete? Se da un lato l’obiettivo “di essere un problema” è stato raggiunto, con la Lega che ha battuto gli alleati di Fratelli d’Italia già pronti a prendersi il Veneto, dall’altro, appurato che Zaia ha deciso di entrare in consiglio regionale (“i patti vanno mantenuti”), resta da capire quale sarà il suo ruolo. Sembra improbabile un assessorato, anche se nessuno vorrebbe scommettere contro “Mister Preferenza”: più probabile la presidenza del consiglio regionale o magari “accontentarsi” di essere un “semplice” scranno da consigliere prima magari di provare la scalata al Comune di Venezia.

Le preferenze ottenute potrebbero (il condizionale è d’obbligo visto che il diretto interessato ha garantito che le correnti sono “la morte dei partiti”) far traballare la leadership non solo del segretario della Lega Matteo Salvini ma anche di uno dei suoi quattro vice, Roberto Vannacci. 

Le mappe e i numeri diffusi da YouTrend fotografano con precisione chirurgica un dato politico ormai inequivocabile: Zaia rimane il baricentro elettorale del Veneto e, di riflesso, la figura più competitiva che la Lega possa esprimere sulla scena nazionale. Le 203.054 preferenze raccolte alle regionali – distribuite in modo capillare in ogni angolo del Veneto – compongono una mappa verde che racconta un’egemonia personale mai successa e difficilmente replicabile.

L’elemento più significativo emerge dal confronto diretto con Roberto Vannacci, con il governatore uscente che il giorno dopo le elezioni ha ribadito, rispondendo a una domanda, che “il generale non è di certo il mio benchmark” (Vannacci candidato capolista in tutte le province venete alle scorse europee prese 72 mila voti). Dopo queste regionali, in 95% dei Comuni veneti (532 su 560), Zaia ottiene più preferenze del generale. Nei sette capoluoghi del Veneto, l’ex governatore conquista da due a tre volte i voti presi da Vannacci, mentre quest’ultimo prevale in appena 26 Comuni, perlopiù localizzati tra Cadore e Altopiano di Asiago. L’unico vero “testa a testa” si registra in due soli centri: Piacenza d’Adige (Padova) e San Nicolò di Comelico (Belluno).

A confermare la centralità politica del modello Zaia arriva anche il sondaggio nazionale: il 31% degli italiani dichiara di avere fiducia in lui, contro il 22% che si fida di Matteo Salvini e appena il 16% di Vannacci. Numeri che si riflettono direttamente sulle potenzialità elettorali del Carroccio: con Zaia leader nazionale, secondo YouTrend, il 23% degli italiani sarebbe più propenso a votare Lega, mentre solo l’8% diminuirebbe la propria intenzione di voto. Con Vannacci leader accadrebbe l’esatto opposto: 27% diminuirebbe, 10% aumenterebbe.

Il dato grafico più eloquente è tutto in un colore: il blu che indica l’aumento di consensi con Zaia leader occupa quasi un quarto del grafico; nel caso di Vannacci, quella sezione si riduce a un misero 10%, schiacciata dal rosso di chi si allontanerebbe dal partito.

In un momento in cui il Carroccio riflette sulla sua identità e sul proprio futuro – tra il declino nazionale, la concorrenza interna e la nuova leadership veneta di Alberto Stefani – i numeri di YouTrend mettono nero su bianco ciò che nel Nordest era già palpabile: Zaia è ancora la figura in grado di parlare al “Veneto profondo” e, al tempo stesso, a una fetta significativa dell’elettorato italiano moderato. Un capitale politico imponente, personale e territorialmente radicatissimo.

E mentre nel resto d’Italia la Lega fatica a recuperare consenso, in Veneto l’effetto-Zaia continua a produrre un risultato senza eguali: una regione intera colorata di verde quasi uniforme, dove il confronto con il vicesegretario Vannacci finisce 532 a 26.

(Autore: Simone Masetto)
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