Nel punto stampa di oggi, martedì 12 maggio 2020, il governatore Luca Zaia ha fornito un nuovo aggiornamento sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 454.985 tamponi (circa 10 mila in più rispetto a ieri), 18.782 positivi (41 in più rispetto alla giornata di ieri), 4.713 persone in isolamento (300 persone in meno di ieri), 759 ricoverati (393 positivi e 295 negativi), 71 terapie intensive (33 positivi e 38 negativi), 3.033 dimessi (42 persone dimesse ieri), 1.272 morti in ospedale (1.686 in generale) e i nati nelle ultime 24 ore sono 86.
La partita delle donazioni vede 37.602 donatori per 57 milioni 190 mila euro donati.
“Ieri sera ho avuto la videoconferenza con il Presidente del Consiglio, il ministro Boccia e il ministro Speranza – ha spiegato il presidente della Regione Veneto – È passata la linea che io ho tentato di portare avanti, peraltro insieme a tanti colleghi, che è quella di dire “Il governo, per il 18 maggio, faccia delle scelte diciamo di base, o meglio standard per tutta Italia, dopodiché deleghi le Regioni a rifinire l’abito in maniera sartoriale”. Io considero positivo l’incontro avuto ieri sera, io ho detto al Presidente del Consiglio che siamo uno spartiacque tra l’ordine e il disordine: fare il percorso assieme vuol dire ordine, non farlo assieme vuol dire disordine”.
“Se sarà confermato l’impegno – prosegue – avremo un dpcm da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri che stabilirà delle aperture, dei nuovi aggiustamenti o delle nuove possibilità per le nostre attività e poi demanderà, da quello che si è detto, alle Regioni per farci “l’abito sartoriale”. Il Veneto, premesso che dovremo rispettare tutti i parametri stabiliti dall’Istituto Superiore di Sanità e dal comitato tecnico scientifico, premesso che non si scherza perché stiamo parlando di un virus e che ci vuole un grande senso di responsabilità da parte di tutti noi, la nostra idea è quella che da lunedì, se ci saranno i presupposti, e lo vedremo nelle prossime ore, si possa provvedere all’apertura di tutto quello che si può aprire”.
“Nel senso che sto parlando di attività commerciali – precisa Zaia -, i negozi per capirci, i centri sportivi, palestre e piscine. Anche qui, calma un attimo che devo vedere le carte e, se mi lasciano lo spazio, io le apro. Poi i servizi alla persona, parrucchiere, estetiste, barbieri e tutti quelli che sono i contesti del turismo, vediamo di affrontare un po’tutto. Ieri sera ci siamo accordati sul fatto che urgentemente devono essere inviate alle Regioni le linee guida dell’Inail perchè stiamo parlando di ambienti di lavoro ed è fondamentale che ci siano, anche se in maniera molto semplice, io spero”.
“Il Presidente del Consiglio ha detto che ci sia la volontà di guardare le linee guida con una visione di semplicità – aggiunge – Il minimo per mettere in sicurezza i lavoratori e gli avventori, i clienti o coloro che comunque frequenteranno le attività commerciali. L’assessore Lanzarin sta convocando le parti sociali e il mondo datoriale in via prudenziale sperando che non cambi nulla per presentare le linee guida Inail, poi se c’è qualche aggiustamento da fare, nel limite del consentito lo proporremo. Però è fondamentale cominciare a partire. Ai cittadini faccio un appello: qua ci giochiamo il futuro e non voglio che diventi come il gioco dell’oca questa partita perché tornare alla casella di partenza vuol dire la fine”.
“Una reinfezione in Veneto – continua il presidente Zaia – non è una reinfezione qualsiasi: è il Veneto virtuoso che si reinfetta. Per cui la mia preghiera che faccio a tutti è di usare le mascherine, chiedo solo questo perché se lo facciamo tutti abbiamo certezza quasi matematica che questa sfida la vinciamo, sennò dovremo dire al mondo intero che ci siamo sbagliati ma sarebbe la fine. Mettiamoci tutti una mano sulla coscienza per pensare al mondo del turismo che ha bisogno di aiuto, e lo possiamo aiutare solo rispettando le regole, ai tanti commercianti che ancora non hanno aperto e a tutti coloro che sono in difficoltà”.
“Per quanto riguarda la cassa integrazione – conclude -, il ministro Di Maio non può andare in tv a dire che è colpa delle Regioni perché la nostra Regione ha fatto tutte le pratiche e ha chiuso tutti gli accordi: non ha un inevaso. Ieri sera si è deciso di fare un tavolo per capire dove stanno gli inghippi su questa procedura che è una procedura nazionale. Quello che noi dovevamo fare lo abbiamo fatto. Sfido chiunque, soprattutto quei “tromboni” che vanno in giro a fare dichiarazioni, di dire cosa ha sbagliato la Regione Veneto. Qui abbiamo lavorato bene con i nostri uffici, con l’Inps che è stato efficiente in Veneto: c’è coscienza del fatto che sono stipendi che devono arrivare ai lavoratori”.
(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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