Coronavirus: chiusura di scuole e musei, stop alle sfilate di Carnevale fino al 1° marzo. Zaia: "Non ci sono alternative"

  • Veneto
  • - 23 Febbraio 2020

Manifestazioni sportive bloccate e scuole chiuse da oggi, mentre da domani, lunedì 24 febbraio 2020, fino al 1° marzo compreso sono stati stabiliti la chiusura dei musei e lo stop alle sfilate di Carnevale: queste le parole pronunciate oggi, all'ora di pranzo, dal presidente Luca Zaia in merito all'emergenza Coronavirus.

"Si sta studiando il fenomeno sia a livello regionale che nazionale, non è un fenomeno facile e infatti c'è l'Organizzazione internazionale della Sanità che si sta occupando di questo. Nella nostra Regione posso dire che "siamo sul pezzo" - ha dichiarato Zaia - e abbiamo capito che, rispetto ad alcuni fatti, non c'è nessun nesso logico: pensate al paziente di Mira rispetto a quelli di Vo', piuttosto che ai due pazienti di Venezia di questa notte che non hanno nessun legame con quelli di Vo' e quelli di Mira. Stiamo cercando il paziente zero perché ci interessa capire quale sia la qualità di questa infezione".

"Purtroppo non è vero che le altre Regioni sono indenni - prosegue Zaia - perchè il Piemonte inizia ad avere cinque o sei casi, sette casi in Emilia-Romagna e così nelle altre Regioni. C'è anche da dire che l'anziano problematico con la polmonite se ha difficoltà o perde la vita di prassi non c'era mai stata nessuna indicazione di fare un test per il Coronavirus".

"Adesso abbiamo capito che, al di là delle indicazioni dell'Oms, come Regione Veneto abbiamo scelto di fare i test agli ingressi degli ospedali quando arrivano situazioni complicate di influenze,  e quindi testiamo già subito le persone in modo da capire cosa stia succedendo", continua il Governatore regionale.

In merito all'ormai nota chiusura di tutte le scuole e musei della Regione Veneto, Zaia ha precisato: "L'ordinanza non piacerà e capisco che creerà un sacco di disagi. Un presidente di Regione non vorrebbe mai firmare un provvedimento come questo: è l'ultimo dei provvedimenti che vorrebbe firmare, però non ci sono alternative. Io non mi posso permettere che ci sia qualcuno che possa pensare che non abbiamo tentato l'impossibile".

"Mi spiace anche che ci sia qualcuno, i soliti leoni da tastiera, che dice "Lo fanno oggi e non tre giorni fa" - rimarca Zaia -. Finora non si poteva fare perché non c'era veste giuridica e bisognava interloquire con un Governo che gestisce le scuole e i trasporti pubblici (aerei, treni)".

"Abbiamo già previsto la disinfezione di tutti i mezzi pubblici, anche quelli acquei - conclude il Governatore del Veneto -. Ci saranno dei disagi, ce li avremo tutti, per primi i cittadini che vedranno sconvolta la loro vita. E' un sacrificio ma anche un investimento per la qualità e la salute di tutti".

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Coronavirus, sconsigliato recarsi dal medico in caso di sintomi: appello alla prudenza degli organi sanitari

  • Veneto
  • - 23 Febbraio 2020

“In caso di sintomi influenzali è bene che non ci si muova verso lo studio del medico di famiglia né verso l’ospedale se non dopo un contatto telefonico con i numeri di pubblica utilità creati a livello nazionale e regionale sulla infezione da coronavirus”: queste le parole di Silvestro Scotti e Claudio Cricelli, rispettivamente segretario generale di Fimmg (Federazione italiana medici di famiglia) e presidente di Simg (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie).

In merito ai recenti casi italiani di coronavirus, Fimmg e Simg hanno deciso di mettere in campo un protocollo di prevenzione.

“Per evitare che si possano moltiplicare le occasioni di contagio - spiegano dai due enti - riteniamo sia doveroso per i colleghi della medicina generale aumentare la disponibilità telefonica ai pazienti che presentano sintomi influenzali così da evitare il più possibile che questi stessi pazienti debbano recarsi personalmente negli studi sul territorio o nei servizi sanitari come pronto soccorso e continuità assistenziale”.

Si tratta di un protocollo di sicurezza dettato da ragioni di prudenza che ha come scopo ridurre al minimo le occasioni di contatto tra pazienti che presentano sintomi compatibili con un sospetto di una affezione respiratoria di probabile origine virale da “coronavirus”.

“In questo periodo - precisano Scotti e Cricelli - è normale che i casi di influenza siano ancora molti. Tuttavia, visti i casi di contagio che si sono verificati, sarebbe molto imprudente se non chiedessimo ai colleghi della medicina generale di ridurre al minimo le possibilità di contatto con pazienti a rischio potenziale. Ciascuno deve fare la propria parte per fare in modo che questi casi restino solo un all’arme contenuto”.

“In caso di sintomi influenzali - proseguono -, anche di una febbre non troppo alta ma persistente, è bene che non ci si muova verso lo studio del medico di famiglia né verso l’ospedale se non dopo un contatto telefonico con i numeri di pubblica utilità creati a livello nazionale e regionale sulla infezione da coronavirus. Meglio se, in presenza di sintomi di affezioni respiratorie, restiamo a casa e chiamiamo il nostro medico di famiglia perché sarà lui a dirci come comportarci in assoluta sicurezza e a gestire il caso con le indicazioni migliori per noi e per gli altri, compresi i conviventi”.

A tutti i medici della medicina generale, infatti, verrà fornita in queste ore una scheda di triage telefonico da utilizzare per porre telefonicamente ai pazienti sospetti di un contagio da “coronavirus” domande con le quali fare una prima diagnosi. Sarà sempre il medico di famiglia a consigliare ogni ulteriore step da seguire.

“Queste misure - concludono Scotti e Cricelli - non devono assolutamente generare allarme. Servono ad evitare che i pazienti e i medici possano essere esposti a rischi inutili. Mai come oggi frequentare in maniera inappropriata uno studio medico, un pronto soccorso, il servizio di continuità assistenziale o qualunque presidio sanitario potrebbe esporci ad un rischio inutile”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Web).
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Veneto, chiusura delle Università per Coronavirus, annullate anche le manifestazioni sportive

  • Veneto
  • - 23 Febbraio 2020

Dopo i primi casi di Coronavirus, malattia che sta seminando il panico a livello globale, gli atenei del Veneto hanno deciso di correre ai ripari, seguendo anche quelle che sono state le indicazioni regionali dettate dallo stesso governatore Luca Zaia.

Nella giornata di ieri, sabato 22 febbraio, tutti i portali di Ateneo hanno pubblicato degli avvisi in merito alla chiusura delle proprie sedi, comprese quelle distaccate. Chiusure necessarie al fine di evitare possibili contagi o disagi per gli studenti, alcuni dei quali fuorisede.

In queste ore i rettori delle università venete sono in contatto costante tra di loro, in modo tale da procedere in maniera allineata, condividendo le decisioni in merito alla sospensione della didattica.

L'Università di Verona ha reso noto di essere in stretto collegamento con la Prefettura e che le lezioni e gli esami saranno sospesi da domani, lunedì 24 febbraio, fino a sabato 29 febbraio, mentre da oggi, domenica 23, verranno chiuse le aule studio e le biblioteche.

Date di chiusura che coincidono con quelle dell'Università Ca' Foscari di Venezia, dove lo stop non riguarderà le attività del personale docente e non docente. Nella giornata di ieri, sabato 22 febbraio, l'università del capoluogo lagunare ha inoltre attivato un'unità di emergenza.

Stessa tempistica anche per lo Iuav di Venezia: anche in questo caso il lavoro del personale proseguirà come di consueto, mentre l'ateneo di Padova recupererà gli esami a partire da lunedì 2 marzo.

L'Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve) terrà chiuse le proprie sedi di Mestre e Verona da oggi fino a domenica 1 marzo. Sospese anche le attività di segreteria, le quali riprenderanno la settimana successiva.

Misure che potrebbero subire delle variazioni, a seconda dell'evolversi della situazione, ma attivate in via preventiva per scongiurare ulteriori ed eventuali contagi, considerati i numeri di studenti e del personale che le sedi universitarie accolgono quotidianamente, sia in periodo di lezione che durante le sessioni di esame. Ogni novità verrà trasmessa dai singoli atenei sull'homepage dei rispettivi siti ufficiali e sui canali social.

Annullate anche le manifestazioni sportive organizzate oggi in Veneto e in Lombardia, come annunciato dal ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora. Annullate anche tre partite di Seria A: Hellas Verona-Cagliari, Atalanta-Sassuolo e Inter-Sampdoria.

In una lettera del ministro inviata al presidente del Coni, Giovanni Malagò, viene richiesta la sospensione di tutti gli eventi sportivi di ogni grado e disciplina. Decisione presa per evitare luoghi sovraffollati e potenziali focolai di contagio.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Veneto, immobili a favore di non autosufficienti: dalla Regione 20 milioni di finanziamenti

  • Veneto
  • - 23 Febbraio 2020

Sta per chiudersi, con la distribuzione di 20 milioni di euro previsti dalla legge regionale, la gestione del fondo per la concessione di finanziamenti a progetti di investimento per la realizzazione di interventi edilizi sul patrimonio immobiliare, pubblico o privato no profit, dedicato all’erogazione di servizi sociali o socio sanitari.

Con una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità e sociale, è stato dato il via libera definitivo a 21 progetti in altrettante strutture delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza e Verona per un valore complessivo di 15 milioni, 437 mila e 848 euro e sono stati determinati i criteri per l’assegnazione dei rimanenti 4 milioni, 562 mila e 151 euro a progetti in graduatoria.

L’ammissione di altre domande avverrà in rapporto alla piena sostenibilità finanziaria dell’intervento ed al rispetto di un generale principio di equità tra gli ambiti territoriali.

“In 3 anni - fa notare l’assessore - la Regione ha concentrato 30 milioni di euro sugli immobili esclusivamente dedicati ai non autosufficienti, traducendo in risposte concrete le principali necessità provenienti dalla società civile e dalle famiglie. L’attenzione alla non autosufficienza - dice - è non solo una necessità reale in una società che invecchia sempre di più e dove aumentano anno dopo anno le cronicità, ma anche un segnale di civiltà verso i nostri anziani e le loro famiglie”.

Tra i progetti in provincia di Treviso è stata comunicata la disponibilità dei fondi per Ipab Bon Bozzolla di Farra di Soligo (2 milioni di euro), Ipab Villa Fiorita (450 mila euro), Ipab Tomitano Boccassin (187 mila euro), Fondazione Maria Rossi (562 mila 992 euro).

(Fonte: Regione Veneto).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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Veneto, due casi sospetti di Coronavirus scoperti a Padova, si attendono conferme, Zaia convoca l'unità di crisi

  • Veneto
  • - 21 Febbraio 2020

Allarme “coronavirus” in Veneto con due casi sospetti nella provincia di Padova. L’autorità sanitaria si sta attivando e la Regione Veneto ha fissato una riunione d’urgenza per questa sera, venerdì 21 febbraio 2020.

Gli interessati sarebbero due anziani, ricoverati all’ospedale di Monselice, che dai primi risultati delle analisi potrebbero essere stati contagiati dal virus che sta preoccupando il mondo intero.

Ora stiamo attendendo le seconde analisi dall’istituto Spallanzani”: queste le prime parole a caldo del governatore della Regione Veneto Luca Zaia.

Il presidente Zaia, inoltre, ha già sentito il commissario Angelo Borrelli e ora si sta recando nella sede dell’unità di crisi per il Veneto, in via degli Scrovegni a Padova.

È molto sottile il rischio psicosi per una notizia che nessuno si aspettava. La cautela in situazioni come queste è d’obbligo per evitare comportamenti e reazioni sproporzionate.

Seguiamo ora dopo ora l’evolversi della situazione, in contatto con il Commissario Borrelli e il Ministro Speranza. Per noi l’allerta è massima e ci stiamo preparando a un’eventuale emergenza più importante. Combattiamo un virus, per cui l’attenzione è totale”.

Luca Zaia, in mattina in relazione all’evolversi della situazione legata al coronavirus e ai casi palesatisi in Lombardia aveva dichiarato anche che “In caso di necessità siamo pronti a intervenire su più piani e a tutti i livelli, anche in modo drastico se ve ne fosse bisogno. Già ora, comunque, interveniamo con tutte le azioni necessarie al minimo sospetto, anche che un cittadino veneto possa aver avuto contatti con persone infette o provenienti da zone infette”.

Aggiornamento ore 20

La Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione ha inoltre emesso oggi una nota di aggiornamento della situazione, sottolineando che “Tutte le azioni previste per le emergenze di sanità pubblica secondo le indicazioni date dal Ministero della Salute, in linea con le indicazioni degli organismi internazionali, mondiali ed europei sono in atto in Veneto, dove viene applicato un documento di indirizzo regionale sulla gestione dei casi sospetti, probabili e confermati, sulla gestione dei contatti, sui percorsi dei pazienti che si rivolgono al Pronto Soccorso, al Medico di Medicina Generale e al 118, sulle indicazioni del laboratorio di riferimento regionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, sulle misure di disinfezione e sul flusso di segnalazione dei casi”.

Riunita d’urgenza a Padova la task force istituita per fronteggiare l’epidemia di coronavirus dopo la scoperta dei due casi nel Padovano. La situazione è in evoluzione e tutte le strutture preposte (Comune di Vo’ Euganeo, Protezione Civile regionale, Dipartimento prevenzione, Azienda Ospedaliera di Padova, Ulss 6 Euganea, ecc) stanno lavorando in strettissimo coordinamento con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli. Si stanno predisponendo misure rigorosissime di contenimento

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: Web).
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