Turismo al collasso, Baratto boccia i buoni vacanza: “Serve un piano di rilancio da un miliardo per il post epidemia”

  • Veneto
  • - 04 Aprile 2020

Il parlamentare di Forza Italia Raffaele Baratto è tornato sul tema dell’impatto dell’emergenza Coronavirus sul turismo, descrivendo uno scenario molto negativo per le strutture ricettive italiane al collasso, con decine di migliaia di cancellazioni e con una situazione che non consente di fare programmi, nemmeno di breve periodo.

Nei prossimi giorni, la Camera dei Deputati procederà all’esame del decreto-legge “Cura Italia”, nel quale sono contenute molte delle misure di prima applicazione per i settori economici in difficoltà.

In queste ore, inoltre, il Governo si appresta a varare un altro decreto economico a sostegno di famiglie e imprese.

Mi auguro si faccia presto - ha affermato l’onorevole Raffaele Baratto - quello turistico è un settore in ginocchio, in Veneto come in altre parti d’Italia le perdite sono incalcolabili. Le cancellazioni sono arrivate a pioggia e, in assenza di certezze sul futuro, i turisti non prenotano e si rischia un’ecatombe tra B&B, albergatori e filiera. Se tre settimane fa c’era grande preoccupazione, ora c’è disperazione”.

In merito al tema dei “buoni vacanze per il turismo nazionale”, Baratto ha aggiunto: “Chi pensa di risolvere il problema con un buono da 500 euro non ha evidentemente alcuna idea di cosa significhi oggi portare una famiglia in vacanza. Si tratterebbe solo dell’ennesimo spot elettorale. Non aiuterebbe le imprese davvero e sarebbe un enorme spreco di risorse, l’ennesimo sulla scia del reddito di cittadinanza”.

Questa è una crisi epocale - continua - come ha ben spiegato Draghi, non ci sono precedenti se non la disastrosa crisi degli anni Venti. Servono decisioni accorte mentre nel nostro Paese sembra che la campagna elettorale non si sia mai fermata, mentre siamo sull’orlo del baratro. Ciò che serve è essere pronti quando le condizioni permetteranno di ripartire. Abbiamo un sistema turistico d’eccellenza, la priorità deve essere quella di far tornare il mondo in Italia”.

È necessario sviluppare immediatamente un piano di rilancio dell’immagine del Paese nel mondo - conclude Baratto che propone un piano da 1 miliardo di euro che dovrà gestire Enit (Agenzia Nazionale del Turismo). L’Enit, coordinandosi con le Regioni, dovrà con quelle risorse sviluppare delle campagne di rilancio dell’immagine e promozione. È la stessa vocazione turistica del Paese ad essere a rischio e con essa centinaia di migliaia di posti di lavoro. Dobbiamo dire ai milioni di turisti nel mondo che, quando sarà finita, li aspettiamo.”

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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Veneto, diminuzione tra i ricoveri in ospedale. Ieri un decesso a Treviso: un 80enne con gravi patologie in corso

  • Veneto
  • - 04 Aprile 2020

Continua una lieve diminuzione tra i ricoveri negli ospedali del Veneto, anche se ciò non comporta un abbassamento dell'allerta e delle misure precauzionali adottate in questo periodo di emergenza sanitaria.

Secondo i dati forniti dall'Azienda zero della Regione Veneto, a oggi sono circa 1.594 i ricoveri in area non critica (con una diminuzione di 4 unità), mentre le terapie intensive contano in tutto 324 pazienti (ovvero 3 casi in meno).

Nel complesso i casi di Coronavirus in Veneto hanno toccato quota 10.824, con un aumento di 243 persone. Il numero dei dimessi, invece, è di 1.121 casi, a fronte, però, di 607 decessi.

Nella giornata di ieri, venerdì 3 aprile, a Treviso ha perso la vita un paziente di età superiore agli 80 anni, affetto da gravi patologie in corso.

Numeri che ancora inducono a mantenere la necessità di perseverare nell'osservanza delle norme precauzionali.

 

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
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Nuova ordinanza fino al 13 aprile: al supermercato con guanti e mascherine, chiudono i garden e mercati perimetrati

  • Veneto
  • - 04 Aprile 2020

Nel consueto punto stampa giornaliero dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha chiesto ancora ai cittadini veneti dei sacrifici che, nella sua ottica, saranno un investimento per la salute di tutti.

È stata rinnovata e prorogata la vecchia ordinanza fino al 13 aprile, giorno di Pasquetta. Quindi non si potrà andare nei supermercati la domenica, perché saranno chiusi, e rimangono le distanze dei 200 metri, all’interno delle quali si è specificato che resta la possibilità di fare attività motoria, oltre a sgranchirsi le gambe, che non sia attività di gruppo, anche minimale.

In più, come annunciato dallo stesso Zaia, ci sono delle nuove misure come il divieto di esercizio dell’attività di commercio nella forma del mercato all’aperto o al chiuso, o di analoga forma di vendita su area pubblica o privata di generi alimentari, se non nei Comuni nei quali sia stato adottato dai sindaci un apposito piano, consegnato ai commercianti, con determinate condizioni.

I mercati all’aperto, se non hanno uno specifico piano di gestione, saranno costretti a chiudere.

Cosa prevede il piano? Nel caso dei mercati all’aperto, gli stessi dovranno essere perimetrati, con nastri o transenne, in modo tale da avere un unico varco di accesso e di uscita.

Inoltre, ci dovrà essere una sorveglianza pubblica o privata, quindi polizia locale del Comune o vigilanza privata, che verifichi le distanze sociali, il rispetto del divieto di assembramento nonché il controllo dell’area di accesso alla vendita.

Si dovrà quindi ragionare come succede nei supermercati: ci si mette in fila distanti e si entra.

Per venditori e compratori è previsto l’uso obbligatorio di guanti monouso e di mascherine, comunque garantendo la copertura di naso e bocca.

Chi non avrà una mascherina potrà usare un foulard, una sciarpa o altri oggetti che coprano naso e bocca. È anche vietata la vendita di prodotti florovivaistici, garden e simili, salva l’attività di consegna a domicilio, per evitare gli assembramenti che si erano formati davanti a questi esercizi commerciali.

Potrà essere effettuata l’attività di manutenzione delle aree verdi e naturali pubbliche e private per interventi di urgenza finalizzati alla prevenzione dei danni all’incolumità delle persone e al patrimonio arboreo e naturale, ivi comprese le aree turistiche (pensare ai campeggi che si devono preparare per la stagione).

Obbligo per tutti gli esercizi commerciali e anche all’aperto, di far circolare solo soggetti con mascherine e guanti. Al supermercato si potrà andare solo con questi presidi, verificando che naso e bocca siano coperti.

Il commercio al dettaglio di articoli di cancelleria, inoltre, è consentito anche all’interno degli esercizi dei supermercati.

Sono consentite le opere collegate agli stati di emergenza e di protezione civile in essere, come ad esempio l’impresa boschiva per un’attività urgente e indifferibile o le opere legate al dissesto idrogeologico.

In ogni attività consentita all’aperto, infine, le persone dovranno evitare il contatto a distanza inferiore di un metro, facendo uso di ogni precauzione idonea ad evitare il contagio.

La violazione di queste misure, che saranno efficaci dalla mezzanotte di oggi, venerdì 3 aprile 2020, fino al 13 aprile 2020, comporterà l’applicazione di sanzioni che prevedono specifiche somme di denaro che saranno destinate al conto corrente della Regione Veneto per l’emergenza Coronavirus.

Il governatore della Regione Veneto ha fornito alcuni nuovi dati aggiornati relativi all’impatto del virus sul territorio regionale: 126490 tamponi, 20238 persone in isolamento, 10464 positivi, 1964 ricoverati, 335 persone in terapia intensiva, 534 morti, 1031 dimessi e 82 nati.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Ulss 2 Marca Trevigiana).
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Il Veneto regione più virtuosa d'Italia secondo Google: come calano gli spostamenti durante l'emergenza

  • Veneto
  • - 04 Aprile 2020

Google, il colosso mondiale del web, ha analizzato gli spostamenti delle persone in questo periodo di quarantena imposta dalle autorità per fronteggiare l'emergenza Covid-19. I dati emersi sia a livello regionale che nazionale, mostrano una vertiginosa discesa della curva della mobilità generale.

Ci si muove meno e in modo diverso: il Veneto spicca tra tutte le regioni italiane come la più virtuosa, la regione in cui le persone hanno capito e continuano a mettere in pratica la famosa frase, ormai sentita dai media fino allo strenuo, “bisogna rimanere a casa”.

Il periodo di inizio rilevamento degli spostamenti riporta la data di domenica 16 febbraio 2020 e si è concluso domenica 29 marzo 2020. La curva del grafico analizzato mostra, per la regione veneta, i migliori risultati rispetto alle altre regioni italiane.

I risultati messi sotto al lente di ingrandimento fanno emergere numeri importanti. In Italia al 29 marzo l'affluenza delle persone a bar, ristoranti, centri commerciali, cinema, librerie e musei è diminuita del 94%, -85% per quanto riguarda i settori essenziali come farmacie e alimentari, -90% per i parchi pubblici e naturali, -87% per i trasporti, -63% per le aree di lavoro. Nel complesso la residenzialità è aumentata del 24%.

Per quanto riguarda il Veneto, le percentuali sono ancora più incoraggianti e i numeri lo dicono: una diminuzione del 96% dell'affluenza a bar e ristoranti, nel grafico espressa con la sigla (Retail & recreation), un -95% per farmacie e alimentari (Grocery e pharmacy), -91% per i parchi (Parks), -89% per i trasporti (Transit station), -62% per il lavoro (Workplace) e un +25% per la capacità di rimanere "all'interno" della propria abitazione.

Informazioni molto utili in questo momento critico per chi studia il fenomeno pandemico e che, in particolare, rispecchiano la capacità dei cittadini di applicare le stringenti norme emanate a seguito dei decreti del Presidente del Consiglio e delle ordinanze regionali.

Le informazioni raccolte da Google inerenti gli spostamenti individuali di ognuno di noi, sono del tutto anonime, precisa il colosso del web, e attivabili da ogni singolo utente che gestisce o accetta di utilizzare una determinata applicazione dal proprio smartphone.

“I rapporti sulla mobilità della comunità sono stati sviluppati per essere utili nel rispetto dei nostri rigorosi protocolli sulla privacy e nella protezione delle persone. Nessuna informazione personale identificabile, come la posizione di una persona, i contatti o il movimento, sarà resa disponibile in qualsiasi momento” spiega Google nella sua pagina dedicata al controllo coronavirus.

Un monitoraggio, quello di Google, continuo che andrà a riguardare nel prossimo futuro anche dati relativi a molti più paesi e altre aree di analisi.

 

(Fonte: Francesco Pastro © Qdpnews.it).
(Foto: web).
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Consulenti del lavoro italiani preoccupati per le inefficienze del sistema: mozione finale degli Stati Generali

  • Veneto
  • - 03 Aprile 2020

“Per l’Italia contro le inefficienze del sistema” è il titolo della mozione finale degli Stati Generali dei consulenti del lavoro che si sono tenuti mercoledì 1° aprile 2020 in videoconferenza con i consigli provinciali dell’ordine e tutti i dirigenti degli organismi di categoria.

Lo scopo degli Stati Generali dei Consulenti del lavoro è stato quello di valutare la drammatica situazione in cui versano i lavoratori e i consulenti del lavoro italiani che lamentano l’inefficienza di alcuni provvedimenti e delle procedure attuate per contrastare la crisi del mondo del lavoro, scaturita dall’emergenza Coronavirus.

La categoria, nel denunciare la mancanza di ascolto da parte del Governo nazionale, soprattutto in merito alle soluzioni prospettate dai consulenti stessi, ha chiesto di eliminare dalle procedure di richiesta di strumenti di integrazione salariale qualsiasi tipo di accordo o informativa sindacale.

Si chiede inoltre di snellire l’iter di approvazione delle domande per liquidare le somme in tempi brevi, di convocare la conferenza Stato-Regioni per recepire medesime modalità di accoglimento delle istanze in tutte le regioni, di prevedere un piano straordinario di investimenti in economia reale e di finanziamenti in favore delle piccole e medie imprese.

L’esecutivo nazionale, secondo i consulenti del lavoro italiani, dovrebbe insediare una task force di specialisti che elabori un piano di interventi, senza dimenticarsi di ascoltare le categorie professionali.

Infine, la richiesta è anche quella di garantire l’incolumità personale e la sicurezza dei consulenti del lavoro, impegnati senza sosta nelle procedure di richiesta delle integrazioni salariali e non responsabili dei ritardi e dei disguidi dello stesso.

Grande la preoccupazione della consulta dei presidenti dei consulenti del lavoro del Veneto che descrivono una situazione assolutamente critica, non compresa pienamente nella sua reale portata dalle autorità statali

L’infinita burocrazia si aggiunge al problema della difficoltà di utilizzare i canali telematici Inps per l’inoltro delle pratiche, a causa del concomitante accesso di numerosi soggetti per la richiesta di sussidi e indennità, nonché del blocco del sito conseguente ad attacchi hacker.

Sono sempre più pressanti, infine, i dubbi dei lavoratori su ammortizzatori sociali e altre forme di aiuto economico promesse dal governo in questo periodo di inattività per molte imprese.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Web).
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